La rubrica politica società e costume presenta “Una cattedrale per l’eternità”. A cura di Alfredo Betocchi

Notre Dame

NOTRE DAME de Paris, è la chiesa più famosa al mondo dopo San Pietro a Roma.

La cattedrale di Parigi ha attraversato nove secoli nei quali è stata più volte sull’orlo della catastrofe.

Incendiata varie volte, minacciata di distruzione nelle rivolte parigine del XIX secolo, è arrivata a superare l’anno duemila per poi rischiare di sparire incenerita dalle fiamme il 15 aprile del 2019.

Notradame in fumo

Dopo l’eroico intervento dei vigili del fuoco di Parigi, il presidente Macron ha promesso che verrà ricostruita in cinque anni. Ce lo auguriamo tutti.

La sua costruzione fu decisa nel 1160 dal vescovo Maurice de Sully d’accordo col re dei Franchi Luigi VII ed è stata più volte rimaneggiata e abbellita.

Ogni angolo delle sue mura trasudano storia e grandezza: lì sono stati incoronati re, sono stati celebrati trionfi militari, sepolti uomini importanti e potenti sovrani.

La sua bellissima facciata di tre portali gotici ha visto innanzi a sé folle inferocite, guerre, patiboli e roghi di eretici.

Le sue statue hanno un che di paganeggiante e nella stagione delle rivoluzioni di fine ‘700 la massoneria e i cabalisti ebrei sostennero la tesi di simbologie arcane.

Le sculture dei 24 re d’Israele che fregiavano gli interni furono distrutti in Place della Concorde dai repubblicani fanatici che li avevano scambiati per i re Merovingi.

Nel 1870 la Comune, una dittatura insurrezionale fanatica e velleitaria, minacciò la distruzione della cattedrale. Fortunatamente, malgrado gli eccessi, la ragione e la repressione dei monarchici sventò questo pericolo mortale.

Ma vediamola più da vicino per coloro che ancora non l’hanno ammirata in tutto il suo splendore:

  1. LA GUGLIA: prima dell’incendio del 2019 era alta più di 90 metri, ma non era quella originale. Fu infatti ricostruita nell’800 al posto di quella medioevale distrutta nel corso del 1700.

  2. I CONTRAFFORTI: sono enormi pilastri di pietra sui quali poggiano gli archi rampanti.

  3. LE VETRATE: Per metà sono ancora quelle del XIII secolo. Il magnifico Rosone Nord è composto da 432 vetrate e misura quasi 13 metri di diametro.

  4. IL CORO: è la parte finale della Cattedrale orientato dove sorge il sole che due volte l’anno, il 1° maggio e il 15 agosto, tramonta proprio lungo l’asse del coro. E’ uno spettacolo meraviglioso da non perdere.

  5. IL TRANSETTO: è la parte che separava i religiosi (coro) dai fedeli (navata). Costruito nel XII secolo, fu ampliato circa cento anno dopo.

  6. LA FORESTA: è il nome dato alla colossale armatura in quercia danneggiata dall’incendio dell’anno scorso. I tronchi erano incastrati tra loro senza chiodi.

  7. LA NAVATA: raggiunge un’altezza di 35 metri, seconda in Francia solo alla cattedrale di Reims. Il tetto è composto da 1326 placche di piombo e pesa ben 210 tonnellate.

  8. LE VOLTE: sono sostenute da immense crociere. Fasci di nervature in legno salgono ad altezze impensabili. Alzando gli occhi si ha un senso d’infinito.

  9. IL VESCOVADO: fu costruito dallo stesso vescovo che volle l’erezione della cattedrale. Andò a fuoco nel 1831 e venne ricostruito in stile finto gotico.

  10. LE STATUE: sopra il portale ce ne sono 28. Quelle originali, come ho già accennato, furono distrutte durante la Rivoluzione Francese. Sono sormontate dalla statua della Madonna che dà il nome alla cattedrale.

  11. LE TORRI: Sono poste soprai i due portali laterali. La torre sud, quella a destra della facciata, è alta ben 69 metri e ospita la più grande campana della cattedrale, pesante 13 tonnellate.

