“Il segreto di Mr Willer” di Chicca Maralfa, Les Flaneurs edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Eccomi di nuovo a cercare di raccontarvi ..il libro.

Non un libro.

Ma il libro.

Uno di quelli che saranno capaci di farvi accapponare la pelle e indurvi non a scovare l’assassino, ma le ragioni occulte che porteranno a osservare, in una posizione privilegiata, la sua genesi.

Abbiamo un mondo che cambia e che è oramai allo stremo.

La storia la conoscete.

Abbiamo messo in discussione tutto, senza però che qualcuno proponesse un alternativa.

Ci siamo sentiti liberi.

Liberi di andare con un martello a rompere l’ultimo muro, senza che però profumare di democrazia.

Del resto eravamo assuefatti.

Alla troppa libertà, alla possibilità di sfaldare miti, di distruggere valori. Di sollevare tappeti e additare il marcio.

Come se il mondo avesse oramai dato tutto di se stesso, come se il nostro potere di nominare il creato si fosse esaurito.

Cosa poteva mai offrirci la società?

Avevamo sfiorato tutto.

La sottomissione, il feudalesimo.

Le crisi, le pandemie.

La meraviglia delle nuove filosofie sociali.

Il compromesso che portò a far dormire la libertà.

Le ideologie unico sostituto accettabile per una religione che avevamo azzannato al collo.

Nessun zio prete a dirci dove era il giusto e lo sbagliato.

Nessuna morale a limitarci.

Nessuna etica a farci venire il senso di colpa.

Famiglia contestata.

Tradizioni rese polverose dalla pedissequa volontà di confinarle in soffitta.

Un corpo portato allo stremo, tra abusi e tra libertà sessuale che aveva un po’ il retrogusto della solitudine.

E vuoti.

Perché ciò che si rompe non riempie più.

Solo abissi che aspettano fiduciosi la nostra azione riformatrice.

Ma non avevamo più idee da proporre, né sogni da colorare.

Persino la luna, persino l’universo non aveva, apparentemente più segreti.

Potevamo addirittura creare cloni, trasportare la materia e comprendere come, l’universo multidimensionale non era più una fantasia.

Cosa avevamo da sognare?

Quale posto poteva avere l’arte e la letteratura che non sono altro che i filtri con cui la mente si apre all’ignoro?

Noi all’ignoto non credevamo più.

Non avevamo ne divinità ne misteri.

Solo un corpo reso oramai inerme perché l’anima si era allontanata.

E cosi abbiamo scelto di rendere il corpo protagonista.

Il consumismo è divenuto un mordi e fuggi di attimi congelati in selfie, in sotires, in intrattenimenti che proponevano non giammai contenuti ma visibilità

Tu esisti se rendi ogni oggetto, persino il cibo, la vacanza, il sesso l’amore, l’amicizia visibile.

E diventa reale con i like che sono i lasciapassare per esistere.

Mr Willer non è altro che il racconto lucido di questa parabola discendente.

Laddove ogni segreto non fa altro che evidenziare la nostra condizione oltreumana..soli.

Sempre più soli.

Abituati a raggiungere ogni godimento.

Impegnati a cercare sempre più emozione.

A barattare la nostra “normalità” con la ricerca ossessiva di un impresa eccezionale.

Che ci rende unici, grandi, eterni.

E meno soli.

Ecco che il delitto passa in secondo piano.

La voce che ci accompagna è quella di un talento perduto.

Perso tra le grida dei reality show.

E’ una vita sfaldata, resa macerie, senza aver la forza di ricostituirla.

E’ l’amore che diventa solo commercio.

E’ il sesso che è solo un tassello di una patetica scenografica commedia dell’arte.

Mai stata cosi triste.

E cosi ci si ritrova seduti con un amaro in bocca mentre non riusciamo mai più a fissare la luna, incantati dal dito che crea evanescenti forme illusorie sul muro.

Incanto, poesia e tanta amarezza, in un libro che graffia il cuore eppure forse perché la risveglia, fa gioire la mai anima assonnata.

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