Blog tour “Il Cactus non ha colpa” di Roberta Marcaccio, Triskell edizioni. Intervista con l’autrice.

Leggere un libro è come acquistare un biglietto per un viaggio.

E dipenderà da noi comprendere che tipo di viaggio svolgeremo.

Avventuroso?

Intrigante?

Di formazione?

E’ il comprendere il punto di vista dell’altro, di quello scrittore che si pone come ponte tra noi e la realtà che ci seduce ogni volta, ogni giorno, da millenni.

Dietro al libro, quindi cosa ci conquista è l’autore.

Quella persona che impugna una penna, che digita quasi con fretta sui tasti di un pc.

Per regalarci sogni, illusioni e una mappa per orientarci in questa vita cosi tortuosa.

Ecco che oggi chi ci svela regalandoci un po’ di se stessa è l’autrice di un libro incredibile Roberta Marcaccio.

Andiamola a conoscere!

L’autrice

Roberta ha cinquantaquattro anni, e vive a duecento metri di altezza, di fronte all’Adriatico.
Ama i libri, le piace leggerli e scriverli.

E’ l’autrice di TI RAGGIUNGO IN PAKISTAN (2017) e il cactus non ha colpa edito da Triskell edizioni.

***

A. Cosa significa per te scrivere?

R. Si dice “scrivere per vivere o vivere per scrivere”. Per me vale la prima, non in senso economico ma perché per me scrivere è VITA. È diventato un bisogno primario. Se non scrivo mi manca qualcosa: l’aria e il cibo per la mia anima.

A. Quale obiettivo vorresti raggiungere con il tuo romanzo?
R. Si punta sempre in alto, no? Vorrei farmi conoscere, questo è indubbio, e mi piacerebbe sapere che tante persone si emozionano con le mie storie, consigliano i miei libri e ne parlano.

A. Cosa ti ha spinto a scrivere Il cactus non ha colpa?
R. Una vicenda realmente accaduta. Mi spiego meglio, Il cactus non ha colpa è una storia di fantasia in cui emergono alcuni (pochi) particolari tratti dalla realtà. Il mio desiderio era quello di trasmettere un messaggio: quello che è accaduto a Rebecca è devastante, distruttivo, ma si può rinascere. Al buio non si vede la luce, ma c’è e prima o poi si accende.

A. Quale cultura letteraria ti ha ispirato?
Il cactus non ha colpa non è un Romance puro, come dice una mia amica di amore ce n’è tanto, ma non nell’accezione generica del termine. Sapevo che avrei scritto una storia forte e volevo smorzarla un po’.
Ti svelo una cosa: di natura non sono ironica, prendo la vita sempre seriamente e invidio chi sa affrontarla con leggerezza. Quella che volevo per Il cactus non ha colpa.
Quindi, per recuperare un po’ di ironia, mi sono immersa nelle storie rosa-ironiche di Felicia Kingsley e Chiara Parenti, due autrici italiane che amo molto, soprattutto per la capacità di farti staccare la spina. Il che non è poco.

A. Un autore ha una visione privilegiata della realtà?
R. Ha la sua visione. A volte fantastica, a volte cruda, altre drammatica. Ha una visione personale della vita e dei pensieri, soprattutto durante la prima stesura vive con la testa nella storia e a fianco dei personaggi. E se tu gli parli lui non sente 😊

L’autore è curioso di natura, non sa tutto di tutto, ma sicuramente di quello che gli interessa sa…
Legge tutto ciò che trova sull’argomento che gli sta a cuore e che forse gli servirà per la sua storia.

A. Si può parlare di uno scrittore come un sognatore che si nutre di emozioni?
R. Per scrivere occorre una mente fantasiosa, capace di immaginare, inventare, volare in alto. Per scrivere occorrono le emozioni e la capacità di tradurre tutto questo in storia e trasmetterlo al lettore.

