Review party “L’ultimo regalo” di Kathryn Hughes, Casa Editrice Nord. A cura di Francesca Giovannetti

 

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Kathryn Hughes non delude mai.

Un romanzo splendido, intriso di sentimento ed emozioni, ma soprattutto di tutte le forme d’amore.

Tara è la protagonista principale: Tara, adolescente fin troppo giudiziosa, che si ritrova abbandonata dopo l’inspiegabile scomparsa di una  madre che adora e che la contraccambia con ogni fibra del suo corpo. Tara donna matura, con una vita sentimentale in crisi, che dopo quasi quarant’anni avrà la possibilità di  scoprire che cosa sia accaduto.

La trama procede su due piani temporali differenti e l’autrice sceglie di  alternare la prima persona narrante, per la contemporaneità, e la terza, per il passato. Ciò rende tutta la lettura più fluida e dinamica, permettendo di conoscere il personaggio sia dall’interno che dall’esterno: è un privilegio straordinario e per un lettore e rende tutto più completo.

La ricerca del proprio passato è un tema ricorrente in molto romanzi: qui viene affrontato con delicatezza e sensibilità, senza sbilanciamenti. La verità viene svelata a piccole dosi, come dovrebbe sempre essere, e quando accade il lettore viene catturato sempre di più.

Kathryn Hughes dipinge tante facce di umanità, distribuendole con grazia nella vita dei personaggi: si incontra chi ci fa soffrire, ma anche chi ci tende una mano nel momento del bisogno. Questo equilibrio rende il romanzo vero e credibile. Non può essere tutto bianco e nero, e ciò che sta nel mezzo non è per forza il grigio, ma ci sono decine di sfumature ed è questa la vera essenza della vita: riuscire in qualche modo a compensare, mentre si cerca di fare del nostro meglio.

La descrizione dei personaggi è impeccabile. Violet una giovane madre bella e piena di entusiasmo, nonostante un passato difficile, Beryl, una nonna che accoglie senza riserve una nipote adolescente mai vista prima, Alf, un anziano che salvando due anime ha salvato la sua. E dall’Inghilterra si passa alla Spagna, a una fattoria dove una famiglia conduce la sua tranquilla esistenza. Due linee temporali, due Paesi, stessa umanità.

Ho aperto queste mie riflessioni parlando di amore: qual è l’amore più profondo? Sicuramente quello che lega un genitore al proprio figlio. Di fronte a ciò, tutto scompare. Fra paura, dubbi e incertezze Tara avrà la forza di intraprendere un viaggio devastante ma necessario e sarà spinta solo dall’amore verso la madre e dalla certezza che mai, volontariamente, l’avrebbe abbandonata.

Questo suo credere con fermezza nel loro indiscutibile e profondo legame le darà il coraggio di osare e di arrivare alla verità, che inizia e finisce con l’ultimo regalo.

Assolutamente consigliato.

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