La rubrica Misteri e enigma presenta “Il calendario Nuragico”. A cura di Alfredo Betocchi

La Sardegna è una delle regioni italiane più originale. Bellissima terra di splendide spiagge e aspre montagne e panorami mozzafiato, ha pressapoco la forma di un quadrilatero. Nonostante la recente soppressione delle Province, la Sardegna ha visto nascere quattro nuove entità: Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio. Questa terra fu abitata sin da epoche preistoriche da genti provenienti dalla Penisola Italica ma originari del vicino Oriente. Vivevano di agricoltura e allevamento e risiedevano prevalentemente in grotte naturali o ripari sotto roccia, utilizzati anche come luoghi di sepoltura. Lentamente, verso il 2500 a.C. nacquero insediamenti abitati all’aperto. Verso il 1500 a. C. comparvero i primi nuraghe che settecento anni dopo vennero dotati di imponenti torrioni raccordati da cinte murarie a formare vere e proprie fortezze. Il nome dell’antica Sardegna pare essere stato ICHNUSA (si, proprio come la famosa birra!). I suoi abitanti erano chiamati generalmente SHARDANA e lasciarono testimonianze abbondanti e innumerevoli testi su incisioni rupestri e su pietre. Gli isolani, a causa dell’avarizia della loro terra si misero sul mare, diventando presto il terrore dei popoli circostanti. Ma non furono solo predatori ma anche ottimi mercanti e valenti mercenari. Oggetti di artiganato sono stati trovati perfino in Siria e in Egitto. I suoi indomiti guerrieri furono utilizzati come guardie del corpo dai faraoni che li citarono sulle iscrizioni geroglifiche, come fece Ramesse II a Karnak. Questo popolo così apparentemente selvaggio era in realtà profondamente religioso e attento alla natura che lo circondava creando un calendario. La straordinaria scoperta di questo antico calendario di 4000 anni è stata fatta da Leonardo Melis in contemporanea con un altro studioso, che già aveva decodificato l’”Abaco” degli Inca e il loro sistema di calcolo. Esso fu usato parallelamente da altre genti aventi la stessa origine del popolo che allora abitava la “Ichnusa”. Fra tutti: i Celti, col cui calendario si sono trovate incredibili somiglianze. Soprattutto col calendario festivo annuale. ARRODAS DE TEMPUS l’appellativo usato da Nicola De Pasquale, questo il nome dello studioso che ha il merito della sua decodificazione.
Nell’immagine si vede una “Pintadera o Ruota delle stagioni”Sa pintadera” rappresenta uno dei simboli della Sardegna. Monile in terracotta o ceramica di forma circolare. Sul suo significato esistono diverse teorie. Alcuni studiosi pensano si tratti di una raffigurazione astrale utilizzata come calendario in epoca nuragica. L’altra foto ritrae la “Pietra di Nurdole”, in cui è stato ravvisato il calendario delle feste agricole e pastorali rapportate alla Luna e al Sole interpetato da Federico Melis. Quest’ultimo schema o “ruota” corrisponde alle festività nel calendario dei Celti raffigurato nello schema in basso con segnate le feste. Le feste lunari, più importanti, formano la “croce” e quelle solari formano la “X”. Qui c’è pure un raffronto con le feste cristiane che cercarono di sovrapporsi, riuscendoci un parte.

FESTE CELTICHE e SARDE

LUNARI:
BELTANE (1° Maggio) = S. EPHIS (in Sardinia le feste hanno preso nomi di santi Cristiani)
LUGHNASAD (Agosto) = ARDIA e le varie feste equestri, candelieri… intitolate all’Assunta
SAMAIN (2 Novembre = SAS ANIMAS (il culto dei Morti. Le usanze sono identiche in sardinia )
INBOLCH (genn. Febbraio) = FESTE DEI FUOCHI (oggi intitolate a S. Antonio)

SOLARI: Solstizi ed Equinozi. In Sardinia hanno preso nomi Cristiani, ma le celebrazioni sono rimaste intatte.
21 Marzo: A Pasqua il rito del sacrificio del primo nato e l’offerta del germoglio di grano (Nenneri) dedicato una volta a Baku-Dioniso.
21 Giugno (LAMPADAS). Oggi S. Giovanni. Una volta dedicata all’iniziazione dei giovani. Accompagnati dal “Santuauanne”, il Padrino, i giovani si cimentavano nel salto del fuoco.
21 Settembre (Capodanni). Inizio dell’anno agricolo con “Sos akkordos”. Si stipulavano i contratti per la gestione di un campo o di un gregge.
21 Dicembre (Paskixedha)… Le celebrazioni antiche non figurano più, soppiantate da una celebrazione tropo importante per il Nuovo Culto: Natale. I sardi lo considerano una “Piccola Pasqua”, quindi una “Piccola Rinascita”. Effettivamente il sole comincia nuovamente ad allungare le giornate.

Innumerevoli sono le notizie di meraviglie da poter riferire su questa misteriosa terra che ha lasciato testimonianze antiche come nuraghe, tempietti, tombe giganti o ipogee, parchi archeologici come quelli di Tharros (Oristano) e di Seleni (Lanusei) come pure dolmen, cave e pozzi sacri. Purtroppo lo spazio tiranno mi impedisce di dilungarmi. Spero che questo piccolo spaccato di notizie abbia messo curiosità ai lettori che non hanno mai visitato questa terra favolosa e li induca, in tempi più favorevoli a visitarla.

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