“E il resto è vita” di Maria Campanaro, Delos Digital. A cura di Raffaella Francesca Carretto

E il resto è vita- Maria Campanaro

 

L’intreccio delle storie tra i vari personaggi è intessuto dall’autrice in modo tale che, se pur non facile nelle dinamiche, risulta al contempo non artificioso o macchinoso perché rende subito ben evidenti al lettore quelli che sono gli sviluppi, passati e presenti, di relazioni e fatti.

Il romanzo presenta dei salti temporali e flashback che fanno comprendere il perché la storia sia costruita tal quale l’autrice ce la presenta. E non ci sono solo due fazioni, quella delle vittime e quella dei loro carnefici; di fatto ciascun personaggio, a sua volta, si rende colpevole della sofferenza di altri, ma perché a loro volta hanno subito sofferenze inflitte, consapevolmente o meno, che li hanno condotti ad agire e reagire in modo forse sconsiderato, forse alienante, forse avventato…

Un po’ tutti i protagonisti hanno personalità forti e combattive e determinate, e perpetrano scelte avventate e sbagliate che li portano subire eventi che li trascinano verso il basso, verso quello che potremmo definire un punto di non ritorno, ma che invece poi riescono a risalire se pur con difficoltà, verso una nuova luce.

E questi attori creati dalla fantasia di Maria Campanaro sono tutto questo e tanto altro, perché nella loro complessità mostrano anche le loro fragilità, e vizi e ossessioni e debolezze, anche quelle peculiari di quei mondi dorati in cui “crescono”, la moda e la musica; eppure sono anche personaggi dalle indubbie capacità e forti, perché riescono a risollevarsi anche dopo la caduta più rovinosa.

Ma nella storia non si parla solo di invidie, gelosie e ripicche, e non è solo un racconto di intrecci di storie amorose, ma è espressione oltre che dei sentimenti, anche di forti rapporti che si rafforzano nel tempo, rapporti di fiducia, amicizia e stima.

Il romanzo, come già detto si fonda su due principali tronconi; uno è rappresentato dalle storie e dagli intrecci tra i protagonisti nei “mitici anni ottanta”, periodo in cui vediamo l’evolversi di storie d’amore, gelosie, intrighi tra protagonisti che vedono le loro vite legarsi in modo forte, e per alcuni essere fonte di grande sofferenza.

Un’altra parte della storia si sviluppa a distanza di vent’anni, e assume tra i protagonisti nuove figure, che daranno modo al lettore di legarsi a personaggi più giovani ma che renderanno la storia ancora più avvincente. Ma la grande forza del romanzo sta nel saper avvicendare le varie vicende nel tempo, in un susseguirsi di alternanza degli eventi che hanno caratterizzato le vite e i legami tra i vari personaggi, rendendo la storia avvincente e ricca di colpi di scena. Ma ciò che ha caratterizzato e condotto al termine del libro, creando aspettative, non deluse, è l’aver completato e costruito una vicenda che lega i personaggi tra passato e presente, dando forza al sentimento, quello vero, quello più puro e forte, che riconduce i protagonisti verso un lieto fine, se pur costellato e da forti strazi, angosce e supplizi.

Abbiamo un inizio incentrato sulle relazioni amorose tra i protagonisti, in cui si avvicendano sentimenti tesi a costruire rapporti forti e duraturi, ma che non sono sempre sentimenti positivi, o comunque non sono relazioni, alcune, che nascono su presupposti amorosi bensì vengono stretti in base a patti di “mutuo soccorso emotivo”, eppure nel prosieguo temporale questi legami si rafforzano e sovvertono quei presupposti da cui sono nati, unendo in una trama tutt’altro che semplice figure capaci di distruggere e creare scompiglio in esistenze che, chissà, avrebbero potuto essere semplici, e magari banali.

Ma gli equilibri delle esistenze sono sconvolti anche da legami che si creeranno vent’anni dopo, e che vedranno come protagonisti uomini maturi ma capaci di scelte consapevolmente forti e determinanti che creeranno fratture quasi insanabili e porteranno gli stessi protagonisti a vivere passioni e amori inaspettati ma consapevoli e travolgenti.

Colpi di scena, renderanno la trama accattivante e a tratti dolorosa, ma tutto ciò andrà a determinare una vera e propria chiusura del cerchio, che consentirà di definire la quadratura del cerchio, e il ricongiungimento tra passato e presente e futuro dei protagonisti.

L’autrice crea delle dinamiche forti, che trattano tematiche delicate e sofferte, come la violenza sulle donne e tutto quello che può evolversi nel momento in cui queste hanno risvolti tragici, e lo fa con uno stile semplice e pulito, mai banale o volgare.

Quindi, non senza difficoltà e sofferenze, questa storia si concluderà comunque con un finale degno di un happy end

Stefano aprì le braccia e le richiuse intorno al suo corpo con la silenziosa devozione di chi sta stringendo a sé tutto il mondo.

Una storia d’amore che coinvolge il lettore, e se pur conti molte pagine, ha il merito di tenere l’attenzione alta in modo da trasportare chi si addentra tra le righe, al finale senza incappare in blocchi; il libro si legge in modo scorrevole perché il linguaggio semplice e non farraginoso conduce il lettore a cercare di conoscere nell’immediato il prosieguo della storia, anzi delle storie che l’autrice ci racconta.

Tutto si può ricondurre alle emozioni, quelle dei protagonisti e quelle che l’autrice ha voluto donarci.

…a chi sarà incuriosito e lo sceglierà, buona lettura!

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