“Le memorie di Dante Bastille”, di Marco Fichera. A cura di Vito Ditaranto.

Ci sono dei romanzi che in seconda lettura acquisiscono, in maniera esponenziale, maggior piacevolezza e profonda riflessione oltre a una visione da altro punto di vista della narrazione intrinseca. E’ il caso, relativamente al sottoscritto, per l’appunto della presente opera. Si, perché infatti, sono stato costretto a rileggere alcune parti in maniera più attenta e approfondita.

Marco Fichera ci conduce in situazioni e circostanze che definirei come una magica miscela di scienza, filosofia e romanzo giallo.

La narrazione dell’opera scorre a velocità diverse ma, comunque intrigante in se.

Il protagonista è suo malgrado catapultato in una vicenda complicata che nasconde un segreto riguardante una delle persone più in vista della società descritta dall’autore e che ha colonizzato un ipotetico Pianeta Rosso. Alla ricerca della verità, una scena dopo l’altra, l’autore trasporta il protagonista in un futuro che assomiglia molto alla società odierna. Le memorie di Dante Bastille ci catapulta in un mondo violento e cupo delle Colonie paragonandolo in maniera quasi indeterminata al Pianeta Terra, in a cui il protagonista si aggira nel tentativo di trovare una risposta alle tante domande che lo tormentano.

“…Un avambraccio chiuse la gola di Dante. L’aggressore alle sue spalle l’aveva immobilizzato con il classico strangolamento al collo, passando il secondo braccio dietro la nuca e serrando la presa. Le mani di Dante scattarono istintivamente a contrastare la presa per evitare d’andare in debito d’ossigeno…”

La scrittura nel complesso, tralasciando alcuni momenti, forse poco importanti, scorre vivace e fluente, mai sperduta in lunghe riflessioni, è al totale servizio dell’azione, in un romanzo votato al dinamismo, dove il motore centrale delle vicende è la costante, indefessa ricerca di verità e giustizia. Occhi avidi di barbagli di luce, in tal senso, sono quelli dei nostri beniamini, mentre gli antagonisti sono alacri artefici dell’oscurità nutrita di occultamenti, crimini e soprusi. Sorprendentemente, pecca lo sviluppo del protagonista, Dante, immutabile nell’intera opera e sempre dotato di somma sagacia nelle conversazioni, e custode del dono sempreverde di una inossidabile risolutezza.

A ogni modo il romanzo con le sue volute di trama guadagna una robusta presa sul lettore, corroborata sul finale da una munifica salve di colpi di scena che turbinano nello svolgersi della matassa, quindi mi son chiuso in me stesso finché:

“…L’avvolgente voce diffusa di quel sedicente dio concluse la sua ultima comunicazione…”

Come avevo accennato in precedenza sono stato costretto a riprende la lettura del testo per scoprire più a fondo alcuni passaggi.

Riprendere questo libro in mano e perdermi nuovamente nel sentiero della sua storia mi ha fatto ripensare a quei momenti in cui ti ritrovi dentro una macchina, con una persona a cui sei particolarmente legato; quando non ti curi del tempo che scorre veloce e di tutto quello che dovrai fare l’indomani. Allora inizi a parlare fino all’alba di amori impossibili, di persone orribili, di amicizia, di qualsiasi cosa ti passi per la testa finché ti vengono due noci al posto degli occhi, finché non senti le sfumature del cielo e dell’abitacolo in cui ti trovi cambiare lentamente e te ne vai a casa totalmente ridimensionato a catalogare tutto ciò che hai vissuto, nel silenzio.

Se sono stato eccessivamente melenso perdonatemi ma sono fatto così, dentro un libro cerco soprattutto questo.

Ci tenevo a far capire, tramite questo esempio, come entrando in un turbinio di emozioni fantastiche in cui il tempo scivola in picchiata, si fa, poi, una fatica enorme a uscirne fuori e mettere, nuovamente, i piedi sul terreno, a rallentare….. vorremmo sempre rimanere un po’ di più, andare ancora così velocemente….

Mi sono ritrovato su un ring emotivo, fatto di carta e di parole, sono andato K.O sotto i colpi potenti dello stile e della trama mentre lo schiocco del libro che si chiude sanciva la fine di un incontro emozionante.

Il romanzo mostra un universo distopico in cui le anime possono ancora incontrarsi, sfidando il tempo e lo spazio, il controllo delle menti e l’ordine precostituito.

Chi vi assicura che ciò che leggerete in questo testo esista già, oltre che nella testa dell’autore come idea, anche nella realtà?

L’unica cosa che vi salva dal dubbio è la vostra esistenza come esseri pensanti.

Un opera da leggere.

***

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

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