“L’eroe di Eleanor” di Jill Barnett (Traduzione di Isabella Nanni). A cura di Raffaella Francesca Carretto

Siamo in dicembre, in prossimità delle feste natalizie, e allora perché non immergersi in queste atmosfere anche grazie a un libro, un romanzo magari, una lettura che nell’atmosfera natalizia ha il suo filo conduttore, e ci conduce in un viaggio breve e intenso fatto di qualche decina di pagine e carico di sentimenti, di amore e perché no, anche qualche risata.

Ebbene, questa novella di fatto è un romanzo breve, dalla trama ben strutturata, che ci trasporta nelle atmosfere natalizie di una New York di fine Ottocento, innevata, vivace e multietnica. Una storia ricca di colore, perché nella sua vivacità ci conduce in una storia d’amore che, chissà, forse per l’epoca in cui si svolge è fuori dal coro, oserei dire anche inusuale…eppure è l’amore che conta, o no?

Quanto può contare la differenza di età in amore? Per uno dei protagonisti, tanto. Forse troppo, perché proprio la differenza di età che c’è tra lei e Conn, spinge Eleanor a non cedere immediatamente alle ragioni del cuore.

Connaich Tobias Donoughue è il protagonista maschile di questo romanzo breve, è irlandese, ha 32 anni, ed è un pugile, un ex pugile in realtà, un campione, che è anche proprietario di una palestra nella New York del 1898, nel pieno fermento delle feste di Natale.

Eleanor Rose Austen è la proprietaria dell’immobile in cui Conn ha la sua palestra e la sua casa. Eleanor ha 40 anni ed è single. Dopo la morte del nonno ha ereditato le sue proprietà, e decide di abitare al quarto piano dell’immobile ereditato. L’immobile dove Conn ha la sua palestra, e la sua casa..e che lui ha occupato su tutti i piani sfruttando gli spazi dei piani superiori anche come deposito per gli attrezzi della palestra.

Sin da subito si percepisce una certa tensione tra i due attori principali, c’è un gioco delle parti, un botta e risposta tra i due che sottende a qualcosa di diverso dalla “semplice” ostilità.

I dialoghi tra i protagonisti, e anche tra un po’ tutti gli attori del libro, sono vivaci e veloci, come veloce è lo svolgersi della storia, in una trama che è ben sviluppata e che delinea bene i due protagonisti, senza in realtà farci conoscere tutto di loro, ma è comunque indubbio che l’autrice ci fa vivere questa storia che si muove tra spirito natalizio e amore e a mio avviso tante fragilità, soprattutto di Eleanor.

Eleanor appare forte e indipendente, e lo è, ma dentro di sé ha comunque tante insicurezze e fragilità, che certo riconosce ma maschera dietro a un atteggiamento sprezzante e forse un po’ altezzoso.

Ma il perno della storia è l’amore che lega i due protagonisti, o comunque inizialmente è l’attrazione tra i due a essere tangibile…

L’amore c’è, ma i due protagonisti forse non ne sono consapevoli sin da subito. Eppure tutto quel battibeccare tra loro, le frecciatine…sono preludio a qualcosa di più.

E quando Eleanor stessa comprende che l’interesse per quell’uomo più giovane di lei si trasforma in qualcosa di più profondo, quasi ne è spaventata. Perché per lei, 8 anni di differenza sono tanti, e rappresentano un deterrente molto forte.

Conn era un pugile troppo giovane e troppo bello, soprattutto per una quarantenne che da molto tempo aveva accettato il fatto che l’amore, la passione e il desiderio non avrebbero fatto parte della propria vita.

Che vecchia sciocca che era. Non era una ragazzina frivola, di quelle che si agitavano alla sola vista di un uomo. Era una donna. E non era nemmeno giovane.

Aveva quarant’anni.

Certo anche la storia che Conn ha come bagaglio non è semplice, lui ha alle spalle un’infanzia dura, sino a quando non diviene un campione di pugilato…

Ed Eleanor lo trova così interessante, la sua imponenza fisica la attrae, e anche la sua storia la colpisce come un gancio in pieno viso.

Tutte le volte che era con lui, non era se stessa. Il brutto dell’amore era che rendeva diversi; ti faceva comportare in modo irrazionale.

Forse all’inizio lei nega i suoi sentimenti, anche a se stessa, e si nasconde dietro quell’antipatia che indirizza verso quest’uomo così lontano dal suo ideale. Eppure si trova improvvisamente a non riconoscersi più, ad essere una nuova Eleanor, capace di cedere alle rimostranze del cuore e mettere da parte, forse, la ragione..

Dal canto suo, Conn non resta indifferente nei confronti di questa donna, e questo sentimento lo spinge verso di lei.

Il sorriso di Eleanor era così potente che avrebbe potuto buttarlo fuori dal ring..

Sin da subito l’autrice ci mette a conoscenza dei sentimenti e dell’attrazione tra i due protagonisti, ma ci dà anche un assaggio dei loro caratteri che non sono poi così morbidi. E proprio questo dà vita a dialoghi vivaci tra i due.

Eppure, l’autrice ci mostra anche il lato tenero di una storia d’amore inusuale, che nasce nel bel contesto natalizio, quasi come se questo periodo sia foriero di miracoli d’amore.

Ammetto di aver trovato in queste pagine una storia bella, divertente ed emozionante, forse un po’ veloce nello sviluppo, ma complessivamente congruente al contesto in cui si sviluppa

La narrazione è semplice, raffinata e mai volgare, riesce coinvolgere nella lettura senza stancare o fuorviare il lettore, che di certo non resta deluso, perché trova ciò che cerca, una storia leggera e carica di sentimenti, in particolare quelli di due cuori che hanno unito le loro solitudini riconoscendosi come metà che si completano.

Un racconto natalizio molto carino e dolce, che concilia le menti e i cuori e conduce nelle atmosfere del Natale .

A chi sarà incuriosito e lo sceglierà… buona lettura!

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