“Shangai” di Tommaso Mirri, La ruota edizioni. A cura di Patrizia Baglioni

Il Commissario Renato Zauli è stanco, una retata ha occupato parte di quella mattinata iniziata presto, ma finalmente tutto è finito e ha inflitto un duro colpo alla criminalità organizzata che si è infiltrata anche nei piccoli centri della pianura padana.

Sono proprio le riflessioni su questo fenomeno che impensieriscono il commissario e poi la telefonata di un collega lo avvisa che sarà lui a succedere al Questore prossimo alla pensione.

Il Commissario si affaccia alla finestra con sentimenti contrastanti, ma non sarà lui il protagonista di questo romanzo.

Una freccia lo trafigge e il Commissario Zauli diventa una delle vittime del killer dello Shangai che uccide le sue vittime con una balestra e particolare ancora più macabro, utilizzando dardi ricavati da ossa umane a forma di shanghai.

Proprio gli Shangai sono il gioco preferito del Commissario Tiziana Vitale chiamata la Vergine di Ferro per il carattere perentorio che non ammette errori, per questo i suoi collaboratori la evitano o la odiano.

E invece Tiziana è una donna profonda ed empatica, costretta a nascondere le sue paure e le fragilità che la prostrano, ad obbligarla è il senso del dovere.

La Vergine di Ferro non può mostrare debolezze soprattutto ai suoi colleghi maschi pronti a colpirla al primo errore.

Ma questo caso non è solo complicato, presto si scopre che tutto sembra rimandare a lei, il serial killer le semina morte intorno, perché la vittima designata, il bersaglio centrale della sua balestra è solo lei.

Le altre vittime sono solo strumenti per avvicinarsi passo passo e incastrarla in una ragnatela di morte e sensi di colpa.

Si tratta di vendetta o di una casualità?

Alcuni dettagli come gli Shangai la portano a rivangare nel passato, a ricordare chi non c’è più e a provare malinconia per i momenti condivisi con gli amici veri, quelli da cui ha imparato il mestiere.

La Vitale inoltre si trova ad indagare sulla morte di un giovane studente accoltellato davanti alla sua scuola.

Tutta questa sofferenza la sommerge e il Commissario deve chiedere aiuto.

Non è nel suo stile ma anche negli ambienti più ostili si trovano colleghi su cui contare.

Sarà grazie al loro aiuto ma soprattutto grazie alla sua determinazione che Tiziana ritroverà la strada verso i colpevoli.

Questo libro ci ricorda che la battaglia più dura spesso si combatte verso se stessi e il proprio passato.

La narrazione rispetta i canoni del romanzo giallo con una protagonista dalle forti contraddizioni che la rendono interessante, il linguaggio è semplice e le frequenti descrizioni aiutano il lettore ad ambientarsi nel contesto.

Un romanzo emozionante da leggere tutto d’un fiato, che appassiona fino all’ultimo shangai.

***

TOMMASO MIRRI, nato a Roma, città dove attualmente vive con sua moglie, nel 1980. Non ha mai perso il bambino che c’è in ognuno di noi. Cresciuto a pane Queen, gialli e Dylan Dog. Doppio disabile coi fiocchi, laureato in Giurisprudenza, curioso, amante del mare, dei viaggi, della vita e della musica. Shangai è il suo primo romanzo.

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