Review party “L’arco degli amori perduti” di Roberta Chillè, Believe edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Mi trovo a ordinare le idee per potervi raccontare, degnamente questo libro.

Splendido credete a me.

Credete a chi i buoni sentimenti li scansa, come in un dribbling forsennato perché li trova zuccherosi, irreali e eccessivamente retorici. Non che non creda al bene. M

a il bene è qualcosa di molto diverso da quello che ci propone la Tv o certi santoni da talk show.

La bontà è connessa alla bellezza, a quella rara capacità umana di essere perfettamente felice di cosa si fa, nel momento presente.

In qualsiasi stagione.

Qulla di chi, ha il raro dono di far nascere il natale dentro di se.

Di chi si accetta, di chi non ha paura del dolore.

Di chi ha il coraggio di sognare nonostante gli anni che passano e corrono via.

E di libri felici ce ne sono davvero pochi.

Ognuno lega la propria serenità all’evento che sta per accadere, alla favola che si sviluppa rendendo il sapore di quella magia stantio come un dolce lasciato troppo fuori.

Ogni libro natalizio se vogliamo definirlo cosi, ha sempre un personaggio femminile che aspetta il principe azzurro, annoiata dalla sua realtà, infelice e insoddisfatta.

E quasi invisibile tanto che è l’amore a farla esistere.

Sapete che rispetto totale ho peri l sommo sentimento cantato dal poeta Dante.

So che l’amore è capace di mover il sole e le alte stelle.

Ma ho un piccolo bagaglio di esperienza che mi ha portato a comprendere come tale emozione non sia la panacea di ogni male.

Ma sia il completamento del tuo percorso.

Che prevede, dunque, un sorta di crescita che arriva all’amore per se stessa e all’amore per l’altro.

Del resto, come possono personaggi annoiati e frustrati, poter amare qualcuno se non amano quel loro volto che si riflette allo specchio? L’amore è una faccenda seria.

Non è il cerotto che nasconde la ferita.

Non è la caramella che fa azzittire il pianto del bimbo.

E’ la gioia dopo la faticosa salita.

Ma anche la gioia durante quella faticosa salita, quando il paesaggio di copre di fiori dai colori strabilianti e di cieli immensi.

Si può essere felici anche nella semplicità.

Senza luci e gloria, senza affanni o vita mondana, senza aperitivi o social.

Ma solo tornando a casa dopo il lavoro che ci piace, anche se non è quello dietro la sedie imbottita di un ufficio all’ultimo piano di un palazzo elegante.

E’ il godere delle piccole gioia come un bagno caldo di schiuma, il sapore ricco del brownie appena sfornato o le fusa di un gatto mentre si legge un libro e fuori nevica.

E’ il calore del cammino e il profumo di mela e cannella nell’aria.

E’ un sorriso e la gioia di regalarlo.

E oggi noi lo abbiamo scordato questo sapore.

Per questo l’arco degli amori perduti non è solo il racconto di un amore che resiste al tempo e alla sofferenza.

Non è quello che ha fatto commuovere questo vecchio cuore di ghiaccio.

E’ il conoscere una protagonista felice come me delle piccole cose che la circondano.

Di quel posto incantato dove le stagioni sussurrano storie.

E’ il lavorar con le mani impastando e dando forma al dolce cosi come è possibile impastare e dare forma alla propria esistenza.

E il rapporto con una famiglia strana ingombrante e bizzarra ma è la tua, famiglia.

E’ il sogno dell’amore perduto che strappa un sospiro di nostalgia forse, ma non ti fa rannicchiare su te stessa.

Lydia è una donna completa.

Lydia non ha bisogno del principe per vivere.

Vive già.

Vive nel suo universo incantato.

Gioendo di cosa fa.

Lydia proprio perché fiera di se, sogna.

E sognando il suo cuore è libero e canta.

Canta cosi forte che qualche dio lassù premia quella sua forza interiore, quella sua saggezza antica, regalandole la ciliegina sulla torta.

Un amore che non ha mai smesso ..non di cercare.

Lei sa, come dovremmo saperlo noi, che prima o poi esso avrebbe attraversato la sua strada.

Come dono e regalo.

Il segreto di questo libro è la magia che abbiamo dentro.

Il desiderio che sboccia e diventa realtà.

Il segreto è di presentarci una donna fuori dai vostri schemi ma vicina ai miei: bella, forte e soddisfatta.

E allora questo è il vero senso del natale.

Non i cenoni.

Non i parenti e i regali.

Non le luci e le strade piene di gente che accumula.

E’ sapere che ogni guerra, specie quella che combattiamo per continuare a tenere il sorriso sul volto…può essere vinta.

E sarà allora natale ogni giorno.

Perché chi spera che darà luce a chi più non lo fa.

Perché chi accetta la morte racconterà a chi vive nel lutto che la vita è più forte della morte.

Per chi ha un amore lontano e sa, che finché lo ama dentro di se, non sparirà mai.

***

Per te

che mi hai insegnato che la morte non esiste.

E’ solo un altra forma.

E che sei qua con me anche se non posso vederti.

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