“Sotto il sole bastardo” di Sébastien Bianco, Mondadori Editore. A cura di Francesca Giovannetti.

È bastardo il sole, sopra la periferia difficile di Milano, sono troppi i bastardi che stanno sotto al sole. Giacomo “Jack” Montichiari è il protagonista indiscusso del romanzo. Malinconico, scontroso, irriverente e sì, a volte fa uscire la sua “bastardaggine”, frutto di un’infanzia bruciata in fretta in un quartiere degradato.

Ma è un personaggio meravigliosamente impresso nell’inchiostro, una contraddizione vivente  che arriva quasi a struggere il lettore. Prigioniero della routine quotidiana e del suo passato, quasi un ergastolano di sé stesso, implacabile e con una corazza di difesa che solo l’amica Perla riesce, solo in parte, a scalfire.

Ma la complessità di Jack lo costringe anche a vedere oltre, a stupirsi ogni volta, a considerare che nonostante tutto, il buono esiste: in un vecchio datore di lavoro, in un vicino di casa che è un gigante dal cuore tenero, in un ragazzo non ancora maggiorenne cresciuto nel degrado.

E Jack lotta, per tutti loro e in parte per sé stesso: se credi che niente è perduto, forse nemmeno tu lo sei.

Un libro che dilania l’anima nel profondo, mettendo allo stesso tavolo imprenditori senza scrupoli, finanzieri sull’orlo della legalità, bassa malavita e cosche mafiose ben organizzate.

Uno spaccato crudo e impietoso, vero e disarmante.

La trama si dipana e lascia increduli, e alla fine il cerchio si chiude e nello stesso tempo si apre.

Si alza il velo di ipocrisia e patinato perbenismo, si scopre che non sempre nel fango ci sguazzano gli ultimi.

Pieno di temi di scottante attualità di cronaca e sociale, lo stile si avventura cauto su terreni pericolosi e ne esce vincitore.

Crudo e intenso, fa riflettere.

Su ogni aspetto giganteggia la relazione padre-figlio: difficile, dolorosa, a tratti inspiegabile.

Il giovane Emanuele, affidato alla protezione di Jack, lotta contro un padre che può essere definito una bestia e sa di dovere tagliare quella corda che la famiglia gli ha messo al collo, ma a prezzo di cosa?

Le tessere del domino intanto cadono una dopo l’altra e hanno bisogno soltanto di un millimetro per interrompere la loro corsa: in quel millimetro, tutto viene deciso.

Un noir eccellente, che spicca per l’ambientazione e la caratterizzazione dei personaggi.

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