“Scrivimi. Lettere d’amore” di Seconda Carta, Collana Belle èpoque. A cura di Alessandra Micheli

Questo tempo che ci sfugge, fatto di fretta e di immediatezza, non da riposo a una mente che stanca si ritira e si addormenta sognando tempi più felici.

Si, abbiamo tutto.

La capacità di ottenere ogni informazione, di entrare in contatto con mille diverse persone.

Tutto dietro uno schermo che annulla o addomestica la nostra fantasia. Anche leggere perde quella capacità di farci viaggiare tra i mondi, quella segreta porta che incantava noi, ragazzini di un altro tempo.

Quando leggevamo nelle notti di inverno o in quelle di mezza estate, il tempo si fermava.

Non ci importava certo di postare la cover del nostro libro corredata di tazzine, centrini e fiori.

Eravamo troppo impegnati a gemere di dolore per le parole che come ambrosia nutrivano la nostra fame.

O passarci una mano tra i capelli scompigliandoli quando il momento diventava pieno di tensione e di paura.

Non ci interessava essere perfetti, congelare il momento in uno scatto.

Ci interessava semplicemente farci risucchiare dalla parola, diventarne parte e tornare diversi, completamente cambiati con negli occhi mille nomi, la saggezza di ogni personaggio e il volto scavato dalle rughe e gli occhi stanchi che, per ironia della sorte, tornavano a vedere.

Vedere oltre la realtà e avere il sorriso di chi ha un mondo tutto speciale , a cui tornare per ristorarsi dagli affanni.

E allora si scriveva, godendo dell’inchiostro che sporcava le mani, mostrandolo con fierezza come le ferite di battaglia di un ardito cavaliere.

E in ogni scritto una goccia di sangue invisibile scesa direttamente dal cuore si mischiava con una lacrima, macchiando il foglio e rendendolo eterno.

Mi mancano quei momenti totalmente a tu per tu con un anima che veniva curata, nutrita e con cui intavolavamo discorso interminabili. Nostalgica?

Forse.

Non voglio diventare una di quelle vecchie signore che rimpiangono il tempo che fu, ossessionate dall’atto di riavvolgere il nastro.

Io vado avanti pur non dimenticando il mio ieri.

Cercando anche in questo mondo fatto a fotogrammi, un essenza che è semplicemente nascosta.

Siamo noi che non la vogliamo assolutamente scovare, mentre lei giace triste in attesa di un nostro abbraccio.

Essa c’è ancora.

Anche nei libri che oggi sono solo gadget o prodotti commerciali.

Sta sepolta sotto chili e chili di banalità e basta addestrare le nostre orecchie per udire la sua flebile voce.

E con Scrivimi io ho udito il libro chiamare il mio nome.

Abbracciami stretto, mi diceva.

Voglio raccontarti i sentimenti senza il filtro, senza il ritocco, cosi come sono nati, cosi come a volte muoiono ignorati.

Voglio che tu osservi il momento della loro creazione, quando urlano a pieni polmoni il loro diritto di esistere, e anche quando restano silenti, invecchiati ma mai rassegnati.

Voglio che mille donne diverse ti raccontino la loro vita attraverso l’inchiostro di una lettera, dove riverseranno se stesse senza maschere o timori.

E cosi mi parò Giuseppina, Emily, Caroline, Alessandra raccontano l’amore più tormentato ma anche l’arte che le ha sostenute di fronte ai dolori e alle inevitabili mancane che la vita porta con se.

E tra le loro parole ritrovo pezzi di una anima frantumata, per il suo troppo cozzare contro una realtà che mi soffoca.

Loro mi restituiscono i pezzi, lettera dopo lettera, frase dopo frase, ricordo dopo ricordo.

E anche io oggi scrivo con penna e calamaio la mia di storia, di un eterna sognatrice che ha bisogno della bellezza come dell’aria che respira e che oggi, Seconda Carta mi regala, divenendo quell’anima fidata, quell’anima amica che sorregge racconta e descrive la tua anima per farla, finalmente esistere di nuovo.

E voi scrivete.

Pazzie d’amore, sogni e idee.

Scrivete diari, racconti, scrivete lettere anche dedicate a voi stesse.

Ma non con il computer, ma con la penna e sporcatevi, almeno una volta, con il fango della vita.

Scrivimi
Servirà a sentirti meno fragile

Quando nella gente troverai

Solamente indifferenza

Tu non ti dimenticare mai di me

E se non avrai da dire niente di particolare

Non ti devi preoccupare

Io saprò capire….

Ci vuole poco

Per sentirsi più vicini

Nino Buonocore

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