Golem Edizioni annuncia la pubblicazione di: Solo per lei di Asia Pichierri. Novella al Prezzo: 0,99 euro Disponibile solo in ebook da San Valentino 2020

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“Ho permesso a qualcuno di infilarsi nella mia testa. Le ho permesso di arrivare a prendersi il mio cuore. Le ho permesso di rimanere conficcata in un parte del mio corpo. Come una spina, all’apparenza indolore, fino a quando non ti muovi.”

 

Sinossi:

Alec James è un adolescente un po’ impacciato e timido, incapace di farsi avanti con Ellis Young, la ragazza dei suoi sogni, nonché la più bella e stilosa di tutta la scuola. Ma cosa succede, se è il tuo migliore amico a soffiarti la ragazza di cui sei segretamente innamorato? Riuscirà Alec a farsi notare da Ellis?
Solo per lei è la novella prequel di Vieni e cambiami la vita.

 

L’autrice:

Asia Pichierri, classe 2000, frequenta la facoltà di Lettere. Scrive fin da piccola e nel 2018 pubblica il suo primo racconto, Un tacco per innamorarsi, all’interno dell’antologia benefica Un battito di cuore (edita da Darcy Edizioni). 

È creatrice del blog letterario “Il libro sulla finestra”, nato nel 2016.

Con Golem Edizioni pubblica la novella Solo per lei, prequel del suo primo romanzo Vieni e cambiami la vita, in libreria da maggio 2020.

*Solo per lei è il primo volume di “Anime”, la collana della Golem Edizioni dedicata al genere romance,

che debutterà ufficialmente al Salone del Libro 202

Blog tour “La tavola degli otto” di Raffaella Iannece Bonora. I personaggi.

14. Personaggi

 

Yuki:

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Yuki è una ragazza poco più che trentenne, è uns giornalista e lavora sodo per un importante giornale. È una stacanovista, odia starsene a casa senza nulla da fare, detesta ferie e vacanze, preferisce lavorare 24 ore su 24 piuttosto che fermarsi mezz’ora. Allo stesso tempo è, però, molto distratta e leggermente imbranata: risultato? Le capitano incidenti d’ogni tipo. A volte tende a lamentarsi un po’ troppo ma non ama crogiolarsi troppo nello sconforto, anche per questl motivo si butta a capofitto nel lavoro. In fondo è una romantica travestita da cinica, corazza che indossa solo perchè ha paura di essere ferita e soffrire.
Curiosità: piatto preferito? Pizza!

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Imogene:

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È una donna di origini sud americane, quasi quarantenne, mamma di una dolce bambina di otto anni. Imogene è una donna tutta d’un pezzo, molto dura, granitica, non si lascia quasi mai andare alle emozioni, solo sua figlia è capace di addolcirla. Guai a farle un torto, potrà passare il tempo ma prima o poi…come si suol dire “la vendetta è un piatto che va servito freddo”. Di fronte alle avversità non si lascia andare allo sconforto, risoluta si accorcia le maniche e cerca una soluzione, a qualsiasi costo.
Curiosità: piatto preferito? Fagioli mexico!

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Odelia:

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Odelia è una giovane ventenne, è una persona dolce, che non farebbe mai del male nemmeno ad una mosca. È una ragazza confusa, molto riflessiva, profonda, delicata ma più decisa di quanto lei stessa possa immaginare. È molto legata alle sue origini e alla sua famiglia ma, allo stesso tempo è una sognatrice ed è questo dualismo a confonderle le idee.
Curiosità: piatto preferito? Focaccia!

 

 

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Bastian:

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Testardo! Borioso! Impertinente! Maleducato ma anche terribilmente bello e affascinante! Bastian è il classico ragazzo figlio di papà, abituato ad ottenere tutto ciò che desidera, abituato a potersi comprare qualsiasi cosa, persone comprese. In realtà, in fondo, è un bravo ragazzo ma la vita, l’educazione sbagliata, lo hanno forgiato male… ha bisogno solo di una ripassata in forno e di un nuovo stampo che lo raddrizzi.
Curiosità: piatto preferito? Fish and chips

 

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Liza:

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Liza è una ragazza superficiale, le uniche cose che contano per lei sono le apparenze: una bella casa, vestiti alla moda, trucco perfetto, capelli all’ultimo grido e guadagnare una barca di soldi per sostenere un determinato stile di vita. Ovviamente non ha amiche, vive in un mondo dove le “best friends” fanno la punta alle matite per poterti pugnalare meglio appena ti volterai. L’amore? Tanti bellocci da una notte e via, nessuno adatto al ruolo di “fidanzato perfetto”, del resto mica può rischiare di sfigurare di fronte all’alta società?
Curiosità: piatto preferito? Insalata di pollo!

