“Il grafologo” di Daniela Pastorino, Bre editore. A cura di Barbara Amarotti

“Mi chiamo Marcello e sono il Predatore.”

Inizia così questo thriller che strizza l’occhio all’ hard boiled. Marcello ha da poco passato i cinquant’anni, vive a Genova con due carlini e due gatte e fa il grafologo.

E’ un uomo timido, abitudinario, con un leggero disturbo ossessivo compulsivo che lo porta ad avere una predilezione per il numero quattro.

Un abuso subito quando era poco più che adolescente lo ha portato a non avere delle relazioni normali con l’altro sesso, incapace di concludere si rinchiude nelle sue fantasie.

Non ha amici, se si escludono le due prostitute con cui ogni tanto passa il tempo senza, per altro, esserne cliente.

La sua vita ha però un brusco cambiamento quando dall’America gli viene affidato il compito di studiare la grafia dei condannati a morte alla ricerca di qualcosa che l’accomuni in modo da poter stilare un profilo psicologico dei criminali, per farlo deve intrattenere un rapporto epistolare con alcuni di loro e ciò che legge alimenta le sue fantasie fino al punto di creare un uomo completamente diverso: l’introverso Marcello, lo studioso bruttino e anonimo, si trasforma nel Predatore, affascinante e sicuro di se.

Il lato buono, quello che fino a quel momento ha governato la sua vita non esiste più, è stato annientato da quello crudele che ha preso il sopravvento convincendolo a trasformare le fantasie in realtà.

Marcello è la versione moderna di Jekyll e Hyde, in grado d’ingannare chiunque quando a dominare è il timido grafologo e dotato di una crudeltà senza pari quando agisce sotto la spinta del Predatore.

“Potrei salvarla. Potrei salvare entrambi.”

Solo quando è al cospetto delle prima vittima ha un fremito d’umanità, ma ciò che ormai considera una missione lo convince a continuare. La salvezza, in questo caso, non è contemplata.

“Ma forse ognuno di noi è folle in modo diverso.”

La follia che domina il racconto fatto in prima persona dallo stesso Marcello è a tratti aberrante e, in alcuni passaggi, struggente.

Può un abuso ridurre chi ne è vittima a divenire a sua volta carnefice?

Si.

Come la protagonista di La Psichiatra, Marcello è a tal punto preda della sua follia da convincerci del fatto che lui sia nel giusto, così che si finisce con il simpatizzare con lui quando punisce un pedofilo e anche quando si vendica di coloro che lo hanno sempre trattato con superiorità e disprezzo.

Ma in questa storia non esiste la redenzione e così alla fine verrà condannato alla più terribile delle punizioni, senza che nessuno sappia mai la verità.

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