“Bestie d’Italia, volume tre” Autori Vari, NpsEdizioni. A cura di Alessandra Micheli

Nella mia modesta e imperfetta tesi di laurea sostenevo una posizione precisa, non autenticamente mia ma presa a prestito dal mitico Gregory Bateson

Quelle produzioni culturali di miti e simboli non sono senza valore, essi trasformano e costruiscono il nostro mondo, i nostri rapporti ed le modalità con cui ci disponiamo ad accogliere l’altro.

E ancora

I miti, le filosofie, le costruzioni sociali in cui la nostra vita è immersa, acquistano credibilità via via che diventano parte di noi. Bateson ci ricorda che è verso questi miti, verso queste attribuzioni di significato, che siamo responsabili poiché questi forgiano il nostro futuro.

Ritengo queste affermazioni scritte nel lontano duemiladue di importanza capitale soprattutto oggi.

Oggi che un certo cinismo materialista con una tendenza tecnocratica invade il nostro quotidiano e si riflette appunto sulle storie che forgiano il nostro essere sociale, c’è un profondo bisogno di riflettere su queste produzioni del pensiero. O per usare una parolaccia ontologiche.

Perché ogni prodotto influenza la socializzazione e il nostro approccio verso il mondo e il modo in cui noi ci sentiamo inseriti, protagonisti o comparse, dello stesso.

Raccogliere storie e miti, dunque non è solo una nostra ossessione o una fissazione di qualche strano essere intellettualoide.

Ogni ricerca etnografica parla delle nostre paure, dei nostri progressi ma anche dei nostri sogni spesso in contrasto con ciò che consideriamo accettabile.

E spesso, ogni leggenda, ogni costruzione mitologica è proprio anti-sistema. Raccoglie un eredità molto più profonda e importante che dal passato attraversa il presente e intesse il futuro: sono i concetti che hanno forse, reso possibile la vita sulla terra, il rapporto con gli altri e persino la scienza.

Si miei cari lettori.

Ogni progresso ha radici che nascono in un epoca indeterminata e mitologica nel modo in cui una divinità costruì vita grazie alla probabilità e al caos.

Oggi in Italia i miti sembrano fiacchi e morenti.

Tanto sostituiti dalle nuove frontiere della tecnocrazia che sostituisce le storie attorno al fuoco con le stories di instangtramm.

Che non sono narrazioni sequenziali, ma fotogrammi staccati dal tutto, virtuosi del contesto e profondamente orfani del significato.

Cosa che invece il mito ha come obiettivo: non inserire tutto in un calderone spesso confusionario di elementi, idee e concetti, ma proporre un fantastico mosaico in cui ogni tassello ha il suo colore e la sua importanza.

Il mito raccoglie, unisce e distingue.

Organizza, propone e aspetta la distruzione perché sa che in fondo i mondi si creano con questo processo straordinario di soleve et coagula.

Ma senza delle basi noi cosa possiamo mai de-costruire e ricomporre?

Ecco che quindi la leggenda particolare della zona italiana, della regione, del piccolo paesino diviene per tutti noi un sorso di eternità e l’opportunità per comprendere o ricomprendere la nostra evoluzione.

Cosa è dunque l’uomo?

Perché te ne curi tu che lassù sembri fregartene di noi?

E il mondo è davvero cosi scontato come la nuova frontiera del progresso ci fa credere?

Carenti di storie reali, di miti grondanti di infinito ci rivolgiamo a volte a altri luoghi, esotici e spesso resi incomprensibili da un peculiare atteggiamento di pensiero.

Eppure..

In Italia abbiamo i nostri folletti.

Le nostre streghe.

I nostri eroi.

Abbiamo draghi dormienti che aspettano solo il principe e a cui dar il tormento. Eppure è proprio quel tormento che farà del giovane implume un eroe a tutti gli effetti.

Abbiamo sogni e ricordi unici e pieni di storia.

Abbiamo un patrimonio folcloristico che racconta molto di noi, una memoria troppo a lungo dimenticata.

Ecco perché Bestie di Italia diviene un po’ la nostra autobiografia.

Con gli archetipi che divengono familiari e l’innovazione che rende davvero reale il solve et coagula.

Ogni autore qua compie la necessaria destrutturazione che è il preludio alla creazione.

Nuovi mondi eppure antichi.

Nuovi mostri eppure familiari.

Storie che si ripetono in una spirale gigantesche che in fondo unisce noi a i nostri avi.

Per non farci sentire soli.

Per tornare a farci sentire parte quel paese speciale, fatto di santi poeti e eroi.

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