  12. LE PORTE: una antica leggenda narra che il fabbro che le fuse fu aiutato dal Diavolo in cambio ovviamente della sua anima. Il giorno della inaugurazione, nel 1163, il Diavolo si presentò in piazza per riscuotere il suo compenso ma le processioni religiose lo fecero fuggire e il fabbro potè così salvare l’anima.

  13. I GARGOIL: statue che raffigurano mostri. Il loro scopo è esorcizzare le forze del male per difendere la Cattedrale.

  14. LA STRADA: fu costruita per fare transitare i carri dei cantieri poi, una volta finito l’immenso edificio, fu smantellata. Attorno ad essa sorgevano numerose botteghe e chiese ora scomparse.

Pare che questo capolavoro debba realmente attraversare i secoli, nonostante le minacce, gli incendi e le devastazioni della Storia. Sono sicuro che fra quattro anni la rivedremo restaurata e più bella di prima!

Una gustosa nuova uscita di Little Balck Dress “My muse” di Gioia de Bonis. Da non perdere!

My Muse (cover)

Gaele De Roberto è sicuro di sé, di ciò che ha raggiunto con l’impegno e con una buona dose di fortuna. È arrivato alle luci della ribalta grazie alla sua prima canzone, “La mia stronza preferita”, in cui racconta di un amore passato. Tutto sembra perfetto fino a quando Gaele, durante l’intervista in una nota web radio, fa il nome della ragazza che lo ha fatto soffrire.

Ed è così che la vita di Alessia Lazzari viene stravolta: prima è un’apprezzata reporter e un attimo dopo è in mezzo a una strada, senza lavoro, ma soprattutto furiosa con il ragazzo che ha deciso di rovinarle la vita! Ma nessuno dei due è pronto per la piega che prenderanno gli eventi. Qualcosa li travolgerà in pieno, come ritornello di una bella canzone d’estate: perché quando il passato bussa alla tua porta non puoi far altro che spalancarla o chiuderla a doppia mandata! Che cosa faranno Gaele e Alessia? Riusciranno a sfidare il passato in nome dell’amore

“I misteri di Borgoladro” di Filippo Semplici, Newton e Compton editore. A cura di Alessandra Micheli

borgoladro

 

Il mondo è oramai in un caotico delirio.

Non sappiamo più come orientarci sia a livello reale che ideale.

Non ci sono confini quindi le identità politiche, sociali e geografiche sono oramai messe in discussione.

Non ci sono più certezze politiche, i colori originari una volta cosi certi e cosi definiti sono sfumati in una continua alternanza di idee che diventano cosi veri e proprie sfilate pret e porter.

Non abbiamo valori, li abbiamo contestati tutti, in modo feroce e sistematico senza, però mai sostituirle.

E cosi i confini ideologici, morali al pari di quelli fisici sono oramai roba vintage da ricordare con derisione e chi con frustrazione.. il mondo virtuale mette tutti in contatto, gente di diversa provenienza, sconosciuti tutti in cerca non tanto del contatto e dello scambio ma delle certezza di esistere attraverso un like o una foto.

E cosi siamo irrimediabilmente connessi, ma mai cosi soli, cosi sperduti e fragili. Quello che era naturale diviene quasi un eresia, quello che prima era certo viene considerato antico, superato e limitante. Niente limiti è la parola d’ordine.

E cosi, se prima i controlli erano il modo per addomesticare i feroci cavalli dell’istinto, il via libera alla trasgressione è il nostro nuovo mantra.

Trasgredire a ogni costo, regole, convenzioni sociali, valori e persino etica.

Tutto all’insegna della ricerca esasperata e a tratti ossessiva del piacere liberato dal sentimentalismo e da un tocco di romanticismo.

Perché diciamocelo, prima il sesso era quel tocco proibito segreto e quasi da rubare in una corsa pazza che ci faceva tremare il cuore. Baci rubati, carezze nascoste, un gioco di sguardi privato che aveva non tanto il gusto del proibito quanto quello del dono. Un qualcosa da vivere dentro un interiorità che si beava dei segreti, che si godeva le sensazioni tenute segrete nel fondo del cuore e perciò cosi intense, cosi belle e cosi uniche.

