Anteprima Newton Compton: “I grandi delitti di Roma Antica” di Sara Prossomariti. A cura di Sonia Morganti

La Storia, si sa, è sporca di sangue. La linfa degli uomini parte dal cuore per animarne le azioni, ma spesso macchia le pagine della loro vita.

Ogni omicidio, al di là degli aspetti etici, può essere considerato come specchio di una fetta di società ed espressione di un determinato moto umano. In ultima analisi, può essere una via e uno strumento per leggere la Storia, interpretarla e ripercorrerla.

Il saggio “I grandi delitti di Roma antica” – opera di Sara Prossomariti, edita dalla casa editrice Newton Compton – sceglie questa chiave di lettura per raccontare di Roma e della sue vicende.

D’altronde, il luminoso impero di Augusto è nato su un fratricidio. E da lì l’autrice prende le mosse: Romolo uccide Remo, reo di aver varcato il confine sacro dell’Urbe appena nata, sfidando l’ordine degli dei, degli uomini e diverse altre cose.
Si prosegue così, raccontando il procedere delle epoche attraverso i fatti di sangue che in essere si sono verificati e che, a volte, le hanno persino contraddistinte.

Si analizzano omicidi eccellenti – come la morte dei Gracchi e la congiura contro Cesare – e altri meno conosciuti. Tra le pagine, nel ruolo di vittime e carnefici, si alternano anonimi schiavi e avvelenatrici immortalate dal disprezzo sociale, complesse macchinazioni e femminicidi dalle dinamiche tanto immediate quanto, purtroppo, attuali. Non manca il linciaggio di Ipazia, un delitto a sfondo religioso che fu criticato già all’epoca e che ha destato imbarazzo ancora qualche anno fa, all’uscita di un film che lo racconta con eleganza.

La ricerca dei moventi diventa spunto per un viaggio attraverso la società romana, che segue proprie dinamiche complesse ed è regolata da un sistema giuridico peculiare e maturo. Natura umana eterna, meccaniche sociali precipue e diritto sono la lente d’ingrandimento dell’investigatore: testimonianze di autori antichi e analisi di studiosi moderni si alternano nella ricostruzione della scena del delitto in cerchi sempre più ampi, fino a delineare il mondo in cui è avvenuto il crimine e i suoi protagonisti.

Il linguaggio è pulito e incalzante; il tono giornalistico marca con domande dirette il passaggio da un argomento all’altro. Interessante la presenza – oltre che di quella completa a fine volume – di una piccola bibliografia al termine di ogni capitolo, che elenca le fonti usate per ricostruire e inquadrare il fatto appena analizzato.

E così vicende di sangue finiscono per dipingere un mondo che cambia: da Tiberio a Costantino, da Livia a Ponzia, dal Nilo dorato di Antinoo agli ergastula degli schiavi di campagna il fiume della Storia trascina con sé vittime e carnefici, sciogliendo le differenze e consegnandoci il ritratto di un mondo vivo, simile al nostro nella sua controversa, imperfetta fragile umanità.

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