La rubrica Politica, società e costume, presenta “Thor- The Dark World. La vera storia” a cura di Alfredo Betocchi

Thor

 

Il titolo di questo articolo è quello del famoso film di Alan Taylor interpretato dal prestante attore Chris Hemsworth, insieme al bravissimo Anthony Hopkins e all’affascinante Natalie Portman.

Il film è incentrato sulle gesta del supereroe della “Marvel Comics Thor” ed è prodotto dalla Marvel Studios e dai Walt Disney Studios Motion Pictures.

E’ la storia dell’ambiguo, oscuro rapporto di amore-odio tra Thor e il fratello Loki, già cattivissimo nel primo film «Thor -The Avengers» (I vendicatori).

Qui il perfido personaggio, interpretato dal britannico Tom Hiddleston, diventa un alleato inedito delle forze del Bene.

Ma chi sono questi strani e misteriosi personaggi così estremi e violenti?

Qual è la loro provenienza?

Thor è il Dio nordico meglio conosciuto dopo Odino. Da prove archeologiche pare essere stata la divinità preferita dai Vichinghi.

Questo feroce popolo di guerrieri, navigatori e pirati fu il protagonista della grande espansione scandinava che si svolse dall’ottavo all’undicesimo secolo della nostra era. I vichinghi erano conosciuti con nomi diversi: Normanni in occidente (da north man – uomo del nord) e Variaghi (dal russo Varjag) in oriente.

Mappa vichinghi

Nei loro vagabondaggi, conquistarono nel IX secolo molti territori, come il nord della Francia che ancora oggi si chiama Normandia e l’Inghilterra.

Nel secolo successivo occuparono le isole Faeroer, l’Islanda e la Groenlandia.

Da quest’ultima gelida terra fecero un balzo nel nord America, nel Labrador, dove fondarono una colonia chiamata Vinland, che fu distrutta dai pellirosse qualche anno dopo.

I vichinghi si spinsero anche nel Mediterraneo creando gravi problemi a molti stati rivieraschi. Nell’862 una spedizione sbarcò in Liguria, a Luni presso Sarzana, credendo di essere arrivati a Roma. Dopo il saccheggio e la distruzione della città, ripartirono delusi per non tornare mai più.

Poco dopo il mille, con il nome di Normanni, cacciarono gli Arabi dalla Sicilia e s’impadronirono di tutta l’Italia meridionale, fondando un forte regno che tanta parte ebbe nella nostra storia nazionale.

In oriente discesero il lungo fiume Dniepr, in Sarmazia, oggi Ucraina, fondando il Principato di Gardarik, la cui capitale Novgorod fu il primo nucleo del futuro regno di Russia e dando inizio all’omonimo, potente stato che ancora oggi conosciamo.

Raggiunto il Mar Nero, aggredirono perfino Costantinopoli che cercarono di saccheggiare per ben due volte, nell’865 e nel 907.

I vichinghi adoravano numerose divinità che erano molto simili a quelle venerate dagli antichi greci. Ogni dio o dea era preposto a un fenomeno della natura.

Il pantheon delle divinità adorate dai vichinghi comprendeva 2 gruppi o tribù: gli Aesir e i Vanir. Questi ultimi erano più oscuri e raramente menzionati nei miti.

Odino era il capo degli Aesir. Conformemente ad alcuni miti, era il padre di Thor e di molti altri déi nordici. Si può assimilare allo Zeus dei greci e al Giove dei romani. Abitava ad Asgard, il cui palazzo si chiamava Walhalla nel quale confluivano le anime dei guerrieri morti in battaglia, accompagnate dalle Walchirie, vergini guerriere.

Frigga era la moglie di Odino e regina di Asgard, l’Olimpo degli Dei scandinavi.

I testi dicono che abbia avuto il dono della profezia, ma si parla molto poco di lei nei miti.

Loki è il malizioso mistificatore, il cattivo che tenta costantemente di attaccare e insidiare gli Aesir. Egli è il padre della dea Hel, del Serpente Jormungand e del grande Lupo Fenrir. Tutti e quattro verranno combattuti dal Dio Thor.

Ci sono molti nomi difficili da ricordare in questo articolo. La lingua scandinava è, in questo, ostica per la nostra parlata neolatina e sono sicuro che rimanga difficile persino per i tedeschi.

Thor è l’eroe positivo, il dio dei fulmini e delle tempeste, senza macchia e senza paura che venne raffigurato con un enorme martello con il quale riproduceva il rumore del tuono.

Vi sono numerose fonti letterarie in cui trovare notizie di questo terribile Dio dei vichinghi. Prima fra tutti l’«Edda», vergata in due versioni, in poesia da Saemund Sigfusson e in prosa da Snorri Sturluson. Entrambi i poemi furono scritti in Islanda durante il tredicesimo secolo.

