“Arriva il diavolo” di Linda Ladd, NUA edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Dopo Sorridi e Muori, ero convinta che la Ladd non potesse più terrorizzarmi.

Maniaci omicidi, psicopatici da internare, ragni e serpenti.

Ma ovviamente mi sbagliavo.

Stavolta mi ha davvero terorizzata.

Perché senza saperlo ha raccontato della mia paura più grande, nata dopo la mia testarda ricerca sulle tecniche usate dai servizi segreti americani.

Torture direte voi?

No peggio.

E torture sono sfiancanti sono orribili.

Ma il loro intento è quello che mi terrifica di più: spezzare la mente.

E mentre cercavo di conoscere più possibile di tutti gli orrori che nessun governo vorrebbe che voi sapeste..mi sono imbattuta nell’esperimento Mkultra.

Lo conoscete?

No?

Vi illumino io.

E solamente leggendo il libro capirete perché sia importante conoscerlo.

Denominato inizialmente Project bluerbird (Sialia) e successivamente project artichoke, passò alla storia funesta, quella mano nobile della nostra società con il nome di MkUltra ossia progetto mind kontrolle ultra.

Capite già di che si trattava?

Tecniche di manipolazione mentale.

Era, in sostanza un programma illegale ( visto che cozzava contro i diritti dell’uomo) e clandestino che prevedeva l’uso di droghe e procedure con lo scopo di far confessare prigionieri politici.

O delinquenti accusati di crimini atroci.

Eppure…

Troppo ghiotta era la portata di questi esperimenti, tra parentesi praticati su soggetti inconsapevoli cittadini statunitensi e canadesi tanto che, seppur in odore di illegalità, portò il direttore della Cia Allen Dulles a esternare una lamentela su “non avere abbastanza cavie umane per sperimentare queste straordinarie tecniche”.

Era però cosi pericoloso, cosi atroce proprio perché tendeva a scardinare i meccanismi fragili dell’inconscio che le conseguenze erano degne del peggior horror: la manipolazione consapevole e guidata della psiche poteva creare assassini inconsapevoli, controllare leader stranieri scomodi o addirittura costringere la suicidio testimoni pericolosi. Tanto che nel report del 1957 rivela gli interessi ma sopratutto le poreocucazione del programma:

«Devono essere prese precauzioni non solo nell’evitare che le forze nemiche vengano a conoscenza delle operazioni ma anche nel celare le attività al pubblico in generale. Sapere che l’agenzia è coinvolta in attività non etiche ed illecite avrebbe serie ripercussioni negli ambienti politici e diplomatici..»

Ed ecco che il contenuto e la trama di Arriva il diavolo è dannatamente realistico.

. Quando finalmente Claire scopre ciò che temevano le vittime, si ritrova ormai intrappolata in un gioco mentale con un brillante omicida sadico. E stavolta, c’è un metodo nella follia…

Questa è la trama.

Gioco mentale.

Progetto lucido.

Sadico e metodico.

Il progetto Mk Ultra era un sottile e raffinato gioco mentale in cui si tentava di sostituire a un inconscio personale, cementato da esperienze tattili e umane uniche e personali, una sorta di schema precostituito adatto alle esigenze del manipolatore.

Ma toccando una questione cosi particolare, cosi delicata come la mente umana, tutt’oggi scopetta solo per il 10%, si rischiava di distruggere totalmente la personalità, la coscienza e l’umanità del soggetto.

Tanto da rischiare di avere zombie telecomandati.

Inutili gusci vuoti che vagano nutriti da un istinto basilare per la nostra proba società.

Capite come una possibilità concreta del genere mi terrorizzi.

Io che credo quanto il dolore, i ricordi, persino le esperienze negative siamo la chiave con cui noi possiamo forgiare il nostro essere persone e uomini sono totalmente spaventata dall’idea di essere suggestionabile, preda cioè di esseri senza scrupoli.

E arriva il diavolo è solamente questo.

Qualcuno che si nutre delle altrui fragilità.

Qualcuno che priva le persone della chiave con cui evolversi.

Qualcuno che ritiene le persone solo tasselli inanimati di un gioco.

E cosi ritengo anche stavolta Linda Ladd perfetta.

Ancora più agghiacciante .

E cosi vicina al vero pericolo che ci minaccia e che minaccia la nostra società: quella capacità di omologare il pensiero.

Di renderci semplici burattini nelle mani del mangiafuoco crudele di turno.

Quindi leggetelo.

Perché io vi ho solo raccontato la superficie di un libro che è un manifesto d’accusa contro la nostra distratta e manipolatoria società.

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