“Un altro giro di clessidra” si Simone D’Adamio, Scatole Parlanti. A cura di Alessandra Micheli

La mente è il vero universo tutto da scoprire.

E’ in essa che forse si cela il mistero della creazione e il segreto di dio.

Dentro la nostra scatola cranica c’è un attività che ha affascinato per secoli scrittori e scienziati come se fosse un perfetto circuito elettrico soggetto però a strani e brutali blackout.

Scoprine l’origine, il funzionamento e le potenzialità significa divenire novelli dottor Frankstein e scoprire il segreto non solo della vita ma della coscienza.

E cosi il cervello, oscuro antro ignoto, è al centro di molti libri non solo di fantascienza ma anche thriller e noir con l’intento di scoprire il labile confine che divide simbolicamente paradiso da inferno.

E comprendere come e cosa ci fa cedere alla tentazione di cadere nell’oscurità e cosa invece ci fa propendere per la luce.

Tutto racchiuso nella misteriosa e intrigante attività mentale.

Se poi pensiamo come sia la mente a creare la realtà rendendoci consapevoli a metà che nulla esiste davvero, il mistero diventa ancora più suadente.

Qual’è allora il nostro vero mondo in cui agire?

Il sogno e la fantasia o la vita di ogni giorno?

Cos’è davvero la realtà?

Un terna finzione, un gioco russelliano senza vincitori o semplicemente una proiezione di una mente più alta?

Come se ci fosse davvero una mano che muove come un bravo burattinaio solo spezzoni di un film molto più vasto, con una regia che non fa altro che dirigere con un beffardo sorriso noi attori di una misera commedia.

Per alcuni soggetti la sensazione che ne deriva, quasi di eliminazione si fa più forte, tanto che è l’attività onirica a essere quella più reale mentre la “realtà” acclamata non è altro che un lungo, noioso sogno.

Ecco che un altro giro di clessidra affronta proprio questi dubbi e lo fa regalandoci una trama ben congeniata, dotata di ogni necessario colpo di scena e soffermandosi più attentamente sul protagonista Sergio.

Egli è l’uomo cosi come raccontato da tante teorie chiamate gnostiche e che io definisco in realtà proto scientifiche.

Noi non siamo altro che sogni in attesa di raggiungere la nostra vera casa.

E infatti Sergio vive una strana, anomala attività cerebrale che lo fa vivere in due mondi nient’affatto separati: quello da noi percepito come esistente e quello che viene definito per convenienza scientifica mondo onirico.

Quale dei due è quello però reale?

E cosa significa in fondo realtà?

Sono queste le domande che scaturiscono dalla lettura.

Sergio è il ragazzino impacciato, mai a suo agio nella veglia o è lo sciamano che combatte contro la corruzione del suo mondo?

Quale verità si cela in questi due esseri che stranamente condividono la stessa materia?

Esiste davvero una distinzione tra il corpo cosi come lo definisce la scienza attuale e il luogo mente?

O sono tutti e due parti di un tutto più ampio, una sorta di divinità che li contiene dentro di se e al tempo stresso li trascende?

Il finale e la conclusione sicuramente vi strabilieranno.

Ma al tempo stesso vi doneranno una sensazione spaventosa ma necessaria: non esisteranno più i confini, tra fantasia e concretezza tanto che entrambe non saranno altro che prodotto del vostro vero io: una mente capace di far convivere Samuele lo sciamano orgoglioso e potente con Sergio il timido ragazzino che rifiuta la materia ma ne sarà al tempo stesso sedotto fino a rinnegare la sua straordinarietà in favore di una non consapevolezza costate che, in fondo, siamo tutti sogni di qualcun’altro.

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