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Luke:

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Per conoscere bene Luke bisogna grattare la superficie. Uomo molto intelligente e sagace, al primo sguardo da’ l’idea di essere molto antipatico, è terribilmente sincero, non ha filtri tra mente e bocca e quindi sputa fuori tutto quello che gli passa per il cervello e questo non piace a tutti. Ha, però, un cuore grande quanto una casa, è una persona molto altruista nonostante i suoi numerosi problemi. I suoi modi ruvidi si fanno facilmente perdonare dalla sua generosità, della quale quasi si vergogna e, per questo, preferisce non mostrare. È rude ma è una gran bella persona.
Curiosità: piatto preferito? Maxi cheeseburger!

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Milo:

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Milo è un militare del 3502. È un uomo rigido, coraggioso, duro, efficiente, preciso, che fa il proprio dovere senza battere ciglio. È più freddo dell’iceberg del Titanic, più affilato della lama di Goemon. Di poche parole, ha un elevato senso di giustizia, non è incline al perdono ed è impossibile beffarsi di lui.
Curiosità: piatto preferito? Cucina molecolare!

 

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Sergio:

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Sergio è un creativo, pieno di risorse, ha sempre un asso nella manica. È brillante, furbo ma un vero signore! Difende sempre i più deboli e non si tira indietro di fronte al proprio dovere. Caparbio, è impossibile fargli cambiare idea. Un vero uomo charmant degli anni ’50 come oggi non ne esistono più, bello, ricco e signore.
Curiosità: piatto preferito? Risotto allo zafferano!

“E il resto è vita” di Maria Campanaro, Delos Digital. A cura di Raffaella Francesca Carretto

E il resto è vita- Maria Campanaro

 

L’intreccio delle storie tra i vari personaggi è intessuto dall’autrice in modo tale che, se pur non facile nelle dinamiche, risulta al contempo non artificioso o macchinoso perché rende subito ben evidenti al lettore quelli che sono gli sviluppi, passati e presenti, di relazioni e fatti.

Il romanzo presenta dei salti temporali e flashback che fanno comprendere il perché la storia sia costruita tal quale l’autrice ce la presenta. E non ci sono solo due fazioni, quella delle vittime e quella dei loro carnefici; di fatto ciascun personaggio, a sua volta, si rende colpevole della sofferenza di altri, ma perché a loro volta hanno subito sofferenze inflitte, consapevolmente o meno, che li hanno condotti ad agire e reagire in modo forse sconsiderato, forse alienante, forse avventato…

Un po’ tutti i protagonisti hanno personalità forti e combattive e determinate, e perpetrano scelte avventate e sbagliate che li portano subire eventi che li trascinano verso il basso, verso quello che potremmo definire un punto di non ritorno, ma che invece poi riescono a risalire se pur con difficoltà, verso una nuova luce.

E questi attori creati dalla fantasia di Maria Campanaro sono tutto questo e tanto altro, perché nella loro complessità mostrano anche le loro fragilità, e vizi e ossessioni e debolezze, anche quelle peculiari di quei mondi dorati in cui “crescono”, la moda e la musica; eppure sono anche personaggi dalle indubbie capacità e forti, perché riescono a risollevarsi anche dopo la caduta più rovinosa.

Ma nella storia non si parla solo di invidie, gelosie e ripicche, e non è solo un racconto di intrecci di storie amorose, ma è espressione oltre che dei sentimenti, anche di forti rapporti che si rafforzano nel tempo, rapporti di fiducia, amicizia e stima.

Il romanzo, come già detto si fonda su due principali tronconi; uno è rappresentato dalle storie e dagli intrecci tra i protagonisti nei “mitici anni ottanta”, periodo in cui vediamo l’evolversi di storie d’amore, gelosie, intrighi tra protagonisti che vedono le loro vite legarsi in modo forte, e per alcuni essere fonte di grande sofferenza.

Un’altra parte della storia si sviluppa a distanza di vent’anni, e assume tra i protagonisti nuove figure, che daranno modo al lettore di legarsi a personaggi più giovani ma che renderanno la storia ancora più avvincente. Ma la grande forza del romanzo sta nel saper avvicendare le varie vicende nel tempo, in un susseguirsi di alternanza degli eventi che hanno caratterizzato le vite e i legami tra i vari personaggi, rendendo la storia avvincente e ricca di colpi di scena. Ma ciò che ha caratterizzato e condotto al termine del libro, creando aspettative, non deluse, è l’aver completato e costruito una vicenda che lega i personaggi tra passato e presente, dando forza al sentimento, quello vero, quello più puro e forte, che riconduce i protagonisti verso un lieto fine, se pur costellato e da forti strazi, angosce e supplizi.

Abbiamo un inizio incentrato sulle relazioni amorose tra i protagonisti, in cui si avvicendano sentimenti tesi a costruire rapporti forti e duraturi, ma che non sono sempre sentimenti positivi, o comunque non sono relazioni, alcune, che nascono su presupposti amorosi bensì vengono stretti in base a patti di “mutuo soccorso emotivo”, eppure nel prosieguo temporale questi legami si rafforzano e sovvertono quei presupposti da cui sono nati, unendo in una trama tutt’altro che semplice figure capaci di distruggere e creare scompiglio in esistenze che, chissà, avrebbero potuto essere semplici, e magari banali.

