La rubrica viaggi attraverso la storia presenta “Stelle belle ma irraggiungibili”. A cura di Alfredo Betocchi

 

 

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Cosa c’è di più bello che ammirare un cielo stellato?

E’ una cosa che hanno fatto gli uomini sin dal lontano neolitico e questo spettacolo è sempre stato considerato il più meraviglioso, capace di accendere la fantasia.

Sono nate così le costellazioni, disegni immaginari che uniscono tra loro le stelle più splendenti proiettando nella sfera celeste creature animali, fantastiche divinità e oggetti.

Ma il desiderio dell’umanità è sempre stato quello di raggiungere quelle tremule luci che ci guardano indifferenti ogni notte senza nuvole.

Gli astronomi antichi leggevano il futuro negli astri, poi vennero Tolomeo, Aristotile, Newton e molti altri nei secoli fino a noi.

L’uomo ha imparato a volare usando questa scoperta nel bene e soprattutto nel male, ma non si è elevato di molto dal suolo.

Con lo sbarco sulla Luna l’umanità sembrava aver toccato il cielo con un dito, levando romanticismo agli innamorati che la guardavano baciandosi.

Infine gli astronomi hanno capito che le distanze siderali erano proibitive per l’uomo e i suoi mezzi.

Ma quanto sono lontane le stelle?

E come misurare la loro lontananza?

Gli scienziati hanno trovato un’unità di misura perfetta: la luce.

Essa viaggia alla fantastica velocità di 300.000 chilometri al secondo e nulla può superarla. Ecco quindi trovato il bandolo della matassa per i viaggi interstellari.

Numerosi scrittori hanno riempito biblioteche di libri sul tema dei viaggi spaziali, hanno creato pianeti fantastici e stelle giganti o nane, ma nulla può essere paragonato a quello che è la realtà.

Hanno inventato inoltre delle navicelle spaziali che viaggiavano più veloci della luce, ma è solo bella fantasia.

Astronave

Abbiamo detto che la luce corre a 300.000 km al secondo, ma avete idea di quale distanza sia?

Se foste un raggio di luce potreste percorrere in un secondo ben 23,5 volte il diametro dell’Equatore.

Fantastico, vero?

Sappiamo che il Sole dista da noi 8 minuti luce.

Secondo voi, quanti chilometri saranno percorsi dal nostro raggio in quegli otto minuti?

Beh, sono mediamente 150 milioni di km!

Questa distanza è quella che viene chiamata Unità Astronomica ed è l’unità di misura per i pianeti del Sistema solare.

Sistema Solare

Vediamo adesso la velocità che riusciamo a dare alle nostri razzi.

Per sfuggire alla gravità terrestre occorre una velocità di fuga di almeno 11,2 km al secondo ed è la spinta che i retrorazzi danno all’astronave per volare nel cielo.

Per abbandonare il nostro Sistema Solare invece la velocità dovrà essere almeno 4 volte maggiore (42 km al secondo) a causa dell’attrazione del Sole e di tutti i pianeti.

Le due sonde Voyager, 1 e 2, stanno viaggiando già fuori dal Sistema solare a una velocità di 16 km al secondo.

Perché così lente?

Perché nel frattempo, nel loro percorso dalla Terra, si sono soffermate a curiosare i pianeti esterni e i loro satelliti, infine con una giravolta intorno a Plutone si sono lanciate nello spazio profondo.

Adesso sono lontane 1000 Unità Astronomiche cioè 150.000.000.000 (miliardi) di km da noi.

Ma quanto tempo è passato dalla loro partenza?

Ben 43 anni, calcolando che si sono attardate per osservare i pianeti esterni.

Se volessimo ordinare loro di tornare indietro immediatamente, ci vorrebbero altri 43 anni?

No, perché senza i rallentamenti effettuati all’andata il tempo si ridurrebbe.

Noi pensiamo che le astronavi viaggino belle dritte verso la loro meta.

Non è così; ovvero sarebbe così solo per i viaggi fuori dal Sistema Solare.

Partendo dalla Terra, com’è ovvio, il razzo deve fare una specie di balletto intorno a ogni pianeta che incontra.

Questo serve a dare più velocità per vincere l’attrazione che inevitabilmente quel pianeta esercita sul razzo.

Si chiama effetto fionda: se lanciate un sasso con la fionda dovrete per forza farla girare il più velocemente possibile prima di rilasciarla, ed è quello che il razzo fa col pianeta, ci gira intorno acquistando la velocità che gli serve per sfuggire alla sua attrazione.

Letteralmente il razzo si fionda tra pianeta e pianeta, allontanandosi sempre più dal centro del Sistema Solare.

E le distanze?

Ce le siamo dimenticate?

Se Marte è lontano 228 milioni di km, Giove ne dista 778, Saturno 1427, Urano 2870 e Nettuno 4497, infine Plutone (degradato ultimamente a pianetino) ben 5906.

Finché gironzoliamo nel nostro orto di casa che è il Sistema Solare, il viaggio può essere di alcuni anni tra l’andata e il ritorno.

Il problema nasce quando la meta diventa lo spazio profondo.

Solo per arrivare alla stella più vicina, Proxima Centauri, distante solo 4,5 anni luce ci metteremmo più di una vita.

Proxima Centauri

Per metterci il cuore in pace, facciamo un piccolo conto:

– se in un secondo un raggio di luce fa 300.000 km, noi con la nostra astronave più veloce facciamo 40 km al secondo. Un’inezia.

– In un minuto la luce percorre 18 milioni di km. Noi, solo 2400 km.

– In un ora essa ha già fatto 1 miliardo e 80 milioni di km, noi solo 144 mila km.

– In un giorno la luce percorre quasi 26 miliardi di km e noi quasi 3 milioni e mezzo.

– In un anno la luce fa 9.490 miliardi di km e noi 84 milioni.

– Infine la luce arriva in 4 anni e mezzo su Proxima Centauri che dista 42705 miliardi di km, mentre noi sempre molto indietro avremmo percorso solo 378 milioni di km.

Concludendo per percorrere quei 42705 miliardi di km che ci dividono dalla stella più vicina, per la nostra astronave dovrebbe trascorrere circa 508 anni.

Calcolando 25 anni per generazione occorrerebbero ben venti generazioni, ossia sarebbe come se partissi con la mia famiglia oggi e i miei pronipoti arrivassero sulla stella nel 2528.

Accontentiamoci di razzolare nel nostro piccolo Sistema Solare e lasciamo agli scrittori di fantascienza il compito di farci sognare viaggi interspaziali su pianeti extrasolari e incontrare dei simpatici alieni… ma di questo parleremo una prossima volta…

Intanto occhi al cielo!

Il 29 aprile passerà vicino a noi l’asteroide “1998 OR2” a soli 6290 km. Praticamente un battito di ciglia in termini cosmici.

***

L’Autore di questo articolo ha pubblicato una “Trilogia delle streghe” e il romanzo “Ramesse XI”.

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