Review tour “Creepy hollow. La guardiana” di Rachel Morgan, Hope edizioni. A cura di Alessandra Micheli

 

96587069_10217773865641753_768754761791963136_n

96458394_10217773866441773_4353243070129504256_n

C’era una volta un uomo molto particolare un certo Robert Kirk un oscuro ministro presbiteriano scozzese con una passione sfrenata per il regno dei faeries.

Un regno segreto fatato patria di fate elfi gnomi coboldi e altre strane specie protagonista di fiabe, miti e folclore.

E fu per merito suo se abbiamo una descrizione precisa di quegli esseri, delle loro abitudini, dei loro modo di approcciarsi con noi umani, della loro caratteristiche peculiari.

Come se i avesse conosciuti davvero.

E infatti il nostro ministro sparì improvvisamente senza lasciare tracce, tanto che nella memoria collettiva egli fu semplicemente restituito al regno a cui apparteneva, se non per sangue per elezione spirituale.

E cosi ogni volta che abbiamo un fremito di orrore o di attrazione o quella strana sensazione di deja vu forse è il regno segreto che ci avvertono che separato da un sottilissimo velo, esiste l’altro regno.

Che forse pochi possono udire da svegli ma che quasi tutti visitano nei sogni.

Il meriti del questo libro di Kirk però, non fu soltanto quello di eliminare il pregiudizio sulla non esistenza di questa dimensione, quanto di restituirci un’essenza precisa di quel popolo scevra da ogni preconcetto ma anche da una sorta di agiografica rappresentazione simbolica.

Le fate non sono quegli esserini carini descritti in Peter Pan.

A volte sono dispettose, a volte maleducate, a volte vestite di bianco e decise a ogni costo a intervenire nella vita di ogni essere umano.

E alcuni esseri fatati non sono certo luminosi.

Partecipi della duplicità della vita, essi sono fatti di ombre e luce, in un regno intermedio tra spirito e materia.

E quindi possono essere dominati dai freddi ghiacci dell’inverno e prendono il nome ci Corte Unseelie e o dai focosi raggi del sole e sono appartenenti alla corte Seelie.

Ma definirli nettante buoni o nettamente crudeli è una semplificazione umana.

Semplicemente alcuni accettano il confronto con i miseri mortali in nome di una sorta di venerazione per la crescita (non a caso sono esseri di luce, appartenenti alle stagioni feconde e prospere) e altri restano fissi su se stessi congelati nella loro immobilità nobile e quindi refrattari a ogni contatto umano.

La corte Unseelie non ama assolutamente l’umanità.

Anzi la considera decadente, banale e non degna di possedere l’arcano potere di nominare il mondo.

E diventiamo quindi il bersaglio dei loro giochi di potere e perché no del loro divertimento.

Gli elfi oscuri ci donano incubi e amano teorizzarci.

E nutrirsi della nostra paura.

I seelie invece, amano divertirsi con noi, trascinarci nei loro folli balli e quindi proteggono i loro compagni di stravaganti bagordi.

Pertanto, i libri più amati che parlano di fate devono raccontare la duplice natura di questo popolo cosi variegato e cosi vicino allto creativo umano.

Non fate lontane anni luce da noi, ma esseri che in fondo sono lo specchio delle nostre virtù come dei nostri vizi.

Per questo loro riflettere l’autentico volto di noi stessi in fondo i luoghi fatati, le foreste abitate dai faeries sono e luoghi raccapriccianti.

O terribili.

Dei veri e propri antri, dei creepy hollow.

Ecco che il talento della nostra autrice in solo un titolo riesce a darci la visuale del mondo che ha scelto per ambientare non tanto l’eterna lotta bene o male ma un vero e proprio racconto epico di crescita, in cui è il potere stavolta a dover essere sconfitto.

Quello che fa impazzire tutti noi, persino i faeries in una folle corsa verso il dominio e verso la vittoria di una sola dea su ogni altra.

La corte unseelie del testo in fondo, non vuole altro che primeggiare, diventare essa stessa apri a un dio capace di decidere i destini di tutti.

Ma con il rischio di rompere quel precario ma favoloso equilibrio tra due forze opposte che nella loro dialettica priva di vincitori in fondo manda avanti la creazione stessa.

La nostra adorabile fata Violet, la guardiana è il simbolo del cambiamento che trasforma una ragazza in una donna.

O una giovane fata in una fata ricca di saggezza.

E’ nello sviluppo della sua relazione con un umano che lei trova di nuovo se stressa, affronta i suo oscuri grovigli di dolore e al tempo stesso risolve anche le situazioni lasciate in sospeso.

Trascinando in quella sua corsa verso la consapevolezza anche chi come lei il dolore lo affronta negandolo.

E’ l’amore che la fa crescere, direte voi.

No.

In realtà è il tradimento.

E’ la scoperta del lato meno bello di un sentimento che spesso viene privato proprio di quelle sue imperfezioni.

L’altro rappresenta spesso per noi uno specchio.

Ma non sempre è uno specchi odorato.

A volte è avvolto da nubi crepuscolari, a volte è semplicemente il maestro che ci fa comprendere come, la fragilità è sempre la protagonista di ogni faccenda umana.

Allora davanti alla disperazione, alla distruzione di ogni certezza, soltanto il coraggio, quello che in fondo rende Violet una guardiana, soltanto l’ideale e la speranza può farci risorgere. E in ambientazione ricca di crepitii, di splendori come di atmosfere caliginose, il dramma/avventura di Violet inizia.

E ci trascina con la sua forza con se, facendoci sognare, ma al tempo stesso riflettere.

Su noi stessi, sulla capacità di affrontarlo il dolore, e sull’importanza dei nostri valori.

Sono quelli che salvano Violet.

E anche sulla necessità di tenerlo a se quella sofferenza, di non dimenticarla ma di usarla per diventare più forti.

Indimenticabili personaggi tra cui spicca la dolcezza e l’imprevedibilità di Filgree, forse il mio preferito.

Apparentemente marginale ma capace, quando serve, di sciogliere i ghiacci dell’anima.

Eccomi qua pronta a viaggiare nei regni del sogno, con una nuova amica. So che assieme vivremo avventure che conserverò nel cuore, nel cassetto delle emozioni preziose.

Davvero un libro completo, affascinante e scritto in modo egregio.

 

 

2 pensieri su “Review tour “Creepy hollow. La guardiana” di Rachel Morgan, Hope edizioni. A cura di Alessandra Micheli

  1. Che bello che hai citato Robert Kirk 😍 eh decisamente non parliamo di fatine tipo Trilli e mi piace proprio per questo. Preferisco il popolo fatato descritto in maniera meno addolcita e più intrigante. Amo le fate con tutti i loro misteri e oscure caratteristiche.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...