“L’araldo Nudo” A. B. Radley. A cura di Alessandra Micheli

Di libri sugli angeli ne ho letti molti.

Nonostante un mio scetticismo la figura di questo strano messaggero mi intrigava.

Ma non riuscivo mai a trovarne uno che mi desse piena soddisfazione. Alcuni troppo edulcorati, altri troppo negativi.

L’angelo racchiudeva i poli opposti e li rappresentava.

In questo mondo fatto di divisioni nette, di contrapposizioni assolute l’angelo in fondo non era altro che il nostro riflesso.

Cosi quando ho avuto tra le mani l’araldo nudo mi sono chiesta cosa l’autore avrebbe avuto da dire.

Ci sarebbero stati i soliti Nephilim?

Gli angeli sarebbero stati arroganti perfezionisti, dotati di un antipatia inquietante?

Non lo sapevo.

Era tutto un avventura.

E già dalla prima pagine ho capito che l’autore semplicemente trasportava in parole ciò che vedeva.

E che vedevo io.

Un mondo al collasso laddove al solito, la scienza, quella voglia di superarli i limiti aveva prodotto in modo molto stevensoniano una lacerazione spazio tempo.

In sostanza, il mondo numinoso da sempre accreditato esempio di una psiche profonda invadeva attenzione al termine che ho scelto, letteralmente il piano della materia.

E ci lasciava spaventati se non arrabbiati.

Insomma, dopo l’immigrato clandestino pure quello delle fiabe e dei miti?

Mi immaginavo l’uomo dei citofoni incazzato come una biscia.

E allora, come sempre l’altro, il diverso o ciò che non conosciamo e non vogliamo far conoscere doveva essere eliminato.

Dalla mente e dalla realtà.

Solo che…vedete quando l’equilibrio si infrange quella contrapposizione che vediamo come pericolosa e che invece non è altro che il movimento che crea, costantemente, la nostra di realtà.

E’ l’alternarsi di giorno e notte, di buio e luce, di forze conservatrici e evolutive che, come in una danza porta avanti la creazione.

Del resto sono gli opposti che, nella loro eterna guerra, reggono baracca e burattini.

Ecco perché i due mondi, le due dimensioni sono distanti e al tempo stesso collegate, perché in quel loro cercarsi, sfiorarsi senza stringersi mai sta il segreto del nostro esistere.

Se il velo è sollevato, in modo spesso irresponsabile, la guerra diventa definitiva.

Non è più un modo per portare avanti la vita, ma per decidere una volta per tutte, chi deve vincere.

Ma vedete, se vincesse un solo degli elementi, allora saremmo fottuti. Non esisterà mai più nulla, perché è con l’altro che noi, fatalmente esistiamo.

E cosi il messaggero, l’araldo mentre in questo sistema che sta per collassare totalmente nudo.

Inerme, fragile a la tempo stesso forte.

E cosi mette fine all’insana ambizioni di angeli che hanno perduto se stessi precipitando nella carnalità dei sentimenti.

E in demoni che in fondo trovano se stessi ritrovando nei valori un ricordo lontano, di quando erano felici solo per poter vedere la luce.

E cosi forse, la creazione tornerà avanti in modo diverso.

La crisi, il pericolo creerà un altra ondata di umani.

Che abbracciando un araldo nudo ricorderanno di essere parte di entrambi i mondi.

E con la danza eterna dell’amore il velo si richiuderà.

Nessuno strappo solo la mano lieve e rispettosa che decide di alzarlo a suo piacimento.

Un libro intenso, che stupisce a fa innamorare.

Con la stessa forza evocativa che solo i grandi geni possiedono.

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