“Io non ti lascio solo” di Gianluca Antoni, Salani editore. A cura di Patrizia Baglioni

I libri non hanno età e non c’è un’età per leggerli.

Spesso alcuni testi definiti per ragazzi mantengono il loro gusto inalterato e maturano nel lettore malinconia verso l’infanzia.

A lui giungono ricordi con colori ancora vividi e sentimenti puliti.

Difficilmente si può mentire a se stessi da piccoli, c’è quella schiettezza disarmante che a ripensarla oggi fa sorridere. L’assenza di filtri da bambini era lo stato naturale, impossibilitati a fingere, si basavano le scelte su morali semplici, non semplicistiche. La consapevolezza del bene e del male era onnipresente: Bene era ubbidire ai genitori, prendere bei voti a scuola, essere buoni amici e aiutare i propri compagni, Male era il contrario.

La giovane età però non preserva dalle perdite e dalle sofferenze, alcuni sono stati colpiti più di altri e chi dice che le cicatrici che ci si procurano da giovani si rimarginano con più facilità, non ha capito niente.

Fino e Rullo sono amici, un legame di affratellamento li rende inseparabili.

Per fortuna che la compatibilità va oltre le apparenze, perchè Fino è una tigre, così lo vede l’amico, è forte, inarrestabile e intelligente. Rullo invece ha paura della sua ombra, odia disubbidire a sua madre e difficilmente riesce a reagire, ma per Filo farebbe di tutto e di più e l’occasione per metterlo alla prova arriva presto.

Tutto inizia quando Birillo, il cane di Filo scappa via durante un temporale spaventato da fulmini e tuoni forse si è rifugiato da qualche parte e ha perso la strada di casa.

Filo resta sconvolto dalla cosa, non può perdere anche lui, ha già dovuto dire addio alla madre, morta da poco. Resta ancora una speranza.

Nonostante siano trascorsi alcuni mesi, Filo approfitta di un viaggio organizzato con gli scout, per scappare e tornare in montagna dove Paride, suo padre, aveva portato a passeggiare Birillo la notte in cui era scomparso.

Chiede a Rullo di andare, ma lui non garantisce la sua presenza, non vuole mentire a sua madre.

E infatti è già seduto sul pullman pronto a partire quando il rimorso di abbandonare Filo lo fa scendere di corsa e raccontare una balla al caposcout.

“Io non ti lascio solo” gli dice quando lo trova accovacciato con la testa tra le mani.

I due amici partono all’avventura, Filo è organizzato e attento, Rullo lo segue a ruota col terrore di perdersi o rimanere indietro.

“Più saliamo, più mi prende lo sconforto: penso alla galassia, all’extraterrestre che ci guarda, a quanto siamo piccoli. E a come ci sentiamo grandi invece, nel voler fare questa cosa. Ma grandi non siamo. Siamo come un sassolino di questo sentiero contro il mondo intero, basta un niente per spazzarci via.”

Le ricerche portano i bambini in un paese dove tutti si conoscono e lì Filo incontra la coraggiosa Amelie e Scacco uno strano bambino che dopo la perdita dei genitori ha smarrito ragione e equilibrio e da brillante giocatore di scacchi si è trasformato nell’ombra del piccolo centro.

Scacco cammina silenzioso come una pantera e arriva alle spalle di Filo senza che lui se ne accorga, Scacco parla poco ma vede tutto e se il dolore ha cancellato la capacità di confrontarsi con gli uomini, gli ha donato in cambio il dono di comprendere la natura e gli animali.

E soprattutto Scacco sa da che parte stare, come Amelie.

Entrambi decidono di aiutare i nuovi arrivati a cercare Birillo che forse è tenuto prigioniero da Guelfo Tabacci, un contadino che ha confessato di averlo visto e che ha dei cani da caccia chiusi nelle sue stalle.

Il montanaro è alto e grosso come un gigante e questo basterebbe a spaventare chiunque, ma un mistero si cela nel suo passato che terrorizza i bambini: si dice infatti che abbia ucciso suo figlio Tommaso di un anno e lo abbia dato in pasto ai maiali.

I giovani esploratori decidono di tentare la sorte ed entrare in casa, ma a guardia del forte c’è Diablo il cane più feroce che si sia mai visto. Rullo e Filo, elaborano un piano perfetto ma poi Rullo dimentica la torcia e le polpette per Diablo e infine il disastro.

Guelfo li trova e li imprigiona, per loro è finita.

Non resta che scrivere di corsa i loro diari e metterli in un luogo sicuro, un giorno se qualcuno li troverà, conoscerà la verità.

Ecco, è proprio la verità, ciò che manca in questa folle avventura, perché Filo mentre vaga per la casa di Guelfo trova una foto di sua madre?

Conoscere la verità è anche lo scopo del Maresciallo De Benedittis che si era trovato a gestire il caso della sparizione del piccolo Tommaso e nonostante le indagini portassero alla colpevolezza di Guelfo, nulla era stato provato e per lui, ormai prossimo alla pensione resta il rimpianto di non aver capito.

Così quando a distanza di anni, un operaio gli recapita due diari trovati nella vecchia casa di Guelfo ora in ristrutturazione, il tormento torna.

Finalmente la verità è svelata, essa libera il Maresciallo dai suoi sensi di colpa e rinsalda una promessa. Filo lo aveva giurato a Rullo: “Io non ti lascio solo”.

E anche se ormai sono passati anni, il ragazzo ormai adulto mantiene la parola data.

Un romanzo intenso e commovente che attraverso la storia d’amicizia tra i due protagonisti, ci parla di altro: il rapporto padre-figlio, il rispetto per la natura e gli animali, la solitudine e la difficoltà ad affrontare la sofferenza.

Il finale sorprende ed emoziona così come il viaggio.

Filo e Rullo ci hanno fatto compagnia in questo percorso di maturazione e crescita, che a pensarci bene non finisce mai.

Abbiamo fatto il tifo per loro stupiti dal coraggio dimostrato.

Qualcuno lo chiamerebbe incoscienza ma a dodici anni se il mio cane scappa, lo vado a riprendere, e se il cielo chiama provo a volare come Scacco, non è imprudenza è libertà.

Filo e Rullo ci offrono questo: una fuga, un’avventura e un legame indissolubile.

Non perdete l’occasione di conoscerli e correte il libreria, che voi siate padri, madri o bambini curiosi, questa storia ha qualcosa da insegnarvi.

***

GIANLUCA ANTONI è un autore di alcuni romanzi e manuali e testi di psicologia e orientamento scolastico professionale. Specializzato in Psicoterapia della Gestalt e in Ipnosi e Psicoterapia Eriksoniana svolge l’attività clinica di psicoterapeuta dal 2001.

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