“Ciarli e le dodici ere” di Emanuela Scotti, 0111 edizioni. A cura di Vito diTaranto

“…Ci si entra e si esce, come dai ricordi.

Non è qui, non è là, ma un po’ dappertutto.

Non ci si muove da esso, eppure stando in esso si può viaggiare, ammirare e sognare.

Non c’è verso di non frugare.

Fra i suoi cumuli giace il tuo destino…”

Era da un po’ di tempo che non scrivevo recensioni per il Blog… chissà se vi sono mancato!

Già mi sorprenderebbe il semplice fatto che stiate leggendo questa mia recensione. Ma non sarebbe la prima volta che gli eventi mi sorprendono.

Scrivo infatti per condividere con altri le emozioni di questo libro.

Prima di continuare con la recensione, mi preme però fare un piccolo appunto, non ho capito perché il titolo del libro è Ciarli, mentre, la protagonista nell’intero testo si chiama Ciarly. Comunque, tralasciando questo piccolo particolare il testo è ottimo sotto ogni punto di vista.

Ciarly, poco prima della morte di sua nonna, trova una misteriosa sfera che, dopo qualche giorno, comincia a emettere strane voci e suoni curiosi. Questo episodio, sarà solo l’inizio di un magnifico viaggio di avventura che trasporterà la protagonista in vari mondi paralleli.

L’esplorazione di nuovi mondi e conoscenze abitano, da sempre, le fantasie dei più piccoli e non solo e Ciarly sfata ogni mito, valicando i confini dell’universo per appagarsi di meraviglia in una dimensione sconosciuta.

Il testo somiglia a un libro fantasy per bambini, ma in fondo non lo è.

La fantasia di Emanuela Scotti cattura, corrisponde alla tipica esposizione fantasy, ma ne conferisce quel vago sapore nostrano di paesaggi e usanze popolari, e lo stile che usa è semplice, ma precisissimo, ironico e dolce, fa riflettere e commuove.

Perdonino l’ardire i fautori del fantasy epico e guerresco, creatore di mondi complessi e costruiti come cattedrali.

Che cosa allora rende questo libro più profondo di molti testi dello stesso genere letterario?

L’autrice, raccontando la storia tocca tanti temi caldi dell’esistenza umana che quasi si fatica a non lasciarsi trasportare semplicemente dalla narrazione per focalizzarli.

I personaggi sono reali, se ne toccano con mano le caratteristiche, e offrono al lettore tutti gli aspetti della vita pratica, pieni di difficoltà, conflitti personali e sociali.

L’ambientazione è uno spaccato di storia, in cui si analizzano nei dettagli gli aspetti dei vari mondi visitati dalla protagonista e dei meccanismi che prima creano e poi alimentano, infine distruggono, con dolore di tutti tutto ciò che viene immaginato e vissuto.

Alla leggerezza delle prime pagine vanno aggiunti la delicatezza, il tocco di fiaba e poesia, elementi che vanno a smussare i lati più taglienti dall’esistenza, mostrando quel senso di famiglia che dovrebbe essere insito in ogni persona, perché la durezza degli uomini spesso ferisce il nostro animo.

Un cammino che sa di viaggio iniziatico, celato dietro le sembianze di una semplice e piacevole avventura.

Le dodici ere di Ciarli sembrano una trasposizione fantastica delle dodici fatiche di Ercole. Egli perciò prende in mano la sua vita e decide di affrontare il suo viaggio interiore costernato e saggiato dalle dodici ere che in Ercole divengono fatiche.

È un opera di fantasia, ma tante cose sono reali! Quindi molto interessanti, rendono il romanzo più profondo. Ho passato metà del libro con il fiato sospeso e l’altra metà arrabbiato contro il destino, ma va bene comunque. Niente da dire riguardo i personaggi, sono ben caratterizzati e ognuno lascia qualcosa. Un romanzo completo, che mostra tante sfaccettature, facendoci entrare ancora di più nella mente dei protagonisti. I vari caratteri, sono descritti bene, non tutti positivi o simpatici al primo impatto (o anche al ventesimo), ma rendono il tutto reale e che permette di immedesimarsi. Uno dei tanti fattori che fanno venire voglia di andare avanti, leggere come finirà la storia, cosa faranno i personaggi.

Pieno di colpi di scena anche riguardo i nemici che riappaiono con doti più misteriose e che lasciano tutti sconvolti.

Insomma, una storia bella, ben scritta, che coinvolge e trasporta fino alla fine. La lettura procede spedita e, alla descrizione dettagliata degli ambienti, sempre piacevole e mai noiosa, si alternano le fasi di azione mantenendo alta l’attenzione fino alla fine del libro che si ha la tentazione di leggere tutto in fiato.

Il finale non appare affatto scontato.

“…Poi capì e il suo cuore perse un battito, stritolato dal dolore della perdita e al contempo pervaso dal brivido della gioia. La lettera che aveva trovato in camera sua, quella in cui la nonna le diceva dove trovare la sfera. Allungò una mano per cercare freneticamente fra i dizionari disposti sul tavolo, incontrando la carezza frusciante del foglio e della sua busta. L’aprì, ritrovandosela davanti parola per parola…”

Il lettore s’incanta, resta avvinto, affascinato dalla storia, come sempre dovrebbe succedere alla lettura di un buon libro; ma Emanuela Scotti riesce in un di più, crea quell’atmosfera per cui, girata l’ultima pagina, ci si spiace, ci si resta male, si vorrebbe saperne di più, leggere di più, continuare a stare vicino ai protagonisti, seguendone le vicende direi in religioso silenzio, compartecipazione e trepidazione.

Si desidera vivere la storia narrata, lasciarsi cullare dal ritmo ipnotico dello svolgersi dei fatti.

Un libro ricco di emozioni.

Una lettura consigliata.

***

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

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