“The promise. Prequel” di Alessandra Paoloni, Segreti in Giallo edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Ci sono persone che mi chiedono, quando parlo di talento, ma cosa sarà mai questo sostantivo che invochi in modo quasi ossessivo?

E io mi trovo a dover spiegare il significato del talento: fuoco che si sprigiona dalle pagine, la capacità di rendere vivo un personaggio, la possibilità che il libro scavalchi i secoli e divenga eterno.

Il talento è un idra dalle mille teste, potete mozzarne una ma un’altra sarà pronta a rinascere.

Eppure come i mostri dei nostri incubi, esso può essere custodito in un cassetto di una antica scrivania, di uno scrittorio dimenticato in soffitta e esistere, si, ma nell’invisibilità.

E spesso il talento viaggia in incognito, sussurra con una voce flebile ma spera, desidera, che qualcuno lo ascolti e parli con lui.

Talento è quello di appassionare anche in questo silenzio.

Di trovare chi tra le pagine trovi la porta che conduce nel regno dove i significati, gli archetipi e le tecniche letterarie sostano.

E aspettano.

E cosi mentre leggevo the promise, un semplice prequel, il talento mi ha fatto l’occhiolino.

E ha iniziato a raccontarmi la storia nella storia.

Eppure sono poche pagine, e dovrebbero lasciare quasi un eco flebile nel nostro cuore.

Ma con la Paoloni non è mai cosi.

Lei non può essere eco ma grido.

Lei è il canto che ti accompagna fino all’ultima pagina e in fondo non si spegne mai.

Nessuno dei suoi libri si può dimenticare.

Risuona sempre ogni volta che leggi anche altri libri.

Ti accompagna lungo la strada e si insinua nei sogni.

Pertanto, the promise non è un prequel.

E’ un libro intero che semmai ti lascia l’ardente delirio di doverlo divorare, assaporare e stringere tra le mani.

Perché sai che c’è altro da raccontare, altro da immaginare, un altro mondo da scoprire.

E quando poche pagine divengono forti e eterne come un libro completo, quando non ti lascia la curiosità, ma semplicemente il marchio che ti fa appartenere a quel mondo, ecco il talento ti sta parlando.

Già dalla prima pagina è tutto chiaro: un mondo che è accennato eppure tu lo riconosci perché fa parte del tuo bagaglio culturale si palesa davanti agli occhi.

E un patto di quelli potenti, anzi no una promessa inizia a richiamare dentro di te un altra ancora più antica fatta con quella terra che oggi calpestiamo con prosopopea e con arroganza.

Una terra che semplicemente ci chiede di tornare ad amarla.

Di tornare a essere suoi figli da proteggere a cui insegnare valori eterni come rispetto, responsabilità, cooperazione e amore.

E cosi in quelle pagine già il tuo cuore vibra.

E inizia a tornare a ricordi di quando bambina ti sembrava di vedere la terra respirare.

Ti sembrava di vedere la luna sorridere.

E allora non posso far altro che aspettare il capolavoro della Paoloni. Tornando a chiedermi come può una scrittrice essere una maga di questo calibro.

Un apprendista stregone capace di scrivere, con l’inchiostro della sua anima non solo le sue storie.

Ma anche le nostre.

Col mio cuore di matita correggerò
Gli errori fatti dal tempo
E con passo di guardiano controllerò
Che si fermi o che avanzi più lento

Ci sarò e non ci sarò, ti parlerò
Con ogni fragile accento
Sarò traccia sulla neve, neve sarò
Mi dirai di sì o mi dirai di no

Sul manoscritto l’inchiostro sarò

E mi avrai nero su bianco

Branduardi

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