“Ancora pochi passi” di Gabriele Farina, BuendiaBooks. A cura di Patrizia Baglioni

ANCORA POCHI PASSI scritto da GABRIELE FARINA e pubblicato da Buendia Books, è una novella breve ma estremamente intensa, adatta ad offrire uno sfondo all’ultimo film di Pupi Oggiano.

La vicenda ha inizio con una evocazione, un’elegante signora brucia quattro fogli, in ognuno di essi è celato un nome.

Dopo qualche minuto nella città risuonano i passi dei quattro, con abiti di un’epoca antica e portamento misterioso si avvicinano alla stessa casa.

La donna li aspetta e li fa sedere, ma qualcuno di più potente li osserva nascosto nell’oscurità.

Una dopo l’altra le storie vengono narrate, sono gli stessi a raccontarle con dovizie di particolari, quelli più cruenti, così come la sofferenza delle vittime, sono calcati di proposito.

Fieri, espongono i dettagli di come abbiano plagiato e convinto i propri bersagli ad uccidersi, come demoni essi si sono insinuati nella fragilità della loro psiche per convincerli che non erano abbastanza bravi, belli o ricchi. Come demoni appunto, perché essi questo sono, Demoni con lo scopo di celebrare il male.

Lilith colei che li ha chiamati, li guarda con disgusto, i quattro esseri che non fanno che oltraggiarsi e schernirsi non si rendono conto che il loro tentativo è fallito.

La profondità della voce che li raggiunge, li raggela eppure essi sono fatti di fuoco, ma colui che è loro superiore, li conosce fin troppo bene, questa era la loro ultima possibilità di dimostrare il loro valore.

Il male è dunque questo?

Esso ha vinto?

Gabriele Farina ci racconta una storia in apparenza semplice dai suoni conosciuti, la battaglia tra bene e male e la sofferenza umana.

Eppure una voce più profonda ci suggestiona, e non è quella del Diavolo, protagonista delle pagine, ma della nostra coscienza.

Spaventati di incontrare in essa i nostri demoni, quanta paura abbiamo di non riuscire a dominarli?

La narrazione dello scritto è scorrevole, lo stile accattivante, le pagine vengono gustate e l’epilogo soddisfa pienamente le attese.

Il testo è impressionante per il turbamento che suscita nella sua brevità. Chiuderlo significa tenerlo ancora tra le mani, in modo da trattenere tra di esse le emozioni, elaborarle e posizionarle nel proprio mondo, che sia di brace o di etere, sta a noi deciderlo.

***

GABRIELE FARINA, nato a Torino è laureato in Storia del Cinema, è tra i fondatori di Quotidiano Piemontese, ha ideato la Biblioteca Condivisa di Mirafiori Sud e nel 2007 inventò, con un colpo di genio rimasto ineguagliato, Videomarta. Blogger dal 2005, si occupa di cinema e letteratura e organizza con Pupi Oggiano il Torino d’Argento Tour Locations. Ha condotto in radio La corazzata Cotionkin. Scrive su siti, giornali, riviste, quaderni e se capita anche sui muri.

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