“L’aggiustatore di libri” di Michele Bombacigno, Les Flaneurs editore. A cura di Alessandra Micheli

e le parole come musica di seta
mi prendevano per mano,
e mi portavano lontano dove il cuore
non si sente più lontano:
dentro le immagini, nei libri e nella pelle
di chi aveva già vissuto cose tanto uguali a me;
nella follia d’essere uomo e nelle stelle
per andare oltre il dolore più inguaribile che c’è;
e le parole si riempivano d’amore,

Questo è un libro per chi ama quei strani esseri di carta che per molti sono solo noiose tiritere senza senso o significato.

Ma per alcuni, come me sognatori o alieni su questa terra affranta, sono qualcosina in più.

Sono ali per volare incontro alle stelle in quei desideri che in fondo non sono altro che acute emozioni venate di nostalgie, davanti a quel cielo immenso dove dio, quel dio che ci sembra ignoto, gioca a dadi.

E in questi dispari o pari che decidono del nostro umore, il libro è quello stop al tempo, che viene da noi battuto, e congela in instante come se forse eterno, che rende infinito un te con i matti, o un volo verso l’isola che non c’è.

Il libro è la necessità di raccontare e forse raccontarsi con voce lieve e sussurrata. Quella voce che a volte cade inascoltata in quella cacofonia di urla e di spintoni, in quella folla assurda che tenta di salire sul palcoscenico.

E noi siamo li, con un libro in mano a dimenticare il nostro dolore, che ignorato ci siede accanto e legge con noi.
L’aggiustatore di libri non è solo la storia di una libertà ritrovata, ma di un amore che salva, salva dal grigiume di una vita ripetuta sempre uguale, sempre la stessa.

Una vita che ci fa sentire vincenti con le catene ai polsi, con i sogni racchiusi in un cassetto a marcire in solitudine e in silenzio.

E nelle immagini di chi ci dona un pezzetto di se, noi forse siamo capaci di vederci, come se il libro diventasse esso stesso specchio.

E il volto, quello che ci sfugge nella fretta di una vita, diviene quasi un sogno tenuto per mano.

E’ il volto di un folletto, o di una principessa vestita cdi stracci.

Di un pierrot che piange di nostalgia.

Di un guascone con il naso grosso che non ha paura di sfidare consuetudini, idee e persino ( perché no ) follower come orde di demoni.

L’aggiustatore di libri è l’uomo che ha scoperto come non serva la spada per strappare la copertura di cartone al cielo.

Basta un libro da amare, amare cosi forse fino a sentirsi male.

Da stringere a se, perché è l’amico che ti accompagna lungo la strada o il confessore in notti truci, troppo scure persino per la luna.

E cosi non si parla affatto di editing, o di altre amenità moderne.

L’aggiustatore è colui che ama cosi intensamente la parola da stringerla come una fata nelle mani callose e cospargerla di baci per farla sbocciare.

Per voi che pensate la libro come uno status, che considerate la lettura una sorta di onorificenza, che per voi è solo un elemento di una foto o di un trend o di una polemica, l’aggiustatore vi mostrerà quello che io stessa non riesco a farvi capire. Che il libro è ossa, sangue e sogno.
Che è lacrima e sudore ma quello buono, quello che ci cosparge la fronte dopo aver scalato la montagna.

Non mi sono mai sentita cosi compresa come con Michele.

E forse oggi, oggi che la troppa mondanità quelle luci eccessive mi feriscono gli occhi mi sento di abbandonare questo mio silente e urlante amico, è l’aggiustatore che non aggiusta solo libri.

Ma anche quel mo core troppo pieno di cicatrici.

Che solo con quella carta stampata o con quello schermo virtuale mi racconta del perché le cicatrici sono il segno dei coraggiosi.

Di chi non abbassa la testa di fronte le sfide.

Perché sa che poi una mano solerte e benevola accarezza ogni stappo e lo ricuce.

Voi, voi che non conoscete davvero ,l’amore per un libro, vi prego leggetelo.

E comprendete come per noi pazzi, folli assurdi ossessivi amanti della parola esso diventi al tempo stesso demiurgo e ristoro.

***

Per te Laura

che ami come me libri.

E insieme conosciamo la strada che porta al regno segreto.

Grazie per accompagnarmi per questo tratto, spesso tortuoso di vita.

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