“Io sono Beril Kart” di Ilaria Galanti. A cura di Alessandra Micheli

Io sono Beril Kart-Ilaria Galanti

 

Anche io ho dei limiti.

Ci sono due generi con cui ho uno strano rapporto.

Da un lato mi attraggono, dall’altro li sfuggo perché richiedono un eccesso di creatività che contrasta con il mio amato e coltivato lato razionale.

Mi considero una persona intuitiva che, cioè si colloca a metà tra ragione e istinto, riuscendo a unirli in un qualcosa di omogeneo e nient’affatto contrastante.

Per questo la fantasia lasciata a briglia sciolta mi crea ovvi problemi. Il fantastico e il fantasy a differenza dalla fanta-scienza ossia una scienza oserei dire eretica, comporta un viaggio totale e libero tra le pieghe dell’immaginario.

Rendendo necessario il tralasciare la parte più mentale di noi.

Non si può approcciare il genere richiedendo la credibilità e la verificabilità dei fatti.

A meno che non vi drogate o ubriacate dubito riusciate a vedere elfi, unicorni o troll.

E cosi pur avendo bisogno di questo strano viaggio dimensionale, mi immergo più che volentieri nel consueto e nel conosciuto.

E cosa dire poi del rosa?

Io che sono refrattaria alla manifestazione pubblica di sentimenti, io che grugnisco una frase strana che per me ha il sapore del ti voglio bene, io che custodisco con eccessivo pudore ogni emozione dentro di me, maneggio come se scottasse ogni libro che parla di sentimenti.

Quindi innanzitutto grazie a Ilaria per avermi aiutata a sfondare questi miei limiti.

Perché ha avuto la lungimiranza e ammetto la bravura di unire due generi in modo molto equilibrato, senza che nessuno dei due, con la loro importanza emotiva, potessero sopraffare l’altro.

E credetemi, ha scelto due generi imponenti, molto ligi alle regole. Uno deve la sua origine al percorso dell’eroe scoperto da Campbell ma raccontato dai trovatori, tanto amati anche da me (anche se lodavo più che le immagini la loro allegoria politica. Cosa volete farci, sono incorreggibile). E’ nella scoperta della propria specificità e della necessaria gestione di tali potenzialità che si incentrano tutti i racconti che oggi sono denominati fantasy.

Magari non tutti ma una buona parte.

Io sono Beril Kart quindi all’inizio segue proprio questo schema: lei è diversa da ogni terrestre proprio perché appartenente a una stirpe che, in fondo non fa altro che garantire ordine nel caos dell’universo. Del resto non ce lo ha detto la scienza che in fondo noi andiamo sempre verso l’entropia ed è il nostro ribellarci a questa legge a suscitare il necessario movimento creativo?

Ok l’ho rifatto, ho portato la scienza nel libro. Insomma abbiamo una donna dotata di poteri strabilianti, quasi un flusso oscuro senza che questa parola richiami necessariamente un qualcosa di fondamentalmente negativo.

Ma è e lo deve essere il suo doppio, tutto ciò che per consuetudine e per educazione, Beril non può e non deve essere.

Ecco che il suo maestro deve necessariamente insegnarle a gestire questo flusso energetico.

E lo fa semplicemente innamorandosi.

E ragazzi fidatevi, l’amore è l’unica mano capace di frenare i cavalli più impetuosi.

Non sottovalutatela

Ed ecco che la parte rosa entra con passo leggiadro, ma mai invadente nel testo, rendendo la nostra Beril meno distante, meno divina e forse più vicina a tutti noi.

Ama, odia, si arrabbia come ognuna di noi.

E rimpiange persino la sua vita nella fase incosciente.

Perché quando non si sa, la responsabilità che ne deriva è molte minore. E’ nella scoperta dei nostri talenti e quindi del posto che noi rivestiamo nello splendido mosaico della vita, che aumentano i doveri e disuniscono i piaceri.

Ma ecco qua la straordinarietà del libro: Beril non è esattamente ligia al proprio destino.

Si ribella.

Lotta, in sostanza, come fece Giacobbe nella tenda, con il suo personale Dio.

Beril non ci sta a eseguire passo passo il copione stabilito dal canone. Esce dalla penna di Ilaria e diviene pura ribellione.

Diventa si speciale, ma non tanto per i suoi talenti ma per la sua capacità di scegliere.

E nello scegliere diviene un elemento discordante ma piacevole come un sorso di acqua fresca nel panorama del genere, di eroi troppo convinta di te, troppo politicamente corretti.

Forse oggi, proprio perché la vita ci impone tante, troppe scelte costrette, abbiamo bisogno di più Beril capaci di dire no, e scendere dal proprio panteon per tornare, sicuramente cambiate, sicuramente con più esperienza e più forza, nel mondo di ogni giorno.

Perché oggi il vero eroe è chi compie si un percorso di evoluzione.

Ma che poi è capace di tornare tra noi mortali a regalarci un po’ della sua conoscenza.

Ecco che dalla penna di Ilaria esce finalmente un libro che pur usando i cliché li supera e li allontana, divenendo davvero originale e intrigante.

E ammetto che, accanto alle battaglia un po’ di amore non guasta. In fondo non è attraverso la sublime seduzione dei sensi che cresciamo?

E’ solo dopo aver attraversato abisso, paradiso e inferno, possiamo dire davvero e con convinzione Io sono.

E lei è profondamente unicamente Beril Kart.

Nuove uscite Io me lo leggo editore da non perdere!!!

