“La dieta delle prime volte. Storia di una rinascita” di Matteo Gentili. A cura di Patrizia Baglioni

Che l’immagine sia importante non è un segreto. La sociologia ci spiega che la prima impressione che noi abbiamo di una persona si basa sull’aspetto fisico, più esso èaggraziato e proporzionato migliore sarà il nostro giudizio.

Ma noi non siamo il nostro corpo, anche se spesso il corpo si impossessa di noi.

È il caso di Matteo Gentili che con sensibilità ed onestà riporta la sua storia di crescita e convivenza con la sua obesità.

La dieta delle prime volte racconta di Matteo e di tanti altri che fin da piccoli trovano nel cibo più che un sostentamento, una via di consolazione entrando in un vortice di isolamento e paura.

Il meccanismo si innesca automaticamente quando parenti e amici con cruda ilarità fanno notare a un Matteo bambino la sua fisicità. Strano, fino ad un attimo prima il piccolo si sentiva un bambino come tanti, e poi quella normalità scompare lasciandolo solo grasso.

Quel modo di essere indicato, lo fa sentire strano, sporco, anormale e rifugiarsi nel cibo diventa abitudine.

Crescere ed essere un bravo ragazzo, studioso e ligio al dovere non basta, ormai il corpo si è preso la sua esistenza impedendogli di vivere come i suoi coetanei.

Non può passeggiare perché lo sforzo di sostenere il suo peso è notevole, girare in centro dove tutti sono curati e alla moda lo imbarazza, entrare in un negozio di abbigliamento è umiliante, diventa impossibile seguire una conferenza perché inizia a sudare copiosamente.

Matteo che ormai ha terminato l’università e si approccia al mondo del lavoro, inizia a sentirsi sempre più stretto in questa dimensione, ha già provato un paio di volte a mettersi a dieta, ma ha sempre fallito.

A far precipitare il suo umore ci pensa ancora una volta la sentenza di una donna, anzi di una Stronza, così il giovane la rinomina, che in un’anonima sala d’attesa, dice ad alta voce che lei gli uomini grassi non li ha mai sopportati.

Non è la prima volta che si sente chiamare così, ma quelle parole hanno la forza di uno schiaffo.

Matteo scappa dalla stanza e dalla situazione, come sempre, ma stavolta fatica ad uscire da uno stato depressivo in cui si sente impotente.

Un giorno deve seguire una conferenza a Rimini, nonostante sia giugno il tempo è piovoso.

La sala è vicina al mare che quel giorno sembra chiamarlo a sé.

Matteo ascolta la voce delle onde e si avvicina sempre di più, il mare in tempesta sembra volerlo risucchiare ma un profumo lo blocca.

È quello di Iris, una conoscenza del passato che non c’è più, una persona che aveva visto Matteo e non la sua fisicità, facendolo sentire apprezzato. Iris lo sfiora col vento di Rimini, con il suo profumo, e su quella spiaggia la vita di Matteo riacquista valore.

Con determinazione decide di chiamare un nutrizionista, con fatica si pesa dopo tempo immemore, e inizia la sua dieta.

La prima di tante prime volte, perché con il nuovo regime alimentare il giovane prende coscienza di tutto ciò che aveva escluso a causa delle sue paure.

Esatto, non a causa del suo corpo ma del timore di affrontare le sfide più semplici come guidare o mettere le lenti a contatto.

Il Matteo ciccione, quello che lo vorrebbe timoroso e scoraggiato, attaccato al frigorifero, è sempre in agguato e ogni giorno sfida il Matteo che invece vuole essere libero e finalmente felice.

Un’autobiografia veramente sentita, che mostra come il coraggio e la volontà possano veramente aiutarci a cambiare.

La narrazione è scorrevole e corretta, l’autore racconta nel dettaglio la propria esperienza ritornando spesso su alcuni episodi, ma questo non inficia la linearità della storia.

Testo motivante e commovente che lascia nel lettore sentimenti positivi e soprattutto stima per l’autore che ha voluto far partecipi tutti noi della sua storia, un’altra prima volta ben riuscita.

Bravo Matteo!

***

Matteo Gentili insegna Lettere, nutre grande interesse per la civiltà classica, per la storia letteraria e sociale, per le lingue moderne europee e semitiche. Estroverso, sensibile e incline all’introspezione, manifesta fin da giovanissimo la sua passione per la scrittura, partecipando a concorsi letterari. Una mattina di giugno del 2018 Matteo ha deciso di dare una svolta alla sua vita. Da quel giorno nulla è stato più come prima.

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