“Omicidio ad alta quota” di Maria Rosaria Pugliese, Fratelli Frilli editore. A cura di Patrizia Baglioni

Ho aspettato qualche ora prima di recensire OMICIDIO AD ALTA QUOTA scritto da MARIA ROSARIA PUGLIESE e pubblicato da FRATELLI FRILLI.

L’attesa ha sciolto le sensazioni rimaste ingabbiate tra le pagine. Mi spiego.

Alcuni libri catturano con il ritmo serrato, altri con personaggi accattivanti, altri ancora con l’atmosfera creata.

Quest’ultima è la più subdola perché non ti lascia uscire dalla storia, ti trattiene nella dimensione del libro.

Ma veniamo alla storia: il Commissario De Santis è un uomo del Sud sposato con la meneghina Laura, ha una figlia e una cagnolina.

In giovinezza aveva pensato alla carriera di avvocato cambiando idea nel periodo di praticantato, in quell’ambiente non si sentiva a suo agio.

Forte del suo credo nella legalità, era entrato in Polizia.

Ora Commissario a Milano si ritrova tra le mani un omicidio ad alta quota, così ribattezzato perchè avvenuto sul volo da Milano verso gli Stati Uniti.

La vittima è uno stilista conosciuto e stimato, è un caso importante, sotto gli occhi di tutti, ma nonostante le pressioni del Questore e della stampa, Nino De Santis procede con i suoi tempi insieme al suo amico e collega Paolo Lezzi.

Ad intromettersi nelle indagini oltre alla curiosa Camy, “la giornalista del giorno dopo”, anche l’atmosfera natalizia di Milano e il freddo che rinsalda i dolori alla cervicale del commissario.

Peccato che non abbia voluto comprare un cappello come gli aveva consigliato sua moglie.

Ed ecco come il libro ti cattura, con la sua normalità.

Abituati a poliziotti scontrosi o enigmatici con collaboratori altrettanto particolari, qui facciamo i conti con mariti e mogli che bisticciano per piccole cose e genitori in ansia per i figli che escono in motorino.

Costante è anche il sentimento di nostalgia che Nino sente verso la sua infanzia e la terra natia, che esterna alla sua famiglia con i racconti delle tradizioni e delle feste.

Persino la vittima, persona in vista, era un uomo semplice, piuttosto che fidarsi di banche e avvocati aveva affidato i suoi segreti agli amici più cari, che condividevano con lui l’amore per l’arte e l’origine Toscana.

I mesi passano e le indagini procedono verso la pista giusta quando l’omicidio di un cinese scombussola le carte, sembra non ci sia una connessione con il primo caso ma De Santis non è convinto, qualcosa sfugge, così come nel suicidio di una modella che conosceva lo stilista Giosafat Godi.

Sarà coinvolto il personal trainer che conosceva “intimamente” entrambi e che è la fotocopia di Clint Eastwood?

I pezzi del puzzle sembrano allontanarsi uno dall’altro, non per il commissario De Santis.

Egli aspetta paziente una mossa falsa dell’assassino che arriva in un finale rocambolesco che tutto spiega.

Un libro ben scritto, ricco di descrizioni evocative, la narrazione è scorrevole ma sentita e resta il gusto di rileggere più volte alcune frasi per fermarle nella memoria.

Come per il racconto, dove gli indizi apparentemente casuali trovano una traccia comune, così i riferimenti all’arte, all’architettura e alla letteratura ritrovano unità in un’opera di qualità dove l’indagine non è l’unica storia. Anche se le tinte del libro tendono al noir, prevalgono i toni del giallo e possiamo dire con certezza che la casa editrice FRATELLI FRILLI abbia centrato un’altra volta il bersaglio.

Per adesso grazie, ma ne aspettiamo ancora!

***

Maria Rosaria Pugliese vive e lavora a Napoli. Ha pubblicato il romanzo Pazienti smarriti (1a ediz. Robin, 2010, 2a ediz. Homo Scrivens, 2016), classificatosi al terzo posto Premio Domenico Rea (2011), finalista al Premio Giovane Holden, al Premio Salvatore Quasimodo, e semifinalista nel concorso “What Women Write” indetto dalla Mondadori. Nel 2014 ha pubblicato Carretera. Quattordici storie strada facendo (goWare Edizioni). Con Fontaine blanche (Homo Scrivens, 2017) è stata finalista, nella sezione inediti, al Premio Bukowski 2016. Ha partecipato all’antologia La gola (Giulio Perrone Editore, 2008). È tra gli autori dell’Enciclopedia degli scrittori inesistenti (1a ediz. Boopen Led, 2009 e 2a ediz. Homo Scrivens, 2012). Con la poesia Scetate Benino, si è classificata al terzo posto nel concorso nazionale “Sinfonia Dialettale”. Premio Eccellenza Letteratura Nazionale Lecce 2018. Premio Megaris 2019.

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