L’isola adottò il Cristianesimo verso il 1000 e i miti furono privati del loro contenuto religioso. Rimaneva solo il modello dell’eroe vichingo che adorava sé stesso, in tal modo le storie enfatizzavano soprattutto la sua forza fisica e il suo valore in battaglia. Queste doti erano utilizzate per proteggere Asgard dai giganti invasori.

Ma come si procurò Thor il Martello magico detto «Mjolnir»?

Tutto cominciò da un crudele scherzo del solito dispettoso Loki: la moglie di Thor, Sif, dea della Terra, rinomata per la bellezza della capigliatura bionda, subì l’affronto di Loki che tagliò i suoi capelli in un attacco di pura cattiveria.

Thor s’infuriò talmente tanto per questo scherzo che Loki temette per la sua vita.

Quest’ultimo si rivolse allora a un gruppo di Nani detti «Figli di Ivaldi» che avevano fabbricato magici tesori per gli Aesir. Loki persuase i nani a creare una nuova capigliatura dorata per Sif ed essi riuscirono nell’impresa. Non solo i capelli erano d’oro, ma avevano in più la facoltà di crescere come veri capelli naturali.

Allora Loki pensò all’opportunità per un ulteriore misfatto. Il dispettoso Dio avvicinò quindi due fratelli nani, Brokk e Sindri scommettendo con loro che non sarebbero stati capaci di creare nulla che potesse competere con quella meravigliosa capigliatura.

I due nani si misero al lavoro nella loro fucina. Loki, per essere sicuro di vincere la scommessa, si trasformò in una noiosa mosca e iniziò a tormentarli durante il loro lavoro. Nonostante la distrazione della fastidiosa mosca, i due fabbri mossero il mantice finché non furono in grado di fabbricare un magico cinghiale, chiamato Gullinbursti, cioè “Setole d’oro”. L’animale poteva correre sulle acque e persino volare e il suo vello d’oro illuminava qualsiasi luogo dove si recava.

Il cinghiale venne regalato alla dea Frey dei Vanir e ottenne il suo gradimento.

Uno dei due nani gettò nella fornace ancora dell’oro e lasciò il fratello a lavorare.

Loki/mosca seguitò a volare e a pungergli il nano, ma quello fabbricò un anello d’oro detto Draupnir che aveva la magica facoltà di gemmare da sé altri otto anelli d’oro di uguale peso, ogni nove notti. (Vi ricorda nulla questa leggenda?)

Draupnir fu regalato a Odino che ne fu oltremodo felice.

I fratelli ripresero a lavorare, forgiando il magico martello Mjolnir. Loki punse di nuovo un nano e questa volta in un occhio. Il disgraziato fermò il mantice per un momento e il martello risultò alla fine troppo corto per essere maneggiato.

Nonostante ciò, i due fratelli conclusero che era il più potente attrezzo mai creato in Asgard e lo regalarono a Thor. Questo fu il motivo per cui Thor ebbe bisogno di un paio guanti nuovi di ferro, fatati, per impugnare bene il martello.

Il risultato fu che l’arma non sbagliava mai un bersaglio e ritornava da solo tra le mani del Dio del tuono.

Avendo perso la scommessa, Loki cercò di volare via, ma Thor lo catturò, consegnandolo nelle mani dei due nani i quali decisero di prendersi la loro ricompensa tagliandogli la testa. A quel punto Loki osservò che non potevano tagliargli la testa senza danneggiare il collo e questo non era parte della scommessa.

I due nani allora si accontentarono di cucire la bocca dell’imbroglione.

Molte altre avventure coinvolsero Thor, Loki e gli altri Dei di Asgard.

Thor combatté contro serpenti, giganti e mostri volanti distinguendosi sempre per astuzia e audacia. Le sue avventure ricordano quelle di Ercole, eroe greco in seguito divinizzato.

Anche altri popoli del nord avevano nei loro miti eroi simili. I Germani veneravano il guerriero Donar che Tacito, lo storico romano, paragonava a Ercole.

In Britannia, i pagani anglosassoni adoravano una divinità del tuono chiamata Thunor, nome che non è molto lontano dal Thor scandinavo.

Ogni guerriero vichingo si impersonava nell’eroe Thor, desiderando emulare le sue favolose gesta e invocandolo in battaglia.

Nel XIX e nel XX secolo ci fu un gran rifiorire di studiosi e appassionati dei miti nordici. Più di recente il martello di Thor è stato scelto come emblema da vari gruppi di persone, specialmente legate a idee dell’estrema destra o al neo paganesimo.

Il nome “Thor’s Hammer” (Martello di Thor), per esempio, è stato adottato da una band di black metal in Polonia, che la Lega Anti-diffamazione si è affrettata ad accusare di razzismo.

Viceversa, seguaci neo pagani di Asatru (da Aesir Faith – fede negli Aesir), movimento creato nel 1972 e propagatosi in Scandinavia, USA e altrove, si oppongono e contestano l’uso del martello di Thor da parte di gruppi razzisti e di estrema destra.

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L’Autore ha pubblicato una Trilogia delle Streghe e il romanzo “Ramesse XI.

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