 

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IL MERCANTE DEL NORD di ALESSANDRO ZOPPINI 

TerraVerde,fiordi meridionali, 986 d.C.

L’onda si infranse contro la prua lavorata a intaglio,

abbracciando la testa di serpente marino con una

forza devastante e dividendosi in bianchi sbuffi di

spuma ai due lati dello scafo. La nave vichinga si drizzò di poco all’impatto e con fragore

atterrò sulla superficie del mare, sollevando schizzi d’acqua salata fin sopra la vela quadra

gonfiata dal vento.

Alzando i remi al cielo per non guastarli, la ciurma esultò quando la chiglia di legno,

cozzando contro l’onda, emise uno schiocco tale da rimbombare nei petti di tutti. Entrati nel fiordo, l’incontenibile moto ondoso del mar Oceano andava acquietandosi via via che lo risalivano. Così, colto da un’improvvisa bonaccia, il dreki si ritrovò a sfrecciare

silenzioso su una limpida pianura d’acqua circondata da ripide creste montuose, mosso

verso riva solo per inerzia e incalzato dalla corrente.

– Giù i remi! Rallentiamo – comandò con tono austero un uomo massiccio aggrappato al cavo di strallo, sporgendosi verso babordo per analizzare la profondità delle acque artiche che li circondavano.

I regni cadranno uno dopo l’altro, le città verranno saccheggiate, i villaggi bruciati e le genti moriranno per carestie o pestilenze, ma il commercio, amico mio, resisterà a ogni rovina”. È una fresca mattina dell’anno del Signore 1238 e la vita di un umile uomo timorato da Dio, della sua giovane moglie e del loro primogenito, stanno per cambiare. Inganni e rapimenti, omicidi premeditati e laidi tradimenti, battaglie navali e congiure all’ordine del giorno, mari ignoti e pericolose bufere di neve. L’Islanda è nel caos: non c’è pace per i feroci casati islandesi che si contendono il predominio dell’isola, da anni vessata dall’anarchia. Nemmeno l’Irlanda è sicura, invasa dagli anglonormanni e seviziata da signori gaelici dalla mente contorta e attorniati da cavalieri rinnegati.  Un’antica leggenda, riportata su un vecchio codice miniato, sembra essere l’unica via di salvezza per sopravvivere alle crudeltà di uomini senza scrupoli e avidi di potere.

Cosa attende a chi si avventura nell’oscura terra della morte?

***

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LA VILLA DEI MISTERI di IRMA CICIRIELLO 

«Livia, perché questa morte ti ha sconvolta tanto?» Kiros le si inginocchiò accanto ponendole una mano sulla spalla. «Qualcuno sta cercando di impedirmi di compiere il rituale.» Si aggrappò ai vestiti del ragazzo. «Non capiscono. Succederà qualcosa di terribile e dobbiamo quietare il dio Bacco.» «E allora preghiamo per compiacerlo.» «Non capisci», disse ancora Livia scuotendo il capo. «C’è bisogno di più, molto di più.»

Pompei,79 d.C. Inquietanti tremori scuotono la terra e gli animi della popolazione.  Che siano cattivi presagi?

Gli dei sono forse adirati?

Questo pensa Livia, sacerdotessa votata al culto di Dioniso.

Eulalia, sua schiava ed adepta, sarà testimone di terribili omicidi, complotti e trame di vendetta.

Perduti nella loro sete di rivalsa chi riuscirà a salvarsi dall’imminente eruzione che nessuno di loro sospetta? 

 

Il blog presenta un giallo da non perdere:  “Grosso guaio a Roma Sud”, di Marzia Musneci, Todaro Editore.

Grosso guaio a Roma SudI gemelli congiunti Zek e Sam, piccoli balordi della periferia romana, ricevono l’ordine da Chick Lanzetta, boss del quartiere, di dare una lezione a un vecchio orologiaio. Peccato che poco dopo il negoziante venga ritrovato morto. 

Qualcuno cerca di addossare il crimine ai due fratelli che, mentre cercano di discolparsi, vengono aggrediti, seguiti, minacciati. Ma i ragazzi hanno alcuni improbabili complici nella loro indagine: il vice ispettore Nick Castillo, convinto che stavolta siano solo capri espiatori; Bob Carrezza, un giornalista di cronaca nera; Minny Morelli, il loro allenatore di boxe; Abbe e la “magica” Luz.

Una storia ai limiti della realtà e una periferia romana, quella del quadrante sud, che ci regala atmosfere contrastanti, tra malavita e personaggi memorabili.

Una serie di personaggi, comici e drammatici al contempo, si susseguono in questo romanzo veloce, accattivante e ben architettato. Marzia Musneci sfrutta gli stilemi del giallo per immergere il lettore in una Roma periferica e atipica, in cui i tentacoli della criminalità organizzata si intrecciano con le vite di persone al margine, con antiche credenze popolari, con il dramma che ogni personaggio, a modo suo, si porta dentro.

L’autrice

Marzia Musneci è nata a Roma e vive ai Castelli Romani. Giallista di vecchia data, ha vinto il premio Tedeschi 2011 con il romanzo Doppia indagine. Ha pubblicato sempre per il Giallo Mondadori, Lune di sangue (Premio Ciampino 2013), Dove abita il diavolo. Scrive racconti per diversi editori. Quando nessuno guarda, Marzia scrive haiku. Ha vinto il premio internazionale di haiku indetto da Cascina Macondo nel 2013, ed è presente nelle raccolte Hanami (Inverno, Autunno, Primavera, Estate).

Collana: Impronte – 312 pagine – 16,00 Euro.