A. Cosa pensi del mondo letterario contemporaneo
La letteratura ha fatto un salto enorme nell’ultimo secolo, se pensiamo solo a cent’anni fa, a Pirandello, Svevo, Silone, Fitzgerald, Christie, Mann, Lawrence di storie ne sono passate parecchie, lo stile è cambiato, si è affinato, ha assunto il carattere dell’essenzialità senza svilire i contenuti. La narrativa contemporanea ha un suo carattere preciso. Gli autori moderni sono grandi scrittori, peccato che parecchi siano pressoché sconosciuti.

A. Quanto lavoro c’è dietro a un romanzo?
Infinito. Si dice che Manzoni scrisse I promessi sposi più volte ed è così. Un romanzo parte da un’idea, passa attraverso una progettazione, una pianificazione, la realizzazione e numerose riletture, revisioni, riscritture, editing e correzioni varie. È un lavoro imprenditoriale, se mi passi il paragone.
Ah! E dopo la pubblicazione non è che il lavoro è finito. È allora che inizia il bello!!



A. Pianificazione o ispirazione?
R. Entrambe. La storia è ispirata da un’idea, ma poi si fa seriamente con una pianificazione serrata per tutte le fasi produttive, come in una vera e propria catena di montaggio.
Ovvio, non è solo pianificazione e rigore manageriale, c’è anche tanta improvvisazione, momenti di lavoro intenso alternati ad attimi di svago. Io poi sono disordinata e molto impegnata anche su altri fronti, la mia giornata di scrittura è davvero variegata.

A. Quale rapporto si instaura tra autore e editore?
Ho conosciuto editori molto diversi tra loro, credo che il rapporto che si crea dipenda dalle persone che si incontrano. Personalmente non con tutti mi sono sentita a mio agio e sono stata soddisfatta.
Deve esserci complicità, accordo e soprattutto impegno da entrambe le parti.

A. Secondo te il livello del lettore medio è davvero basso?
R. Non vorrei esprimere giudizi, mi piacerebbe parlare con i lettori e capire cosa leggono e perché e fare lo stesso con i non-lettori e chiedere loro perché non amano i libri.

A. Quali sono i generi che si leggono e quali sono penalizzati?
R. Si leggono tantissimi gialli, romance, mm, lgbt, chick-lit, generi interessanti che ci regalano storie intense e ben scritte. Oggi credo che la narrativa sia un po’ penalizzata, quindi invito i lettori a cercare anche in quegli scaffali 😉

A. Cosa può ancora dare leggere un libro in un mondo cosi immediato come quello di oggi?
R. Rispondere che può dare tanto è facile. Io penso che oggi più che mai sia fondamentale trovare il tempo di spegnere il cellulare, staccare la connessione e immergersi in un’altra storia. Ripenso sempre alle parole di Eco: senza libri vivremmo solo una vita, grazie ai libri potremmo viverne altre 50, 100, 1000. Forse è per questo che scrivo 😉

A. Un libro può essere una valida alternativa alla tendenza di oggi a non pensare?
R. Un libro può essere uno strumento capace di farci riflettere. Ho sempre cercato libri che mi lasciassero qualcosa, mi consegnassero un messaggio. Al contrario credo che i libri siano un ottimo modo per indirizzare i nostri pensieri oggi.

A. Leggere interessa ancora le giovani generazioni?
R. Sì. Mia figlia ha la libreria piena di libri e noto, anche sui social, tantissimi giovani che recensiscono libri e questo è bello.

A. Ci sono autori che consiglieresti?
R. Tanti, ne ho una lista infinita. E credo che ogni lettore abbia i suoi libri preferiti. Quello che consiglio è di lasciarsi ispirare e iniziare da ciò che attira di più.

A. Qual è secondo te il punto di forza del tuo romanzo?
R. La leggerezza dello stile nonostante l’argomento spinoso 😉

A. Lasciaci con una frase che ti identifichi
R. Oh mamma! Temo sempre queste domande 😊
“Quando si è in un pasticcio tanto vale goderne il sapore”.
Ho scritto questa frase nel mio account Skype credo vent’anni fa e mi rappresenta ancora oggi. È una citazione di Confucio, credo.

***

Grazie Roberta per averci regalato un altro pezzo di te.

E grazie alla Triskell per l’opportunità che mi ha donato, facendomi conosce questa strepitosa donna!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...