“L’ombra del cielo” di Terry Salvini, Aporema edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,

Silenziosa luna?

Sorgi la sera, e vai,

Contemplando i deserti; indi ti posi.

Ancor non sei tu paga

Di riandare i sempiterni calli?

Giacomo Leopardi

E’ la terra, nostra madre ad accogliere i titubanti passi, di una creatura cosi imprevedibile e cosi strana.

L’uomo metà divino, metà nato dalla polvere, unito all’eterno da un solo, unico sospiro sibilato con una sola parola: e fù.

E’ l’atto della creazione, quello che plasma e si diverte a giocare con gli elementi, e con quello spirito che aleggia su acqua immote e che rispecchia la perfezione divine.

Noi, figli della terra, ma anche nostalgici di un cielo che ci sfugge eppure ci richiama, come un canto antico suadente e affascinante.

E cosi come la luna, che graziosa ci ricorderà una fatale alterità in questa brulla ma stupenda terra è contornata da diamanti che sembrano segnare, inevitabilmente, le nostre sorti da sempre.

Stelle, luna cielo, una triade che stimola canti, carmi e persino romanzi, fino a donarci una descrizione di noi stessi cosi completa e cosi commovente, come un invocazione che cerca di comprendere il nostro mistero:

Cos’è l’uomo

Perché te ne curi

eppure lo hai fatto più degli angeli

e coronato di stelle e gloria.

Salmo 23

Ecco cos’è l’essere umano.

Mistero che si ci sfugge, ma che ci lega, indissolubilmente al cielo e alla stelle. Per quanto vogliamo essere totalmente materiali, per i nostri sforzi di rendere ineleggibile l’universo e dotarlo di regole, equazioni e leggi rigide.

Siamo e restiamo sfuggenti come gli altri, capaci di brillare da soli, ma perfetti insieme, fino a formare meravigliosi quadri li, in alto, lassù in quella che tutti sentiamo come casa nostra..

Il cielo,

La terra finisce e lì comincia il cielo

Lo sguardo,

Ed anche stasera fa pensare a te

Lucio Dalla

A chi pensare?

A un dio troppo remoto o troppo perfetto?

O all’immagine speculare, chiamata erroneamente anima gemella e invece riflesso della nostra stessa anima.

Legame con l’eterno, sentimento che ci riunisce all’eternità, restituendoci il nostro vero volto.

Ecco che in questo delicato libro, uno dei sentimenti più celebrati, a tratti vilipesi da troppo sentimentalismo, torna a appartenere a quell’eternità cosi ben descritta da Renato Zero

E nella logica del tempo

Qualsiasi cosa cambierà

Ma saper vivere il momento

È il senso della libertà

Ed è una regola del mondo

Chi amore ha dato, amore avrà

In questo tempo senza tempo

Che noi chiamiamo eternità

E Terri lo fa perché sa e conosce la verità celata in questa misera, prigionia che noi definiamo reale: l’amore non è altro che un riconoscersi, come se le anime non facessero altro che rinasce, ognuno nell’altra.

Ogni amante non è altro che riflesso di amanti passati, travolti come fu per Paolo e Francesca. Riuniti forse, ma ancora capaci di guardarsi negli occhi e di trovare, in quell’inferno che è immagine della realtà, il loro eterno paradiso.

E cosi il sentimento torna a brillare, com’è giusto che sia. A brillare non oslo per l’incanto della fisicità, ma per l’emozione di guardarsi negli occhi. E sapere che in quello sguardo troviamo non la soddisfazione dei sensi, ma la nostrta giusta orbita:

noi siamo come due pianeti distinti in fase di allineamento che visti da una certa prospettiva, sembra si stiamo incontrando per unirsi, mentre in realtà sono distanti milioni e milioni di chilometri l’uno dall’altro.

Terri Salvini

Siamo davvero pianeti che si sentono attratti da un infinito meraviglioso mistero.

Siamo cielo, perché nei nostri occhi esiste un immensità incapace di essere contenuta in un corpo.

E l’amore non è che il riconoscimento di questo limite.

In questo libro dove passato e presente si fondono e si confondono, il sentimento trova la sua giusta rappresentazione.

Diventa quella forza che attrae e tiene ancorate al cielo le stelle, la gravità che governa terra e luna. L’incanto di sentirsi spaesati e dannatamente piccoli di fronte allo svolgersi del mistero del mistero.

E comprendi che l’amore, non muore mai.

Si trasforma, torna e ripercorre la stessa strada, perché è nel cuore la sua ultima dimora e il suo nutrimento.

Cerca la stella che splende di più nel cielo e in quel momento mi troverai.

Terri Salvini

Cercate sempre, e non smettete mai, di cercare la vostra stella.

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