Review Party: Simon Scarrow,”Il Traditore di Roma”, edito da Newton Compton. A cura di Barbara Amarotti.

Roma, 56 d.c. La guerra tra parti e romani è ormai imminente. Per rallentare l’attacco Quinto Licinio Catone (tribuno di Roma) è inviato in una missione diplomatica nell’ostile Partia, con il compito di negoziare la pace presso il re Vologase. Allo stesso tempo il suo amico Macrone è a capo della legione che accompagna il generale Corbulone a sedare una rivolta presso il confine.

Catone, nella sua missione, è affiancato da Apollonio, un greco dalle mille qualità, fedele di Corbulone e da Flaminio, un ex centurione caduto in disgrazia e diventato schiavo.

Quattro uomini uniti dallo stesso destino, fedeli a Roma, eppure uno di loro tradirà l’impero mettendone a rischio la solidità.

Una descrizione storica impeccabile, con personaggi così lontani eppure incredibilmente vicini a noi come Apollonio: enigmatico, esperto d’armi, conoscitore della musica e delle arti, una sorta di Holmes dell’epoca imperiale. O Catone, innamorato del proprio figlio e fedele agli amici, un uomo che conosce il dolore e che tuttavia è rimasto immune alla crudeltà. O, ancora, come Macrone, fedele al dovere a tal punto da lasciare a Tarso la fresca sposa e seguire il suo generale in battaglia. E che dire di Corbulone? Generale romano, amato dalle truppe.

Un romanzo che affascina per i protagonisti, attira con le descrizioni e tiene incollati alle pagine per le vicende che si susseguono senza sosta, capitolo dopo capitolo. Consigliatissimo.

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