“500 chicche di riso” di Alessandro Pagani, 96-rue de La Fontaine Edizioni. A cura di Francesca Giovannetti

500 chicche.copertina

“Ridere non è solo contagioso, ma è anche la migliore medicina.”
Robin Williams – Hunter ‘Patch’ Adams

E con questo libro guarirete in fretta…

Quando si tratta di arte, che sia cinema, teatro, danza o scrittura, far ridere è sempre molto più difficile che far piangere. Come se riuscissimo prima e meglio a riconoscere la nostra sofferenza che la nostra felicità…e forse è davvero così.

Pensando al cinema, quanti attori che sono arrivati alle luci della ribalta per la loro comicità si sono poi rivelati ottimi interpreti drammatici?

Perché ridere, davvero, è una cosa seria.

E non tutti sono in grado di farci sgombrare la mente e lasciarci abbandonare a una sana risata.

Ma questo libro ci riesce. Senza voce, senza ammiccamenti, solo con l’inchiostro: ed è straordinario.

500 chicche di riso, 500 pastiglie della felicità, 500 volte in cui possiamo liberarci dai nostri pensieri.

E sono lì, nero su bianco. Pronti a risvegliare quel nostro desiderio di essere bambini, anche se siamo cresciuti. Chiudere tutto e dedicarci a noi stessi, perché ci fa bene.

E questo libro dovrebbe essere in ogni casa, a portata di mano.  Prendetelo, leggetelo, sfogliatelo, non c’è un ordine, siete voi e la vostra voglia di sorridere.

Adesso vi dirò qualcosa di molto poco poetico su un aspetto del mondo dei blog: esiste una lista.

Trattando di libri, la parola lista non è bellissima ma tant’è…

Siamo fortunati quando l’elenco si allunga, perché significa che gli autori e le case editrici ci cercano. Accade, almeno a me, di prendere un libro dalla lista “ a occhi chiusi”, senza leggere la sinossi, ma nell’ordine di arrivo. È così che mi ho avuto in mano “500 chicche di riso”.

Ho letto la prefazione, scritta da Cristiano Militello e da buona toscana, anche se trapiantata da tempo, ho pensato “guarda un po’ chi si vede!”.

E poi ho iniziato la lettura, senza sapere che fosse una raccolta di 500 straordinarie risate.

E cosa posso dirvi?

Sono stata BENE.

Mi sono ritrovata a ridere con le lacrime a gli occhi,  mentre i miei figli arrivavano in salotto, curiosi di sapere che cosa stesse accadendo.

“Cari miei! Mettetevi in fila! Questo libro è di mamma e guai a chi lo tocca!”

L’ho terminato, ma so che è lì, quando ne avrò bisogno…ed è proprio una bella sensazione.

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