“L’accampamento maledetto” di Gianluca Stisi. A cura di Francesca Giovannetti

La quarta avventura del nobile Quinto Valerio Probo ci allontana dagli sfarzi di Roma e trasporta nella fredda e inospitale Dacia, recente conquista dell’Imperatore Traiano.

Il romanzo cattura fin dalle prime righe, avvolgendo nel mistero le sorti di un accampamento isolato in una fredda landa, dove spettri e maledizioni accendono il terrore dei legionari.

A risolvere la situazione viene inviato il nobile Probo, razionale e “allergico” a tutto ciò che riguarda la superstizione.

Un personaggio ben costruito, rappresenta la ragione in mezzo a soldati in balìa di credenze soprannaturali.

Il terreno che trova per far valere le proprie convinzioni è tutt’altro che fertile. Si sa, il mondo romano era profondamente superstizioso e ne portiamo ancora oggi noi qualche traccia!

Il quadro storico è studiato con molta attenzione e descritto con vivacità e immediatezza.

Le condizioni delle province ai limiti dell’Impero sono ben lontane dalla mentalità romana, ma nonostante questo l’autore calca la mano sul bisogno essenziale di convivenza e integrazione: un messaggio assolutamente moderno che arriva dall’antica Roma.

I personaggi secondari son ben descritti e coerenti; spicca su tutti la figura del germanico Ezio Serviano, rude e schietto barbaro alleato di Roma, che intreccerà con il protagonista un rapporto condito da sincerità, ironia e diversità di cultura.

Il giallo si mescola con il mistero, rendendo il testo intrigante e originale. Ma il piacere di questi due aspetti puramente letterari è accompagnato anche da messaggi forti e moderni.

La violenza è uno dei temi trattati con maggiore profondità; vista in maniera semplicistica come la soluzione di tutto, proprio per mezzo del protagonista viene messa in discussione, con forza, a favore della via del dialogo e della diplomazia.

Ma come purtroppo quasi tutti noi abbiamo imparato, al contrario del detto comune, “volere non è potere”, o almeno non sempre.

E lacerato fin nel profondo, Quinto Valerio Probo si metterà al servizio di Roma e dell’Imperatore, fedele a un ideale più grande del singolo.

Un libro che ha molteplici chiavi di lettura, se si è capaci di guardare veramente oltre.

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