La rubrica l’angolo del poeta presenta “Alessia Piemonte e i suoi versi”.

La coperta,
non basta a farmi sentire protetto.
Qualcosa si muove nel buio,
con lentezza,
trascinandosi nelle pieghe
dell’inquietante
e sintetica luminosità
che penetra dalla mia finestra.
Sembra innocuo,
ma so che si trasformerà in una furia.
Il mio sangue è ghiacciato:
sta sfregando le sue unghie,
i suoi denti,
la sua lingua che schiocca,
Sbatto la testa nel letto,
perché voglio tramortirmi
spaccarla da ogni suggestione,
che è come uno strillo isterico,
acuto,
di follia,
dolore.
Le orecchie mi ronzano,
come uno sparo,
da far esplodere i timpani.
Non riesco ad identificare nulla.
Quella figura,
sbatte i pugni,
sul letto,
sulla porta,
sulla mia scrivania.
Nella sua mano,
penzola una corda ripiegata a cappio.
Maledizione:
non dovevo leggere quella favola.
Un boato.
Un urto violento.
Un esplosione,
e mi scaravento a terra,
mentre il corpo è un foce di dolore,
e percepisco,
nella mia gola serrata,
solo una minuscola parte della mia fioca coscienza,
e lo choc,
mi difende da una realtà
surreale e onirica,
peggiore del buio e dell’immobilità della vita.

“Tratta da Favole della buonanotte “

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