Eccoci giunti alla fine dello spettacolo..Spettri si inchinano e ringraziano. E vi lasciamo con “il pane dei Morti” di luigi Carrozzo, Dark Zone. A cura di Barbara Amarotti

“Lasciaci entrare”

Siete in casa vostra, dormono tutti meno voi.

A un certo punto una voce, una richiesta perentoria: lasciaci entrare, seguita da un tentacolo che s’infila da ogni pertugio, entra da ogni fessura, pronto a ghermirvi.

Che fate?

Fuggite o accettate la lotta?

Ecco, ora che siete entrati (è proprio il caso di dirlo) nel cuore della nostra storia è il momento di conoscerne i protagonisti, ma fate attenzione: nulla qui è come sembra!

La vita di Giorgio non è stata tutta rose e fiori, ha fatto delle cose, cose terribili, al soldo di un pazzo che si faceva chiamare il Pastore e che aveva come base un vecchio casolare poco fuori Milano dove torturava le sue vittime fino alla morte.

Ora Giorgio è cambiato, ha un lavoro, una moglie e un figlio, ma il male continua a perseguitarlo.

Qualcosa che, ogni volta che cala il buio, tenta di entrare in casa per distruggere lui e la sua famiglia.

Il suo matrimonio rischia di fallire a causa di Andrea, un giovane affascinante seduttore che da un anno è diventato l’amante di Ilaria, sua moglie.

Infine c’è Nicholas, la sua gioia, il figlio adolescente che, ignaro, vive le tipiche storie della sua età senza rendersi conto dei problemi che stanno soffocando la sua famiglia.

Potrebbe essere una storia come tante la loro, non fosse che uno degli attori ha pianificato ogni cosa per vendicarsi.

I fatti precipitano quando Nicholas scopre per caso il casolare e, insieme al suo amico Simone, decide di esplorarlo.

“Come è possibile che tra tutti i posti di Milano abbiano deciso di andare proprio lì?”

I ragazzi non possono sapere che Andrea li sta seguendo e nessuno immagina che l’uomo conosca bene quel luogo, di sicuro non Ilaria convinta di aver trovato il principe azzurro, e tanto meno Giorgio, che è completamente all’oscuro della tresca.

Per Andrea la vista del casolare abbandonato è un’epifania, tutto inizia da lì e tutto lì finirà.

“Rieccomi a casa”

“Il pane dei morti” è un romanzo gotico a tutti gli effetti.

Il Male, che pervade ogni capitolo, arriva direttamente dall’inferno, quello che vive Giorgio, costretto a passare le notti insonne per impedire agli spettri del suo passato di annientare la sua famiglia.

L’inferno privato di Ilaria, costretta in un matrimonio infelice, che si lancia tra le braccia del primo che le fa credere, illudendola, di volerle dare una vita migliore.

L’inferno, quello reale, che ha trovato dimora nella mente di Andrea, vittima e carnefice, vero deus ex machina della storia.

E l’inferno vero, quello che passa Nicholas, vittima innocente delle scelte altrui.

Non c’è redenzione, non esiste scampo neppure per gli innocenti, il demonio s’infiltra ovunque: dalle tapparelle lasciate appena sollevate, fino ai recessi della mente umana.

Nessuno è al sicuro in una Milano addormentata, dove tutto scorre in fretta tra l’indifferenza generale.

Il buio (inteso come quello dell’anima e dei sentimenti) afferra ogni cosa facendola sua, quasi come fosse una bocca spalancata o l’ingresso di un anonimo casolare di periferia dove ciò che è cominciato deve finire per dare una speranza di riscatto a chi resta.

Infine, una piccola curiosità.

Nella tradizione lombarda il pane dei morti è un dolcetto che viene preparato per il 2 novembre, giorno in cui si credeva che i morti tornassero nelle proprie case.

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