Adesso è tutto permesso.

Adesso è tutto un io voglio io devo io posso.

Tanto che quell’universo segreto intimo e profondamente privato è messo all’asta del web assurto a nuova divinità.

Sempre di più.

Sempre più veloci in un consumo ossessivo che macina emozioni ma non le gusta, non le vive.

Il mondo dei nostri figli e dei nostri nipoti diviene cosi non più davvero libero ma obbligato all’asservire un dio lontano, un occhio onnipresente che scava vorace dentro di noi che richiede con insistenza l’olocausto di emozioni rese sterili perché non più.. gustate. E cosi il sesso è tutto privo di fantasia e emozione.

E’ un tocca e fuggi, un voyeuristico e orgiastico video da postare sui social.

E’ un corpo vituperato mostrato senza poesia cosi alla merce di bassi istinti resi più famelici perché…l’acme da raggiungere non basta mai.

E’ sempre più lontano, è sempre più insoddisfacente, dobbiamo divorare la vita con l’ossessiva certezza che la fame non verrà mai saziata.

Ecco che i mostri divengono molto più terrificanti.

Non solo case stregate, demoni assetati di vendetta, fantasmi urlanti nelle loro disperata ricerca di vita.

Oggi l’orrore è il web, quello manifesto e quello più nascosto che ci nutre di emozioni sempre più estreme.

Perché chi vuole raggiungere l’acme non si accontenta mai.

Chi vuole trasgredire non si sazia mai.

Chi vuole di più ha bisogno di superare ogni volta il limite, fino a che non esisterà più nulla da trasgredire perché sarà oramai tutto senza regole.

Un caos che ci avrà divorato e reso semplicemente corpi capaci solo di camminare.

Ecco il senso estremo ma profondamente moderno del libro di Filippo Semplici.

Il nostro autore è capace di cogliere il vero orrore dove si annida.

E’ capace di darci in pasto il peggiore dei vizi, quello umano che una volta guardato nell’abisso è oramai da esso irretito fino a perdere completamente la purezza e la coscienza.

Conta solo un emozionalità sempre più al limite, fino a che lo stesso limite non si dissolve nell’oblio di un modo che ha oramai divorato TUTTO.

Il web non è un vero demone.

Eppure c’è diventato inesorabilmente.

L’anonimato che garantisce quel senso di irrealtà che ci dona ha oramai assopito ogni coscienza. E cosi siamo subissati da immagini sempre più estreme e mostrate con l’orgoglio tipico degli involucri vuoti: atti di barbarie, terrorismo, bullismo mostrato con orgoglio.

Violenza ripresa dai cellulari e vantata come prova di forza sui social.

Pagine inneggianti il nazismo, che disconoscono le realtà storiche.

Inni di orrori e risate davanti ai mostri di questa nostra civiltà senza senso.

Video di bambine che vengono sacrificate all’altera del vizio, derise per la loro imperfezione.

Lacrime su cui ridere, gesti di cattiveria gratuita coronati da risa.

Pensate ancora che lo snuff movies è solo un mito?

Basta un giro nel web e non solo nel deep web per trovare il contrario della vita. In nome della modernità che tutto contesta ma che nulla crea, ogni cosa è usata come piacere da conseguire tutto subito, senza la bellezza del tempo, senza la meraviglia del batticuore.

E’ un fast e furios.

E su questo orrore Filippo sa giocare rendendoci, penosamente consapevoli, del disastro che abbiamo combinato a questo nostro amato mondo.

Tutto e subito, sacrificando la bellezza dell’istante.

Sacrificando la meraviglia del costruire.

Sempre in onore a quel dio mammona che oggi sogghigna deridendo una creatura fatta si più degli angeli,m a dimentica della sua perfettibilità sguazza nel fango come maiali.

Venite con me a farvi un giro a Borgo ladro.

Se avete il coraggio.