“Fallow. Whiborne e Griffin #8” di Jordan L. Hawk, Triskell edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Mai come stavolta la Hawk è riuscita a conquistarmi.

Questo è a parer mio, il libro più bello della saga del mio amato Percival e del buon Griffin.

E lo affermo perché semplicemente in questo testo si rivela la vera natura di Widdershins e si comprende come essa divenga luogo del cuore per molti di noi.

Ho sentito un sacco id pareri su questa saga, chi ne esaltava l’adrenalina, chi il mistero, chi la storia d’amore delicata e al tempo stesso passionale. Ognuno aveva i suoi motivi e trovava in questi libri quello che da sempre cercava.

Atmosfere, sentimenti, avventure, amicizie, denunce sociali divertimento, emozione.

E mi chiedevo come poteva un libro solo, scatenare tutte queste differenti idee che però convergevano in una sola grandiosa verità : tutti noi ci sentivamo parte di questa fantomatica Widdershins.

Tutti noi sapevamo che prima o poi saremmo tornati a appartenerle.

E allora ho compreso come, al pari del mondo di alice, di quello dei Faeries, Widdershins non è altro che uno di quei luoghi del cuore, siti nella nostra anima profonda che contiene un po’ tutto e il contrario di tutto.

Amore, sogni, misteri arcani, voglia di numinoso, di stupore e di avventura.

Ma anche di giustizia, di etica e di orgoglio per essere creature a metà tra cielo e terra.

Allora ho compreso che Griffin e Perceval non sono altro che parti di noi, amabilmente inseriti dalla maestria della Hawk.

Cosi come Chritine e Iksander.

Cosi come la dolce e spaventosa Persephone o la signorina Parkhurst.

E in questo mondo che è profondamente mio, profondamente nostro avvengono tutte le cose impossibili che Alice rinnegava: i mostri non sono mostri e gli umani sono coloro da temere.

La magia è cosa normale e chi la nega è semplicemente uno sciocco.

Che possiamo convivere con esseri di altre dimensioni e unirci tutti per impedire che gli orrori ci rendano schiavi, che il potere ci renda schiavi. Che il Malestrom non è altro che il vortice che ci ha chiamato a se e ci ha dato coscienza e tramite noi esso conosce e ama il mondo.

Widdershins è il luogo dove non viaggia la corruzione nonostante i suoi strani sibili di notte, quelle ombre deformi che ridono felici, con quelle nenie armoniose che si levano assieme al vento.

Dove il cimitero non è un luogo da temere ma un posto dove si incontra l’incredibile.

Dove lo straordinario viene dal mare solo strofinando un pia tra.

Dove tra gli abissi regnano divinità antiche dormienti e al tempo stesso per nulla terrificanti. Dove possiamo parlare con essere come i Ketoi e le Umbrae e condividere con loro sentimenti di puro amore.

Non è Widdershins il luogo malvagio.

Anzi la Hawk rende uno dei posti meno plausibili il covo della corruzione: un tranquillo, probo, religioso paese del sud, dove la vita scorre regolare e dove si lavora sussurrando il nome di dio tra le labbra. Ma con la mano si abbraccia lucifero.

Ed è allora questo che rende questi libri fantastici: sono i luoghi oscuri dove oscurità non è sinonimo di malvagità.

Ma il negativo resta è fatto dell’umano che non abbraccia l’impossibile e non si muove felice tra flutti e segreti.

E’ il luogo dove non conte se tu sia normale o no, se tu sia dedito alle convenzioni o no.

Se tu sia devoto o virtuoso, o cvile.

Widdershins sceglie chi gli apparitene e lo rende meravigliosamente folle.

Meravigliosamente sano e completamente dedito alle assurdità rifiutate da un mondo che però, ha rifiutato anche l’anima.

E’ chi appartiene a Widdershins che salva ogni volta il culo a noi umani.

Sono i ketoi, le umbrae, gli stregoni e le donne controcorrenti che lottano per la libertà.
Sono Griffin e Percival dall’amore colpevole agli occhi della società perbene, a insegnarci il valore dei sentimenti.

E cosi ogni volta che un libro esce, noi siamo attratte come falene dalla luce.

Rischiamo forse di bruciarci, ma non ci importa

E forse era quello il vero segreto. Coloro che sceglieva erano imperfetti, erano spezzati, erano feriti. Ma loro, noi, io… avevamo comunque un valore.

Grazie per aver scelto anche me, spezzata, imperfetta, sofferente.

Ma ancora capace di sognare e abbracciare l’impossibile.

***

Per te

Che all’impossibile hai sempre creduto

e hai insegnato a me ad essere una folle ribelle

Tu che mi aspetti alla nostra personale Widdershins

Magari con una tazza sbeccata di te

e un cappellaio matto che ti fa gli indovinelli

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