In memoria di Rocco Donato Alberti il blog presenta la recensione del libro “Il petrolio di Alarico”. A cura di Patrizia Baglioni

IL PETROLIO DI ALARICO è un testo denso, ne esco con la mente in fermento e provo a riordinare le idee, a distendere le tematiche una accanto all’altra ed esaminarne le connessioni.

Il quadro raccoglie spunti politici, familiari, sentimentali, economici, relazionali ed economici, in questo libro c’è tutto. Ma alla base due semi da cui tutto si genera: la coscienza e la terra.

Siamo in una ipotetica Italia dove la possibilità si è fatta realtà, alla soglia della Secessione, finalmente il Nord taglierà il suo ramo secco: il sud.

L’Unità è la vittima sacrificale di questa scelta o almeno così sembra.

A volere fortemente questa soluzione sono il partito della Lega e quello monarchico.

I Borboni infatti hanno fedeli seguaci che li vogliono riportare alla guida del Sud, che non è regione da buttare, ma terra piena di risorse come la Basilicata con il suo sottosuolo, ricco di acqua e petrolio, sfruttato dalle multinazionali.

Qui alberga anche il tesoro di Alarico, una leggenda da verificare e forse l’ultima speranza di riscossa.

È dicembre, ma fuori ci sono trenta gradi, l’estate ha deciso di non abbandonare il Bel Paese, arso dal sole e dalla mancanza di piogge, il suolo è duro e arido come il sentimento tra Leo e Serena.

Un tempo si amavano, testimonianza è la loro carissima figlia Jennifer, ma nel tempo all’affetto si è sostituito l’egoismo e il successo di Leo invece di agevolare la coppia l’ha divisa. I tradimenti reciproci hanno distrutto anche i residui dei ricordi e ora non rimane che parlare di soldi.

Sempre soldi, solo soldi, l’uomo ne sembra ossessionato e governato, ma più è ampio il circolo di denaro, più la povertà si rafforza fino a soffocare questo mondo ormai allo stremo.

Anche le ideologie si piegano al potere: l’umanità sembra aver perso la sua identità.

E la malattia si manifesta nelle partorienti, il feto si rifiuta di venire alla luce, di vedere la misera umanità che resta.

Se le madri decidono di interrompere la gravidanza muore il figlio, se invece la portano avanti, sono loro a morire e solo dopo due o tre giorni dalla loro dipartita, il bimbo nascerà. Il male si diffonde prima al Nord, ma rapido si sta spostando anche verso il Sud.

L’Italia è presa in una morsa di calore, odio e morte.

Qualcuno ancora può salvarsi?

Sì, Chiara che accarezza il suo pancione aspettando la sua piccola Eva.

Tutti ormai sanno che anche lei dovrà scegliere e piegarsi alle evenienze del caso, ma Chiara agirà come ha sempre fatto, sarà se stessa: pura, incontaminata e amorevole.

Ecco perché nessuno la ricorda, è troppo diversa da tutti coloro che si sono persi nella corruzione e nella contaminazione morale.

Un romanzo forte, scorrevole nella lettura, ma utile alla riflessione sulla contemporaneità, che si rivolge diretto alle coscienze.

Uno specchio in cui riflettersi e su cui misurare la propria resilienza, che plasma l’immagine e suggerisce che in fondo cambiare è sempre possibile.

***

Rocco Donato Alberti è nato nel 1965 a Calvello (PZ), piccolo paese dell’entroterra lucano. Amante della conoscenza in generale, fin dalla giovane età si è appassionato alla letteratura, alla storia e al teatro. Ha scritto diverse commedie comiche in vernacolo, poi rappresentate da un gruppo di amici, curandone la regia. Ha collaborato con la rivista meridionalista “La Grande Lucania”, dal 2016 al 2017. Redattore del mensile locale “Il Giornale di Calvello” per lungo tempo. Tra le sue opere di narrativa: Fuga dall’umanità, romanzo d’esordio pubblicato da Albatros Il Filo nel 2007 e I riflessi dell’essere (2013, Albatros Il Filo). Il petrolio di Alarico, data la sua improvvisa scomparsa il 15 marzo 2019, è uscito postumo. La pubblicazione è stata curata da Roberta Alberti, sorella dell’autore.

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