“Linx” di Luca Giribone, Europa edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Io non odio gli androidi

Io odio tutta la dannata razza umana.

Che non riesce a fermarsi di fronte all’utopia

anche quando quest’ultima dovrebbe essere guidata dalla capacità di fermarsi quando è il momento.

Vuole il giocattolaio antistress e scacciapensieri.

Non importa con quali conseguenze.

E chiedete a me una recensione?

Cosa posso aggiungere mai la talento di Giribone?

Alla perfezione di una filosofia che occhieggia e si nasconde nella fantascienza?

e’ tutto scritto in queste poche tragiche e reali parole.

Noi esserei fatti più di angeli e coronati di stelle e gloria.

Noi cosi stupidi sempre intenzionati a cercare l’acme di ogni emozioni, di divorare in modo convulso la propria esistenza, senza rispetto per le sue arcane regole.

Non amiamo affatto la terra che calpestiamo.

Non amiamo la scienza e la nostra intelligenza tutto ci serve per dimostrare che siamo dio.

Non parte di dio, ma proprio dio.

Tutto ci serve per addormentare come ubriachi il nostro senso del limite. Come se non fosse un aiuto ma appunto una sorta di odioso giudice.

Non fare quello.

Occhio alle leggi arcane della Maat.

Non sei dio.

Forse nasci da un suo sogno.

Forse aveva solo bisogno di un figlio che lo osservasse e lo rendesse reale.

Ma non puoi oltrepassare la soglia.

Noi ce ne freghiamo.

Vogliamo creare e creare.

Seppur ignoranti delle sacre regole di Maat, dell’armonia cosmica.

Noi stessi figli di dio e al tempo stesso arconti assetati di potere.

Linx non è solo un libro.

Linx è la radiocronaca lucida e odiosa della nostra fragilità.

Noi che creiamo senza rispetto.

Cosi assorti nel sogno di Franskestein senza però avere quel bisogno di amore che aveva avuto dio nel crearci.

Cosi stufo di essere solo, perfetto e osannato dal silenzio eterno.

Cosi bisognoso di una creatura che era parte del suo sommo respiro, ma al tempo stesso più semplice di un eternità sempre uguale a se stesso.

Noi che dovevamo solo far crescere il divino con il nostro sforzo di comprenderlo il mondo, lo abbiamo solo devastato.

Reso il nostro parco giochi, mettendo alla prova quel soffio divino fino a distruggerlo.

Nessuna motivazione può giustificare quel narcisismo che ci fa innamorare del nostro vuoto.

Che soddisfa la fantasie narcisistiche di chi ha bisogno di qualcuno che lo lodi come fece un tempo dio.

Ma senza sperarlo in magnificenza.

Cosi odiata l’imperfezione.

Eppure è lei che ci ha coronato di gloria e stelle.

Cosi lontana dai nostri egocentrici sogni.

E cosi scordiamo o cerchiamo di resistere alla natura profonda dell’incompiutezza meravigliosa:

ti gratifica la realistica perfezione.

Ma santo cielo, la perfetta imperfezione sono proprio gli uomini.

Impara a relazionarti invece di emozionarti di fronte al confine estremo al quale hai spinto la mancanza di difetti del tuo simulacro.

La vita non si vende.

Né si crea.

E’ il sommo mistero sul quale si regge tutto l’universo.

Mistero violentato vilipeso proprio dal so custode.

Lix non è solo un godibile libro di fantascienza.

E’ la denuncia realistica e lucida di una creatura che si è persa.

E che invece di ritrovarsi distrugge con cipiglio infantile il so ecosistema e il suo equilibrio.

Giocando a fare dio, facendosi beffe di quell’immenso che lo guarda con compassione.

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