Volete sognare, emozionarvi e uscire dalla grigia routine? Ecco a voi la nuova uscita targata Maratta edizioni ” I racconti di Enthalassia” di Andrea Villa

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Un orco crudele, una dolce principessa, una compagnia di eroi… Ah! No, ho sbagliato libro, scusate.
Un orco che vuole vivere in pace, una principessa guerriera e gli eroi più sgangherati che si siano mai visti, in un fantasy ironico e originale.

Andrea Villa è uno scrittore, sceneggiatore, ucronista e articolista italiano, autore di numerosi racconti, ucronie, fanfiction, storie brevi e articoli per varie testate giornalistiche online, nonché autore di alcuni libri a tema fantasy, fantascienza e ucronia. Per quanto sia nato a Carate Brianza nel giugno del 1996, il suo cuore è ad Arcore, il paese della Brianza dove vive e scrive.

Laureato in Storytelling e Scrittura Creativa presso la Scuola Mohole di Milano, ha iniziato la sua esperienza da scrittore scrivendo ucronie sul sito italiano di storia alternativa UtopiaUcronia. Al momento disoccupato, spera un giorno di trovare un posto di lavoro che gli permetta al contempo di vivere in maniera indipendente e continuare a scrivere.

È un grande appassionato di Storia, della quale è profondo conoscitore e interessato.
I periodi storici sulla quale si reputa maggiormente appassionato e conoscitore sono la Guerra Civile Americana, la Seconda Guerra Mondiale e la Corsa Allo Spazio. Attualmente sta scrivendo una saga letteraria fantasy decostruttiva, un romanzo di storia alternativa, una fanfiction (che aggiorna periodicamente una volta a settimana) e un’ucronia.

Review party: “Il giallo di Villa Nebbia” di Roberto Carboni, Newton Compton Editore. A cura di Francesca Giovannetti

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Atmosfere perfette per un giallo scritto in maniera impeccabile. Silenziosa, diroccata e solitaria, Villa Nebbia è maestosa e temuta presenza ad ogni passo del libro. Racchiude un macabro passato e un inquietante presente.

Pietro Bianchi accetterà di diventarne il custode; per quanto Villa Nebbia susciti un  malcelato disagio in tutti coloro che ne vengono in contatto, per il protagonista sarà anche altro: la soffocante sensazione di pericolo, infatti sarà spesso bilanciata da quella di aver trovato un rifugio, un angolo che lo tenga lontano dagli altri e anche da se stesso. È proprio della natura umana allontanarsi da ciò che ferisce e fa stare male, a qualsiasi condizione: in questo caso Pietro Bianchi ha trovato una sorta di mondo alternativo, di isola, non certo felice, ma sicuramente appartata. La nebbia che caratterizza l’ambiente intorno a quelle mura diventa nello stesso tempo fonte di inquietudine e rifugio: è un equilibrio precario, che sfida la logica ma che l’autore riesce a far comprendere mentre tratteggia i caratteri distintivi del personaggio.

Le descrizioni degli ambienti sono uno dei punti più saldi di tutto il testo. Immergono completamente il lettore nella storia e gli permettono quasi di entrare nella Villa e di annusare l’odore della nebbia. Semplicemente fantastiche; e preparano il terreno per la trama, avvolta in un alone che sfiora il paranormale.

Ogni personaggio è curato nei minimi dettagli e si muove sulla scena in modo poco prevedibile e ricco di suspense.

La trama seduce e conduce il lettore, passo dopo passo e si snoda lasciando molteplici indizi fino alla conclusione finale, decisamente spiazzante.

Un libro che riesce a coinvolgere, incuriosire e spaventare.

Tre elementi indispensabili per un giallo d’autore e qui ampiamente soddisfatti.

Nuova uscita Dri editore “completamente” di Mariadora Vizza

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La musica è troppo bella, troppo dolce e Greta ha di nuovo la pelle d’oca.
Non sorride e, forse perché non ci sono i suoi occhi a distrarmi, mi soffermo a osservarle le labbra prive di trucco, che in questo momento sono leggermente socchiuse.
Sento il cuore perdere un battito e poi un altro ancora quando lei, forse presa dall’impazienza, riprende a mordicchiarle.
Mai come ora il mio mantra mi viene in soccorso: è solo la musica, è solo la danza.
Ma vedo le mie mani tremare leggermente quando le cingo delicatamente la vita per cominciare a danzare a passo di valzer.
Il miracolo si ripropone, come ogni volta che balliamo.
 
 
Il nostro miracolo consiste nel riuscire a ballare una coreografia che non esiste, senza averla mai provata, facendolo alla perfezione.
Solo nei primi secondi le ho sussurrato le figure da fare, poi ci siamo talmente lasciati prendere che non ce n’è stato più bisogno.
Lei mi capisce, riesce ad anticipare le mie intenzioni, percependole solo dai miei movimenti. Il fatto di non potermi guardare sembra aver acuito i suoi sensi.
Solo che lei non può guardarmi, ma io sì.
 
 
Placida nel sonno lei si avvinghia con la sua coscia alla mia, attirandomi più vicino a sé. Nel frattempo la sua mano, che prima accarezzava languida la mia, si sposta a cercare il mio viso, lo accarezza dolcemente, poi prosegue imperterrita fino ai miei capelli. Il tocco non è più così delicato, è quasi smanioso, mentre spinge piano la mia testa verso la sua. Le labbra le si schiudono un po’ di più e anche il suo respiro diventa più corto.
È l’invito che aspettavo, e non ho dubbi né esitazioni.

Sinossi:
«Hai mai pensato che, semplicemente, i vostri corpi hanno trovato un modo per esprimere l’affinità delle vostre anime?»
 
