“Al di la delle valli Gemelle II. Il mondo dell’acqua” di Eward C. Browa. A cura di Alessandra Micheli

Sono convinta che ogni storia odi un eroe che si accomoda sul divano.

Odia le storie risolte e i fatti spiegati.

Odia metterlo a suo agio e renderlo privo di stimoli.
Nella letteratura eroico si accosta con movimento, moto e spirale.

E ogni percorso deve essere proprio cosi, curve che si susseguono e si alternano in vittorie e sconfitte, in eterni tiranni che ci spiegano come abbattere o affrontare il male.

E nel mondo dell’acqua fa proprio questo.

Il nostro eroe Erick è apparentemente soddisfatto di se.

Le esperienze lo hanno arricchito come uomo e reso senza tempo.

Perché ogni eroe che affronta la direzione compie una specie di salto quantico che lo avvicina alle verità dell’esistenza: ossia che il tempo, in fondo è relativo.

E una volta scoperto questo segreto può mai mettersi comodo a gustare questa piccola scoperta?

Che non è nulla di fronte alle possibilità di questo eterno archetipo della crescita.

Il male, rappresentato abilmente dal tiranno Angrut  , non è affatto sconfitto.

E’ stato semmai privato del suo status di elemento eterno e intoccabile.

Ciò che hanno scoperto le valli gemelle è proprio la legge einsteiniana: non solo il tempo è relativo, ma lo è anche il concetto di potere, di vittoria e sconfitta.

Ma questo non significa che, una volta compresa la prima legge, esso possa essere “dominato”,.

Il male si sposta e invade ogni regione del nostro io.

Perché in fondo le valli gemelle non sono altro che questo: la coscienza di esseri, speciali, che tentano di divenire uomini.

E secondo voi miei adorati lettori, dove può abilmente nascondersi un tiranno crudele?

Nelle emozioni, vi rispondo io.

E sapete quale elemento le simboleggia?

L’acqua.

Quel Fluido cosi potente eppure senza forma, capace dunque di adattarsi al contenitore, che è però capace di modellare la pietra e di renderla una scultura.

L’acqua è forse uno dei modi interiori più importanti.

Laddove non regna altro che la tendenza all’ordina, quella volontà di rendere le nostre valli feconde e prospere.

E se il male minaccia proprio questa capacità rigenerativa, allora è ora che l’eroe si metta in viaggio.

Perché non basta sapete la consapevolezza dell’eternità

serve il dominio di ogni emozione.

E Erik dovrà quindi viaggiare anche attraverso questo simbolo per ottenere la spada con cui sconfiggere, una volta per tutte, il male.

E’ dunque la fine del uso viaggio?

No.

Ci saranno altri modi da salvare, altri apprendimenti da ottenere, altri simboli da conoscere.

Ogni libro del nostro Eward Bröwa, non sembra più un racconto.

Ti rapisce, ti catturerà, diventa il tuo racconto.

E in fondo sembra quasi che le valli gemelle esistano davvero…

Io credo che le conosciate molto bene.

Guardate dentro voi stessi.

Li c’è un Erick che deve crescere.

Perchè senza eroi non siamo altro che fragili pedine del caos.

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