“Conosci te stesso” di Michele Cacace, Graus edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Kahil Gibran ha scritto sui figli:

I vostri figli non sono figli vostri..

Sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.

Una frase bellissima non trovate?

Perché in fondo questo sono i figli, non propaggini dei nostri preconcetti o delle nostre aspirazioni, ma creature di passaggio che devono, grazie alla nostra protezione alla nostra guida, diventare uomini.

Cosi che il sogno dell’umanità quello di diventare sempre più simili e vicini a dio si realizzi.

Peccato che non sempre accade.

Perché impantanati come siamo in un sistema tentacolare che tende a inglobarci e divorarci, presentandosi come unica possibilità di felicità e sopravvivenza, non riusciamo più a distinguere la realtà dalla menzogna.

E cosi sacrifichiamo la carne della nostra carne sull’altare di un dio chiamato successo, denaro, prestigio, carriera e onore.

E li plasmiamo o li manipoliamo come se fossero fantocci privandoli di un libero arbitrio che è loro per diritto di nascita.

Conosci te stesso è un libro poetico e al tempo stesso forte.

Un Je d’accuse sugli schemi preconfezionati che:

Governano le relazioni umane nella società moderna ancora essenzialmente ispirate ai valori sottesi al modello tayloristico legittimato dall’illusorio benessere favorito dalla rivoluzione industriale.

E che inevitabilmente inondano la nostra mente convincendoci che il bene superiore coincide con la perdita dei nostri sogni.

Stefano è convinto di poter ottenere ogni beneficio e di acquieterà il suo profondo bisogno di sentirsi realizzato semplicemente seguendo la mappa prestabilita e decisa a tavolino da un genitore che lo usa come una sorta di rivalsa sul mondo.

Stefano deve, Stefano può, Stefano è costretto.

Stefano appare ma Stefano non è.

Stefano esiste ma solo come proiezione del suo genitore.

Non si conosce perché la sua anima è totalmente ottenebrata dai doveri e dalle convenzioni.

Ed è come sempre un trauma, un dolore presente e pesante che gli permette di scalfire la corazza di valori accettati ma mai interiorizzati. Perché sono quelli della società.

Non della sua anima.

E allora la frase conosci te stesso scolpita sul tempio di Delfi, diviene il mantra con cui, oggi possiamo combattere questo strano mondo pieno di opportunità, di tecnologia e di benessere, ma cosi carente di anima.

Conosci te stesso, supera le barriere delle convezioni usa come traghetto il vascello del dolore.

E allora davvero conquisterai il mondo e conoscerai dio.

Che non è altro che la tua anima radiosa e purificata dai troppi devi.

Ma cosi bisognosa di tanti vorrei.

Un pensiero su ““Conosci te stesso” di Michele Cacace, Graus edizioni. A cura di Alessandra Micheli

  1. Gentile Alessandra Micheli, solo ora, per caso, mi sono imbattuto nella sua recensione sul mio primo romanzo “breve”. Non avrei saputo fare di meglio. Scrivere è per me solo un modo per condividere un’esperienza interiore, un’emozione, un sussulto dello spirito, che il lettore potrà reinterpretare secondo le sue corde, le sue inclinazioni, il suo vissuto. Non ho mai avuto la presunzione di lanciare messaggi di valore assoluto, e se questo accade è solo perché lo spirito si esprime attraverso un linguaggio universale e trascendente, perché lo spirito è dentro la storia, ma è fuori dal nostro tempo e partecipe dell’eterno. L’uomo è di passaggio sulla terra, ma ha in sé la scintilla dell’eterno, un privilegio che troppo spesso subisce le mortificazioni del quotidiano. Grazie di cuore!

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