“Star rings. I guardiani dell’anello” di Simone Lari. A cura di Alessandra Micheli

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Quando ho iniziato a leggere il libro di Lari (che personalmente amo) ho detto è un fottuto genio.

Questo più di altri, pregevolmente scritti d’altronde, mi ha fatto innamorare.

So che i puristi avranno una sorta di tachicardia, ma i lettori, quelli veri non potranno non amare Star Rings.

Simone tenta laddove molti non hanno osato, prendere il canovaccio di Tolkien e cercare di innovarlo, lasciando puro e incontaminato tutto il suo messaggio politico.

Dirò di più.

Nei meandri del testo Simone introduce anche una sorta di rivendicazione ecologica, sull’importanza, tutta batesoniana aggiungo io, di una sorta di armonia cosmica che non va, e sottolineo non va, mai toccata, sfiorata o messa in discussione.

Abbiamo un protagonista che renderebbe fiero il mio amato e compianto Campbell che rappresenta ( anche questo elemento odiato dai cosiddetti nuovi nazi del fantasy) lo stadio primordiale dell’essere umano, nato in un contesto che lo coccola si ma lo rende terrificantemente ignorante.

Del resto lo stesso Adamo, felice e nudo, senza cioè protezioni o nel peggior dei casi reso schiavo ( la mancanza di abiti significava una sorta di schiavitù, Dobby insegna) si trova a dover acquisire la consapevolezza necessaria per discernere il bene dal male, ossia per avere la stessa forza di dio.

Ed è questo stadio intermedio di totale assurda purezza che, il percorso traballante e fatto di tranelli che Campbell identifica come l’acquisizione di una capacità di nominare il mondo, che va necessariamente lasciato per poterlo sostituire con la maturità necessaria a comprendere il mondo in cui si agisce senza darlo per scontato.

In Midraxia tutto viene compromesso dalla volontà delle specie esistenti alla agognata corsa verso il potere.

E caso bizzarro è un anello a essere il premio tanto desiderato.

Questo perché la sua forma circolare, non può non richiamare alla mente il simbolo dell’uroborus, il serpente che si mangia la coda e che racchiude in se l’inizio come pure la fine.

Possederlo significa decidere le sorti di un ecosistema, alieno o no, che ha dentro di se l’impronta evolutiva tipica dei cicli, nascita crescita e morte. Immaginate di poter possedere uno strumento capace di sconvolgerlo questo ciclo…non vi ricorda qualcosa?

William si trova a dover assumere il ruolo di guardiano, di colui che al male, inteso come disordine deve per forza opporsi.

Con un dono in più essendo un vero alieno, diviene quasi l’osservatore privilegiato di un sistema Midraxia che appare quasi lo specchio speculare del nostro di mondo.

In cui invece di lodare e usare per la sopravvivenza la differenza essa viene usata come scusa per farci la guerra uno con l’altro.

Decisi a primeggiare, a voltare lo sguardo dall’autentica verità: siamo tutti figli id un sistema interconnesso dove ogni azione produce una controreazione.

Responsabilità verso ogni gesto diviene l’eccezione, colei che rende chi decide di seguire questa scia luminosa l’accezione e mai la regola.

E cosi mentre siamo impegnati a primeggiare, come pavoni facendo a gara a chi ha la coda più folta.

E eccovi una delle parti migliori di questo libro, che in fondo spiega come mai sembriamo avvertire un certo nervosismo da parte di madre natura

una recente stima della popolazione umana attesta che avete quasi raggiunto gli otto miliardi di individui. Cifra superiore alle capacità di sostentamento a lungo periodo del vostro mondo con le vostre attuali conoscenze

E mentre magari dall’altra parte di un universo che contempla più differenze di quante le accettiamo noi, ci sono esseri che lottano ogni giorno per sopravvivere.

Mentre noi continuiamo con le nostre misere scaramucce, dilapidando un patrimonio che, lo ricordo non è infinito.

E solo in rapporto a queste considerazioni, credo che valga la pena, per ogni essere umano cercare di ottenere più saggezza attraverso un percorso di crescita interiore.

E dedicarsi un po’ meno alla futile abitudine all’egocentrismo.

E cosi magari qualcuno di voi sarà in grado di essere un vero guardiano di un equilibrio che oggi, ci appare cosi lontano.

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