“La strana morte di Evie White” di Jenny Blachhurst, Newton Compton editore. A cura di Alessandra Micheli

La prima cosa che si può dire di Evie White è che sconvolge.

E non solo a livello emozionale ma anche l’orgoglio di chi, tronfio, avvezzo ai libri thriller si approccia con una sicumera eccessiva.

Perché nulla nella strana morte di questo personaggio è quello che sembra.

Tanti sono i misteri e tanti sono i soprusi.

Per non parlare di un sottile ma pesante senso di claustrofobia.

Quello che ci fa restare a bocca aperte, però, non è tanto la tensione necessaria a un thriller psicologico.

E’ il capovolgimento dei ruoli.

Se state cercando un libro in cui buoni e cattivi, vittime e carnefici sono nettamente definiti, questo non è il libro per voi.

Perché nelle parole di una delle protagoniste, Rebecca, si avverte subito una nota stonata.

L’amicizia di due ragazze entrambe con vuoti da riempire non è affatto tenera.

Direi inquietante.

Direi oppressiva.

Direi..sbagliata.

E cosi attraverso i ricordi, con analessi che ti annegano per la loro forza evocativa, la storia si snoda in tutta la sua terrificante durezza.

Nulla è sottinteso.

E’ tutto scritto, servito al lettore affinché si faccia la sua personale idea.

E ci sarà chi compiangerà la povera ricca ma solitaria Evie.

Chi invece si sentirà attratta dalla maldestra quasi evanescente Rebecca. Che appare offuscata proprio dal carisma della sua migliore amica. Eppure…Evie ha bisogno di Rebecca più di quanto noi possiamo pensare.

Se apparentemente detiene la sua anima, in realtà tutto questo “morboso” attaccamano è una richiesta profonda di amore.

Per Rebecca è quasi un modo per vedersi, riflessa negli occhi azzurri e ghiacciatati in un dolore mai sopito di una ragazza che, apparentemente ha tutto.

Ma che in fondo, e non tanto in fondo non ha nulla.

Ha solo occhi speciali con cui osservare il mondo, occhi che una società ottusa, rigida e troppo legata alla convenzioni si ostina a voler chiudere. E Rebecca è l’altra parte del cielo di Evie.

L’altra faccia della luna.

Figlia di una famiglia modesta epura caotica e piena di amore, resta un ospite in tutta quella serenità.

In ogni ricordo familiare, infatti, Rebecca è sempre ai margini, come uno errore a margine di un bianco foglio perfetto.

E cosi che vive la sua vita, fino a che occhi speciali si posano su di lei. E accade il solito miracolo: due anime che si osservano e si intrecciano, fino a che, in fondo è difficile capire dove inizia l’una e finisce l’altra. Però.

Non lasciamoci ingannare.

In fondo è sempre un thriller.

E quindi dietro la benedizione, come ci insegna ogni sacro studio, si cela sempre l’altra faccia: una maledizione profonda.

Che si insinua tra le pieghe di un tempo passato si assieme, cercando di sanare le cesure create da altri, o da l’incapacità di diventare protagonista.

E questa oscurità piano piano invade questi spazi, fino a prendere possesso di un anima in particolare.

Chi sia tra Rebecca o Evie il destinatario della maledizione, dovete scoprirlo da soli.

Io posso solo dirvi che è un libro speciale, bellissimo e oscuro.

Un libro che non si scorda facilmente.

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