La rubrica Riflessioni sulla letteratura presenta”LIBRI, LIBRONI, LIBRETTI E AUDIOLIBRI”. A cura di Alfredo Betocchi

Libri, libretti, libracci, libroni, libriccino, libriciattolo, libruccio etc. etc…

Quale miglior argomento ci potrebbe essere, per un Blog che si occupa di letteratura, se non quello sui libri?

Per dare un tocco culturale a questo articolo è obbligatorio spiegare ai lettori cos’è un libro, anche se potrebbe parere superfluo:

“Il libro è un insieme di fogli stampati o manoscritti, rilegati dentro una copertina”.

Non è sempre stato così e non è sempre così oggigiorno.

In realtà nei secoli passati, l’uomo ha usato svariati materiali per lasciare ai posteri il proprio pensiero: “pietra, argilla, legno, corteccia d’albero, pelle di pecora, papiro e pergamena.”

Oggi esistono anche forme diverse: su CD, KOBO o in vari formati elettronici come il file variamente declinato in kindle e simili.

Il termine LIBER, LIBRI originariamente col significato di “pellicola sotto la scorza degli alberi”, serviva prima dell’uso delle foglie di papiro, a indicare il supporto sul quale scrivere. Si ignora l’origine certa della parola, alcuni la fanno derivare dall’antico slavo “lubŭche vuol dire “scorza”.

Il termine “liber” è in uso solo dal II secolo d. C.

Al tempo dei greci e dei romani i libri erano fogli ricavati da pelle di pecora, papiro o dalla pergamena, arrotolati intorno a un bastoncino e legati da un nastro. Per questo motivo erano chiamati anche “Volumen” dalla parola “volutus” avvolto.

Dal movimento del girare è nata la nozione geometrica e da questa quella del libro.

E’ incredibile come oggetti così delicati e deperibili abbiano potuto attraversare i secoli e giungere fino a noi.

Il Codice o libro di pergamena manoscritto fu utilizzato largamente durante il Medioevo. Grazie agli amanuensi, gran parte della cultura antica si è salvata ed è conservata ancor oggi nelle nostre biblioteche.

Con l’introduzione della “carta” portata dagli arabi nel secolo XI, mutuata dall’Impero della Cina e con l’invenzione dei caratteri mobili inventati da Johann Gutemberg (1400 – 1468 ca), tipografo tedesco, l’Europa e poi il mondo intero è entrata nell’universo della carta stampata e dei libri come li conosciamo oggigiorno.

Sarebbe qui eccessivo fare la storia del libro, né basterebbe lo spazio per un articolo di poche pagine, basti dire che quest’invenzione ha fatto fare un balzo enorme alla cultura dell’umanità.

Oggi esistono miliardi di libri in tutte le lingue del mondo e, grazie ad essi, l’analfabetismo è sensibilmente calato in tutti i continenti.

Tra i libri-non libri, citerei quelli fatti a immagini, colorati, divertenti e dedicati ai più piccoli. Si insegna in questo modo ai bambini a maneggiare un volume che attragga il loro interesse e li instradi all’amore per i libri veri.

Come accennato all’inizio, esistono anche libri virtuali, non cartacei.

Molti lettori contemporanei preferiscono leggere un “libro” attraverso un dispositivo multimediale, facendo scorrere le pagine virtuali con un “clic”.

Altra cosa sono i libri “audiovisivi” formati da un “compact disc” nel quale un attore legge un libro. Molti apprezzano questo sistema per leggere romanzi o altri generi letterari ma soprattutto è un sistema utilissimo alle persone non vedenti.

Durante la presentazione di un mio romanzo, la Biblioteca che mi ospitava mi regalò un CD nel quale un bravissimo attore aveva registrato la lettura del romanzo in presentazione. Fu per me una scoperta sbalorditiva, mai avrei immaginato l’uso che si poteva fare di un libro. Mi resi infine conto che la Biblioteca in questione era ospitata presso un Istituto per ciechi e le persone non vedenti facevano spesso richiesta di CD per accedere ai contenuti di un libro di loro gradimento.

Questo sistema è molto più fruibile e piacevole di un libro scritto in caratteri braille.

Sarebbe un’opera meritoria se ogni scrittore potesse dare modo alle persone non vedenti di conoscere i propri romanzi/poesie o quant’altro attraverso un audiovisivo.

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