La rubrica viaggio attraverso la storia presenta: “WINCHESTER CATHEDRAL”. A cura di Alfredo Betocchi

Winchester Cathedral

Winchester Cathedral, you could have done something

you’r bringin’ me down but you didn’t try

you stood and you watched us you didn’t do nothing

as my baby left town. You let her walk by.

Queste sono le prime due strofe di una nota canzone del 1966, eseguita dalla “New Vaudeville Band” diretta da Geoff Stephens, l’autore che, con un megafono, ammoniva la Cattedrale di Winchester di non aver impedito a una ragazza col suo silenzio, di aver abbandonato il suo innamorato. Se avesse suonato le sue campane forse lei sarebbe rimasta accanto a lui.

Molti persone di una certa età ricordano bene quanto successo ebbe questa piacevole canzoncina che rimase in testa alla Hit Parade per ben tre settimane. Chi volesse riascoltarla può cliccare sul link soprastante tratto da Youtube.

Ma parliamo adesso della vera Cattedrale di Winchester, un capolavoro dell’architettura gotica dell’undicesimo secolo.

Nel 634 una missione di Roma guidata dal vescovo Birinus iniziò la conversione dei Sassoni occidentali, simboleggiata alla maniera di quei tempi dal battesimo nel 635 del re del Wessex, Kynegils.

Inizialmente, Birinus stabilì il suo sgabello da vescovo, o “cattedra” a Dorchester nell’Oxfordshire e, non meno di quaranta anni dopo, il vescovo Hedda trasferì la sua “sedia” a Winchester. Qui, come riferiscono le “Cronache Anglo-Sassoni”, nel 645 Kenwalh divenne re dei Sassoni occidentali e ordinò che la vecchia chiesa di Winchester fosse ricostruita con il nome di “Santa Trinità, San Pietro e Paolo e San Swithun”. Quest’ultimo santo era un personaggio conosciuto come “Svitino”, vissuto nel IX secolo e venerato dai cattolici, dagli ortodossi e dagli anglicani. Tenne la sede episcopale di Winchester tra l’852 e l’862. Verso il X secolo venne proclamato santo.

Nulla è rimasto nella nuova cattedrale della vecchia chiesa salvo il nome .

Il primo edificio del decimo secolo era un po’ diverso da quello attuale, presentando una torre centrale, oggi scomparsa.

Vediamola più da vicino. Essa è senz’altro un capolavoro contenente varie opere artistiche si inestimabile valore.

La Fonte Battesimale”, del dodicesimo secolo, è stata scolpita in marmo nero. Esistono solo sette copie di tali fonti battesimali in tutta l’Inghilterra. Sulle sue pareti sono scolpite scene della vita di San Nicola.

Winchester C Navata

La Navata”, che ha dodici cappelle, è forse l’unico aspetto di nota della cattedrale ed è una magnifica opera d’arte. La sua visione dalla porta ovest, che si estende fino all’altar maggiore, dà un’impressione di maestosità e delicatezza.

Il “Jane Austen Memorial”: questa pietra di marmo segna il luogo di sepoltura di Jane Austen, la famosa scrittrice e novellista che visse la maggior parte della sua vita nella Contea tra il 1775 e il 1817. Autrice apprezzata sin dai suoi tempi, scrisse molti capolavori della letterattura, tra gli altri “Orgoglio e Pregiudizio” nel 1813, e “Emma” nel 1816. Morì a Winchester nel 1817 come attesta una targa in sua memoria lasciata dal fratello, il reverendo George Austen.

The Epiphany Chapel” in puro stile normanno contiene, oltre a delle bellissime e preziose vetrate in stile pre-raffaellita (sec. XIX) che mostrano la vita della Madonna, un interessante targa commemorativa dedicata a un Ugonotto rifugiato in Inghilterra alla fine del sedicesimo secolo il quale, dopo aver scontato 27 anni in galera, per la sua fede protestante, visse fino a tarda età in Inghilterra.

Mary's chair

Mary Tudor’s Chair”: nella cappella del vescovo Gardiner si trova la sedia sulla quale sedette nella cattedrale Maria I Tudor, detta la Cattolica o la Sanguinaria, regina d’Inghilterra dal 1553 al 1558, in occasione del suo matrimonio col re di Spagna Filippo II, il 25 luglio1554.

