Quando l’impegno civile sposa la bellezza, non può non nascere un capolavoro ” Aqua Ploma” di Daisy Franchetto, Dark Zone. Non sarà facile resistere a questo libro. pertanto lasciate che esso raggiunga il vostro cuore e vi trasformi.

I fori di proiettile erano undici in tutto. Due sulle cosce, uno al basso ventre, tre al torace, uno al cuore, uno alla gola, due su ciascuna delle spalle e uno al centro della fronte.

Li aveva contati e osservati : erano piccoli, il bordo sembrava bruciato, anche se era difficile dirlo con certezza perché il tempo trascorso in acqua aveva cambiato il colore e la consistenza della pelle, rendendola livida. Oltre ai buchi, il corpo era segnato da due profondi tagli sulle braccia.

Madama Spillo le aveva detto che le ferite sarebbero rimaste e questo era un bene, a suo dire, perché i segni dovevano essere visibili. Persino lei si era tenuta lo spillo che le avevano conficcato in gola, perché fino al momento del passaggio tutto doveva restare immutato.

Nessuno dice la verità. La verità fa paura.

Agua Ploma è uscita dalla palude e non ricorda nulla.

Ma conosce le ferite che porta nel corpo: i fori di proiettile e le cicatrici sulle braccia.

Conosce i suoi occhi color del piombo.

Aveva un altro nome un tempo, in una vita dimenticata?

Forse può ritrovare la memoria perduta e capire perché nella città chiamata Inferno le donne vengono assassinate.

È ancora possibile scoprire la verità.

Basato sulla vicenda dei cimiteri di croci rosa nella città di Ciudad Juárez, in Messico, questo romanzo vi condurrà in un viaggio sospeso tra la vita e la morte, oltre la menzogna e verso la verità, perché le donne di Ciudad Juárez non siano dimenticate.

« Ci sono delle cose che valgono per tutti noi, ricordalo. Non possiamo essere visti da nessuno al di fuori della casa, ci è consentito uscire solo dopo le quattro, dobbiamo fare rientro prima dell’alba e dobbiamo restare dentro ai confini del Cimitero Vecchio, solo così saremo al sicuro. »

La guardava con apprensione. Erano regole che le erano state comunicate al suo arrivo, non sapeva chi le avesse stabilite, venivano rispettate e basta.

Ploma annuì sforzandosi di sembrare serena, l’idea di uscire spaventava anche lei ma voleva almeno provarci.

L’autrice

Daisy Franchetto è nata a Vicenza, città intrisa di grazia palladiana, ma vive a Torino, città del mistero.

È un correttore di bozze ossessivo compulsivo e un addetto stampa scrupoloso.

La scrittura è una passione nascosta che ha iniziato a coltivare tardi.

Ciò che scrive nasce dalle esperienze vissute: il lavoro nelle comunità psichiatriche e per disabili, i viaggi come volontaria in zone di guerra, l’impegno per la difesa dei diritti umani. L’ascolto delle persone in difficoltà e, prima ancora, l’ascolto di se stessa. Il mondo onirico e la ventennale attività di scavo nella psiche.

Questi i romanzi pubblicati:

  • Dodici Porte, DZ Edizioni
  • Sei Pietre Bianche, DZ Edizioni
  • Tre Lacrime d’Oro, DZ Edizioni
  • Tre giorni, autopubblicato
  • Jerome La crus – Il Mezzovivo, DZ Edizioni
  • Agua Ploma, DZ Edizioni

Si tolse il soprabito e lo appoggiò alla testiera del letto, passò le dita cianotiche tra i capelli per sistemarli. Raggiunse lo specchio per potersi osservare, il cappuccio aveva aggrovigliato la capigliatura rendendola una nuvola di ragnatele. Passò le dita più volte con pazienza, fino a quando riuscì a lisciarli. Si fissò accarezzandosi il volto e le labbra bluastre.

Era il suo viso e lo sentiva estraneo, eppure non ne immaginava uno diverso, così come non ricordava di aver mai avuto un altro corpo. Era sempre stato crivellato da colpi d’arma da fuoco e segnato da due tagli cicatrizzati sulle braccia. Quando lo guardava, era come se sentisse l’aria gravarle addosso, le spalle si piegavano sotto quella pressione e anche gli angoli della bocca scendevano.

Gli occhi vagavano tra le ferite, le studiavano. La carne bruciacchiata intorno ai fori, scuri come tane scavate da animali. I bordi spessi dei tagli alle braccia, che si erano incollati tra di loro in alcuni punti lasciando delle aperture, come una cerniera rotta. Se avvicinava un dito alla carne del suo viso cianotico la sentiva rigida, quasi non volesse essere toccata.

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