Review party “Leonardo da Vinci. Il mistero di un genio” di Barbara Frale, Newton Compton editori. A cura di Alessandra Micheli

Sapete cosa abbellisce la mia camera da letto?

Da anni, da sempre occhieggiano le riproduzioni di alcuni quadri famosi.

Il cenacolo, la monna Lisa, l’uomo vitruviano e il mio preferito, la dama con l’ermellino.

E un libro spicca sopra tutti, tanti, ed è una riproduzione ( non sono ancora cosi ricca purtroppo) del codice atlantico.

Sapete il nome di chi è quindi presente nella mia vita, fin dalla giovinezza?

Proprio lui, il maestro da Vinci, Leonardo o Leo come lo chiamo durante le mie lunghe conversazioni con lui.

Eh si miei cari lettori.

Oltre a amici di carta, la mia vita onirica e immaginaria è lusingata dalla sua presenza.

Lui con la sua barba lunga e quello sguardo che sembra superare i tempi e passare con disinvoltura da un era all’altra.

Persino il mio primo animale domestico, un adorabile pappagallino, si chiamò Leonardo da vinci, in omaggio del mio mito.

Un mito ragazzi.

Difficile da comprendere, poiché totalmente alieno a quelli tipici della mia generazione.

Cantanti, attori persino politico o calciatori.

Mentre io annaspavo nelle invenzioni strabilianti chiedendomi sempre cosa lo rendeva cosi…eterno.

Il suo intelletto è sicuramente qualcosa di unico e raro.

Lui non era né di questo mondo.

Forse neanche del numinoso o almeno non come veniva definito dal folclore e dalla tradizione.

Non era selvaggio, non era cosi particolare o cosi concentrato su se stesso.

Leonardo era lo spirito di un tempo che non poteva mai essere ingabbiato.

Era un anima di Platoniana memoria capace di scendere dall’iperuranio fino a noi, per poi tornarci.

Era il detto sufi incarnato in un semplice uomo:

NEL mondo

ma non DEL mondo.

No.

Leo non è certo di questo mondo.

Eppure la sua vita è misconosciuta.

Persino a me, che sono totalmente ammaliata dalla sua figura.

Troppo presa a carpire il segreto del suo genio, forse gelosa, perché non riesco mai a staccarmi del tutto dal mio ambiente e dal mio tempo. Eppure vicina a lui nel suo sentirsi alieno in un universo incomprensibile e limitato.

E cosi quando ho potuto avere tra le mani il libro della Frale, mi sono gettata a capofitto.

Lei una pregiata storica, lei che ha riabilitato i templari, forse poteva raccontarmi di Leo.

E farmelo amare ancora di più.

In quel tempo cosi pieno di intrighi, cosi foriero di delusioni, laddove non poteva certo esistere la lealtà cosi come la concepiamo noi moderni.

Eh si.

Il libro racconta la sua peculiare vita.

Il suo tormento e magari amori sconosciuti.

Racconta anche perché la Monna lisa, Bacco e altri meravigliosi dipinti sembrano richiamare il mito dell’androgino e dell’altra parte della mela, chiamata anima.

Ma racconta anche di eresie che in quei quadri, in quelle invenzioni, nel codice e nella sua voglia di evadere la prigionia di un’umanità che non racconta e non può raccontare la meraviglia di una mente che è solo specchio di una più grande, che ci comprende e trascende, c’è il segreto dell’anima.

Quello che oggi a noi tecnocrati e tecnologici dipendenti ci sfugge: la carne è solo un contenitore.

Qualcosa di molto più immenso ci sorride.

Un anima cosi antica da farci mozzare il respiro ogni volta che ci pensiamo.

Non so se la Frale svela il suo mistero.

In fondo la genialità è racchiusa proprio li, nell’incapacità di risolvere l’enigma.
Ma tra il suo talento e le voci di antichi maestri, tra Origene e Pitagora, tra una fisica quantistica appena abbozzata, non rivive solo Leo.

Ma persino un uomo troppo legato e ingabbiato nei nostri ossessivi richiami alle granitiche certezze, che scorda il suo paradiso perduto: lassù tra stelle e gloria.

Più su, più in alto di angeli e di piccoli patetici dei dell’olimpo.

Lui creatura nata dal respiro di un energia che noi stolti chiamiamo Dio, ma cosi più grande di ogni nostra definizione.

E’ per questo che ti amo Leonardo sa Vinci. In te bevo sempre, ogni volta che osservo un tuo quadro, o sfoglio il codice, un sorso di infinito.

L’uomo incontra Dio dietro ogni porta che la scienza riesce ad aprire. Albert Einstein.

Un pensiero su “Review party “Leonardo da Vinci. Il mistero di un genio” di Barbara Frale, Newton Compton editori. A cura di Alessandra Micheli

  1. Alessandra, dovrai smettere di sorprendermi, un giorno. Forse riuscirò a morirne molto prima. Complimenti all’autrice che ha saputo stuzzicare il tuo genio “da vinci”.

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