La cappella del Santo Sepolcro”: questa cappella, una delle più belle della cattedrale, contiene sulle pareti e sul soffitto diversi dipinti preziosi di epoca medioevale. Nel Medioevo, questa era la prima cappella visitata dai pellegrini che si recavano sulla tomba di San Swithun.

Reliquiario di San Swithun”: dopo la distruzione del sepolcro di San Swithun da parte degli emissari del re Enrico VIII (non dimentichiamo che la chiesa era ancora cattolica e il re aveva promosso lo scisma dal Papa fondando l’Anglicanesimo), il luogo era privo di indicazioni a parte l’iscrizione moderna sul pavimento fino al 15 luglio del 1962 quando gli “Amici” (“Friends”, una sorta di Congrega di devoti al santo) non presentarono alle autorità della cattedrale, in occasione del 1100° anniversario della sua morte, il bellissimo nuovo reliquiario.

Sarcofaghi mortuari”: nella parte nord del coro ci sono dei sarcofaghi contenenti le ossa di re Sassoni, vescovi, e del re Canuto Il Grande (995 .ca-1035) con la sua consorte Emma di Normandia.

La tomba di William Rufus”: sebbene questa tomba fosse conosciuta come quella di Guglielmo II, il Rosso (William Rufus), si fece l’ipotesi che fosse appartenuta invece al vescovo Enrico di Blois. Rufus è un residuo della lingua latina, retaggio dell’antica dominazione romana. Guglielmo II era il terzo figlio di Guglielmo il Conquistatore e regnò dal 1087 al 1100.

Ai tempi della Rivoluzione di Oliver Cromwell (1599-1658), la Cattedrale rischiò di venire distrutta dai ribelli repubblicani. Tuttavia essi invasero la chiesa facendo molti danni, mutilando statue e sarcofaghi. Fortunatamente una parte di essi si salvò ad opera di un capitano che impedì loro la compleata distruzione di un simile capolavoro. Cromwell avrebbe voluto l’abbattimento della cattedrale ma una petizione popolare ad opera di Cornelius Hooker, il Cancelliere, sventò il disastro.

Le statue di bronzo di Giacomo I (1566-1625) e di Carlo I, suo figlio (1600-1649) decapitato dal Cromwell, furono rimosse dai loro piedistalli dentro la Cattedrale ma non distrutti. Gravissimi furono però i danni procurati dai ribelli: le ossa dei Sarcofaghi furono sparsi per terra, i monumenti funebri rovesciati, distrutto pure l’Organo e ribaltato l’altare maggiore, rompendone la tavola di pietra.

Con la Restaurazione, (1658), le statue furono rimesse al loro posto. L’altare ripristinato e l’organo ricostruito. Molti sarcofaghi rimasero danneggiati per sempre.

La Biblioteca”: il vescono George Morley resse la Cattedrale dal 1662 al 1684.

Era un uomo di vasta cultura e patrono delle arti. Lasciò in eredità la sua splendida biblioteca, ancora conservata in un elegante edificio ammobiliato con preziosi mobili del 17°secolo. Essa comprende volumi in folio di argomento religioso del 16° e 17° secolo tra i quali una preziosissima e rara Bibbia miniata che è probabilmente il più grande reperto dell’arte inglese del 12° secolo.

Alcuni preziosi reperti”: nella Cattedrale si trovano conservati “il Grande Sigillo” di Carlo I, apposto sugli Statuti che garantiva la Cattedrale; l’Anello e la testa di un Grifone trovati nella tomba di Guglielmo II il Rosso; il Vaso di Shaftesbury del 1000 d. C. circa, donato dalla contessa di quella contea nel 1862. Il vaso era probabilmente un recipiente per deporvi le ceneri di un defunto.

La Cripta”: sotto la cattedrale c’è la cripta costruita al tempo dei Normanni e ricalca la forma del coro con colonne e basse volte. E’ generalmente conosciuta come “Cripta della Tirinità”.

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L’Autore di questo articolo ha pubblicato una “Trilogia delle Streghe” e il romanzo “Ramesse XI”.

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