“Il tagliacarte veneziano” di Carolyn Wells, edito da Edizioni Le Assassine. A cura di Francesca Giovannetti

il tagliacarte.cover

 

Carolyn Wells è una pioniera americana del giallo. Il tagliacarte veneziano è stato scritto  nel 1909 e porta il titolo originale  “The Clue”.

È  il primo in cui si affaccia sulla scena il super-detective Fleming Stone, che sarà il fulcro di ben sessantuno romanzi dell’autrice.

Ebbene…noi ancora non possiamo saperlo, poiché in questa indagine d’esordio apparirà solo nelle ultime pagine, risolvendo il caso con un rapidità sferzante.

In questo volume di esordio l’autrice ha scelto di dare risalto a due detective dilettanti , Robert e Kitty, rispettivamente i migliori amici del principale sospettato e della vittima.

Il mistero da risolvere è un classico della letteratura gialla: il mistero della stanza chiusa. La giovane Madeleine viene ritrovata senza vita nel suo studio, la vigilia del giorno del suo matrimonio, pugnalata a morte con un tagliacarte veneziano; l’ipotesi del suicidio viene scartata in fretta e iniziano gli interrogatori dei personaggi che in quel momento erano ospiti proprio per assistere all’imminente cerimonia.

Lo schema è tipico e forse tendenzialmente ripetitivo : interrogatorio, valutazione, conclusione ma dobbiamo tenere presente che il genere stava muovendo  suoi primi passi.

La lettura risulta assolutamente godibile soprattutto per una spiccata caratterizzazione dei personaggi, la segretaria personale, le amiche più care, la governante della casa, il fidanzato poco caloroso, il cugino innamorato.

Ognuno porta il suo contributo per ravvivare i dialoghi che, inevitabilmente, ruotano intorno alla fatidica domanda : chi è l’assassino?

Gli indizi e le supposizioni sono tanti e il lettore si ritrova a formulare ipotesi, esattamente come gli investigatori, ma vi assicuro che sarà ben difficile che uno di loro possa solo immaginare la soluzione, ben celata sotto minimi accenni!

È sicuramente singolare venire a scoprire, documentandosi alla fine del libro, che il personaggio entrato in scena nel finale diverrà il protagonista di una lunga serie. In questa opera viene poco tratteggiato, a parte, ovviamente, per il suo straordinario acume.

L’atmosfera è perfetta, una ricca e isolata casa nella campagna, i personaggi vari e ben presentati, il mistero è un “classico”.

Rinnovo, con convinzione, i miei complimenti per la scelta coraggiosa e originale di questa Casa Editrice, che mette a disposizione una collana vintage di opere gialle, rendendole fruibili con una traduzione moderna ma che non tradisce il sapore del secolo in cui è ambientata.

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