Greta, diciotto anni e una sola passione: la danza. Timida e un po’ insicura, ma anche terribilmente caparbia e altruista, vive nel suo mondo ovattato, dove le emozioni forti si provano solo sulle punte.
Davide ha un solo obiettivo: portare in scena una coreografia da brividi, ma il sogno sembra destinato a rimanere tale. Almeno fino a che Greta non irrompe nella sua vita come un fulmine a ciel sereno. L’amore per la danza e l’intesa divampano come il fuoco, come se i loro corpi si conoscessero da sempre. Ma è davvero solo affinità artistica?
Tra passi di danza classica e moderna, pas de vals e un po’ di tango, Greta e Davide iniziano a scoprirsi, a mettere a nudo le proprie anime e a ribaltare le proprie convinzioni. Un’avventura piena di passione, dove i battiti del cuore si confondono con il ritmo della musica.


 
Biografia:
Mariadora Rita (Dora può bastare!) nasce a Cosenza ben trentasette anni fa. È mamma, moglie e lavoratrice part time. Ha una grande passione per il cibo, per il Natale e per i bei libri, che spesso le fanno dimenticare le incombenze quotidiane. Ha sempre amato scrivere, ma fino a che la sua Musa Urlante (sua figlia) non è arrivata a scuoterla dalla sua proverbiale pigrizia, non era mai riuscita ad andare più in là di un primo capitolo. COMPLETAMENTE è il suo primo romanzo, e il suo terzo figlio, dopo la sua cagnolina e sua figlia.

Dati libro

Titolo: Completamente
Autore: Mariadora Vizza
Collana: Sport Romance
Editore: Dri Editore
Genere: Contemporaneo / Sportivo
Formati disponibili: ebook 2,99€ / cartaceo 15-19€
Pagine: 465
Uscita: ufficiale 27 gennaio

“Dante fantasy” di Dario Rivarossa, Il Terebinto edizioni. A cura di Alessandra Micheli

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Ho sempre odiato sentirmi definire intellettuale.

E’ come se l’etichetta appiccicatami addosso mi limitasse, rendesse quel mio voler abbracciare il cielo, impossibile.

Eppure, il mio sognare attraverso i libri, il mio osare andare laggiù dove anche gli angeli esitano, è qualcosa di irrefrenabile e di assurdamente, follemente, indispensabile.

E’ la voglia di superare i limiti, di sfidare a dadi dio.

Come in ogni gioco che si rispetti, bisogna anche bluffare, e far perdere le tracce di quei tuoi desideri, sepolti li in un angolo dell’anima.

Bisogna che il nostro scritto, cosi come la musica abbia tante chiavi di letture.

E restare sorridenti e beffardi ma profondamente speranzosi che qualcuno cosi folle come quel sogno custodito in uno dei bauli sia coraggioso abbastanza per cercarla la chiave giusta.

Io credo che anche i grandi poeti, gli scrittori del passato siano stati legati a questa strana irriverente visione.

E in barba a tanti pomposi accademici abbiamo nascosto l’assoluto tra le pieghe delle parole, delle frasi e di una trama che gli stolti definiscono concreta o la raccontano usando gli schemi.

Ma come può la fantasia e l’immaginazione essere racchiusa in definizioni, analisi e termini?

Per questo Dario Rivarossa è il mio autore preferito.

Cosi onirico e cosi straordinariamente folle da poter decifrare la pazzia altrui, quelle definita erroneamente libro e letteratura.

E cos’è direte voi?

È sogno.

Sogno preso dai giardini di Kensington, laddove Peter Pan vede crescere e brillare le fate e donato a noi.

Nascosto tra l’apparenza di un tomo oramai troppo grande per fare le linguacce alla gente, nascondendosi dietro le sottane degli adulti. Invece tutti i libri sono cosi.

In tutti corre etere una figurina evanescente e bianca, di un bianco brillante, come nel quadro di Rembrant.

In quella scena quotidiana, cosi rozza, cosi inutile, in quello scorcio di passato troppo preso da se stesso per ridere con l’uomo della pioggia, troppo affannato alla ricerca di colti perché.

E come quella figurina che distrae, stupisce e a tratti infastidisce, Dario si presenta agli occhi dell’intellettuale, facendolo scendere dallo scranno solitario e pieno di ragnatele dove si trovava seduto.

E gli fa vedere la magia del sole che splende e illumina la montagna brulla, la poesia della luna che si affaccia tra le nubi.

E il segreto semplice e fantastico celato nella somma opera di quel Dante cosi celebrato dai maestri, cosi odiato a scuola, ma cosi capace di porci in un mondo fatto di incanti e fiabe.

Si, nonostante l’apparente maestosità della lingua nostrana, l’aura di elegante trattato di politica, dietro la vetusta aria tronfia da esegesi religiosa in fondo si cela semplicemente il mistero del numinoso.

Fatto da ombre e da luci.

Si cela il segreto di ogni narrazione: farci passeggiare in quella grotta accanto a satiri e folletti, fate e streghe, figli delle notte e angeli radiosi.

Donne bianche e luci fulgide, fulgori e magie.

E allora in fondo non è importante cosa la divina commedia sia davvero.

Ma è importante che Dario sorridendo come ogni menestrello che si rispetti ci regali un po’ di incanto.

Anche a noi oggi cosi alieni dall’essenza di una vita che fugge via e si nasconde agli angoli, troppo fragile per essere derisa ancora, da chi in fondo ha rinunciato da troppo tempo ai sogni e alla fantasia. Che la divina commedia vi porti attraverso il bosco. li in quel mondo che tanto abbiamo rifiutato ma che ci richiama con quel suo canto antico.