Ma gli equilibri delle esistenze sono sconvolti anche da legami che si creeranno vent’anni dopo, e che vedranno come protagonisti uomini maturi ma capaci di scelte consapevolmente forti e determinanti che creeranno fratture quasi insanabili e porteranno gli stessi protagonisti a vivere passioni e amori inaspettati ma consapevoli e travolgenti.

Colpi di scena, renderanno la trama accattivante e a tratti dolorosa, ma tutto ciò andrà a determinare una vera e propria chiusura del cerchio, che consentirà di definire la quadratura del cerchio, e il ricongiungimento tra passato e presente e futuro dei protagonisti.

L’autrice crea delle dinamiche forti, che trattano tematiche delicate e sofferte, come la violenza sulle donne e tutto quello che può evolversi nel momento in cui queste hanno risvolti tragici, e lo fa con uno stile semplice e pulito, mai banale o volgare.

Quindi, non senza difficoltà e sofferenze, questa storia si concluderà comunque con un finale degno di un happy end

Stefano aprì le braccia e le richiuse intorno al suo corpo con la silenziosa devozione di chi sta stringendo a sé tutto il mondo.

Una storia d’amore che coinvolge il lettore, e se pur conti molte pagine, ha il merito di tenere l’attenzione alta in modo da trasportare chi si addentra tra le righe, al finale senza incappare in blocchi; il libro si legge in modo scorrevole perché il linguaggio semplice e non farraginoso conduce il lettore a cercare di conoscere nell’immediato il prosieguo della storia, anzi delle storie che l’autrice ci racconta.

Tutto si può ricondurre alle emozioni, quelle dei protagonisti e quelle che l’autrice ha voluto donarci.

…a chi sarà incuriosito e lo sceglierà, buona lettura!

Review party “L’ultimo regalo” di Kathryn Hughes, Casa Editrice Nord. A cura di Francesca Giovannetti

 

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Kathryn Hughes non delude mai.

Un romanzo splendido, intriso di sentimento ed emozioni, ma soprattutto di tutte le forme d’amore.

Tara è la protagonista principale: Tara, adolescente fin troppo giudiziosa, che si ritrova abbandonata dopo l’inspiegabile scomparsa di una  madre che adora e che la contraccambia con ogni fibra del suo corpo. Tara donna matura, con una vita sentimentale in crisi, che dopo quasi quarant’anni avrà la possibilità di  scoprire che cosa sia accaduto.

La trama procede su due piani temporali differenti e l’autrice sceglie di  alternare la prima persona narrante, per la contemporaneità, e la terza, per il passato. Ciò rende tutta la lettura più fluida e dinamica, permettendo di conoscere il personaggio sia dall’interno che dall’esterno: è un privilegio straordinario e per un lettore e rende tutto più completo.

La ricerca del proprio passato è un tema ricorrente in molto romanzi: qui viene affrontato con delicatezza e sensibilità, senza sbilanciamenti. La verità viene svelata a piccole dosi, come dovrebbe sempre essere, e quando accade il lettore viene catturato sempre di più.

Kathryn Hughes dipinge tante facce di umanità, distribuendole con grazia nella vita dei personaggi: si incontra chi ci fa soffrire, ma anche chi ci tende una mano nel momento del bisogno. Questo equilibrio rende il romanzo vero e credibile. Non può essere tutto bianco e nero, e ciò che sta nel mezzo non è per forza il grigio, ma ci sono decine di sfumature ed è questa la vera essenza della vita: riuscire in qualche modo a compensare, mentre si cerca di fare del nostro meglio.

La descrizione dei personaggi è impeccabile. Violet una giovane madre bella e piena di entusiasmo, nonostante un passato difficile, Beryl, una nonna che accoglie senza riserve una nipote adolescente mai vista prima, Alf, un anziano che salvando due anime ha salvato la sua. E dall’Inghilterra si passa alla Spagna, a una fattoria dove una famiglia conduce la sua tranquilla esistenza. Due linee temporali, due Paesi, stessa umanità.

Ho aperto queste mie riflessioni parlando di amore: qual è l’amore più profondo? Sicuramente quello che lega un genitore al proprio figlio. Di fronte a ciò, tutto scompare. Fra paura, dubbi e incertezze Tara avrà la forza di intraprendere un viaggio devastante ma necessario e sarà spinta solo dall’amore verso la madre e dalla certezza che mai, volontariamente, l’avrebbe abbandonata.

Questo suo credere con fermezza nel loro indiscutibile e profondo legame le darà il coraggio di osare e di arrivare alla verità, che inizia e finisce con l’ultimo regalo.

Assolutamente consigliato.