“The prom” di Saundra Mitchell, DeA Planeta. A cura di Alessandra Micheli

Eccomi qua giunti al momento fatale.

Io e the prom davanti faccia a faccia.

Sarà difficile parlare di questo libro sapete?

Un po’ perché dovrei ammettere che ho pianto.

E io insomma leggo horror.

Pianto sul grido di una ragazzina di una giovane donna che ha tutto il diritto di essere.

E e lo ripeto da tanto troppo tempo.

In questo mondo in cui i finti valori vengono imposti noi ci ritroviamo fragili e indifesi.

( Finti perché fidatevi che vi chiede di aderire acriticamente è qualcosa vi propina qualcosa di finto. La verità, non scordatevelo, rende liberi)

Cosa fare?

Accettare il gregge o dire di no?

E che conseguenze può mai portare un no?

Oggi posso affermarlo.

Sono conseguenze forti.

Rischiate di perdere affetti, stima e certezze.

Ma se vi consola vi sussurro una segreta verità: cosa perdete, ciò che ci sfugge, Dio lo rende possibile perché non era reale.

Illusione ragazzi.

Un amico non vi abbandona neanche se voi diceste le peggiori stronzate del mondo.

Non vi abbandona con idee diverse e davanti a propri interessi.

E cosi una famiglia.

E seppur fa male, ve lo confermo, la potatura rende poi le rose rigogliose.

Quindi the prom è un libro sulla perdita e sul coraggio?

Anche.

Tutto parte da qualcosa di semplice e scontato.

Un ballo.

Dio una di quelle stupide convezioni che io stessa ho preso e ripreso in giro.

Un ballo scolastico, dove essere tutti felici, dove luccichii e begli abiti in fondo sono solo attimi congelati di una giovinezza che non torna più.

Ma vedete anche un simbolo stupido e idiota come un ballo può essere importante.

E’ un simbolo ragazzi.

Non è il succo.

Emma vuole andare a quest’evento con la sua fidanzata.

Si avete capito bene.

Non il bello e dannato di turno.

Non lo scapestrato.

O il delinquente che lei redimerà con amore nonostante la sua stanza dei giochi.

Sarebbe stato più accettabile.

Ma la fidanzata.

Si perché Emma è gay.

Oddio è molto di più in effetti.

Ma tutti la identificano con il suo gusto sessuale.

Non perché suona, canta ed è profonda.

Per quello.

E lei vuole ballare con Alyssa.

Un ballo, un semplice, stupido ballo.

Un ballo a cui io potrei andare perché sono dalla parte giusta del mondo, quello degli etero.

E invece addirittura lo derido.

Per Emma è di più.

E la dimostrazione che, nonostante tutto lei è una ragazza come tante. Con i suoi sogni e gli sbagli.

Con quella voglia di crescere e mordere la vita.

In fondo vuole solo danzare e stringere a se un amore, che resterà in una foto e magari scomparirà all’alba.

Lo abbiamo fatto tutti.

E’ un diritto sacrosanto di avere ricordi da custodire nel bagaglio della mente.

Ma lei è gay.

Gli è negata.

E sapete cosa accade?

Il ballo equivale a esistere.

Ad essere accettata.

Magari non condivisa ma accettata.

E non è giusto perché lei è diversa.

Il pensiero dominante, nel libro ma anche nella vita è semplice: chi osa andare contro il flusso del gregge, chi si espone, chi dice la sua è una persona che in fondo deve anche accettare attacchi e offese.

E’ come dire se Emma non sa fingere forse si merita il terrore del diverso.

Se io ho una mia idea che non è legittimata dalla condivisione, mi prendo ogni attacco, di ogni communty e persino il biasimo di amici. Sono due cose non paragonabili?

Si forse.

Ma il succo è questo.

Noi non sappiamo accettare il confronto.

Perché dal confronto potremmo riflettere, pensare e cambiare.

La comunità ristretta dell’indiana ha il terrore di accettare che la vita non si può risolvere in tre consuetudini e in tre leggi apprese per sentito dire.

La comunità virtuale non può accettare il libero pensiero, perché esso solleva troppe e tante questioni.

Non sia mai che a rendersi conto di aver pensato una cazzata ci facciamo la figura del coglione.

Non sia mai che il nemico cessi di esistere e parlo di ogni nemico.

E diventi uomo, persona e occasione di cambiamento.

Emma mi ha fatto riflettere è vero.

Ma se non accettiamo la diversità sessuale, la menomazione fisica, forse tutto nasce da quella nostra tendenza a incastrare ogni accadimento, ogni emozione in rigide celle.

Da li nessuno deve uscire.

Ne entrare.

Emma vuole solo il suo ballo.

Non desidera nulla di diverso dal ridere come qualsiasi adolescente.

E amare, cosi semplicemente, perché amare è bello e fa bene al cuore.

E forse noi stessi, ognuno di noi che ha il terrore di esporsi, in ogni ambito, vuole solo partecipare al ballo.

E essere ugualmente accettato dalla sua comunità.

Attenzione.

Non condiviso, non gli serve la ragione.

Gli serve il beneficio del dubbio che come essere umano ha tutto il diritto di esprimersi, sbagliare e magari ricominciare.

Emma è stata un raggio di sole.

E’ capace di usare tutte le sue emozioni espresse in musica per cambiare un po’ le persone.

Perché la guardino in modo diverso, solo perché è un essere umano e esiste.

Di razzismi,di nemici ce ne sono troppi.

E il virtuale ha peggiorato le cose.

E’ il ragazzo nerd accanto a te.

E il gay che ha fatto outing.

E’ l’immigrato seduto al tuo banco con una storia da raccontare.

E chi non la pensa come te e non per questo tu hai il diritto di attaccarlo, renderlo bersaglio.

Si inizia da li sapete ragazzi?

Accettazione non è una parola del politicamente corretto.

E’ uno stile di vita che abbiamo scodato, laddove ognuno con il suo colorato tassello può comporre uno stupendo mosaico.

Nel flusso di coscienza di Emma vi ritroverete tutti voi.

E forse vi farebbe bene leggerlo.

O anche vedere il film.

Per quello vi invito ad andare al blog dei miei amici della nerd’s family. Cosi orgogliosi di definirsi nerd.

Cosi come io sono cosi orgogliosa di sentirmi additare come cane sciolto.

Perché in fondo, la libertà non può esistere, senza diversità.

***

Per Giulia

che mi accetta cosi come sono e non ha mai avuto paura del mio essere un cane sciolto.

Grazie

2 pensieri su ““The prom” di Saundra Mitchell, DeA Planeta. A cura di Alessandra Micheli

  1. Pingback: The Prom - l'uguaglianza e l'accettazione sono alla base dell'umanità

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